William Shakespeare: biografia e commedie

William Shakespeare: biografia e commedie A cura di Teresa Bosica.

William Shakespeare, biografia del più grande drammaturgo inglese, commedie principali e temi affrontati nelle sue opere

1William Shakespeare: biografia e commedie

William Shakespeare (1564-1616)
William Shakespeare (1564-1616) — Fonte: istock

Nonostante la fama di cui gode da secoli, William Shakespeare rimane una figura misteriosa. Le informazioni che ci sono pervenute derivano da alcuni documenti legali conservati nel suo paese e dai riferimenti fatti dai suoi contemporanei nelle loro opere. Sappiamo che Shakespeare nacque a Stratford-Upon-Avon (Warwickshire) il 23 aprile 1564. Suo padre era un ricco mercante, appartenente alla corporazione dei guantai.    

Probabilmente William Shakespeare frequentò la scuola locale di Stratford, dove studiò latino, retorica, logica e i classici della letteratura. Nel 1582, all’età di diciotto anni, sposò Anne Hathaway di otto anni più grande. Dopo sei mesi nacque una figlia, Susan, in seguito nacquero due gemelli, Hamneth e Judith.   

Il cottage di Anne Hathaway, moglie di William Shakespeare, a Stratford-upon-Avon
Il cottage di Anne Hathaway, moglie di William Shakespeare, a Stratford-upon-Avon — Fonte: istock

Gli anni che vanno dal 1585 al 1592 sono considerati dai critici lost years (anni perduti) poiché si sa poco della vita dello scrittore in questo periodo. Sono state fatte molte speculazioni su cosa sia successo in quegli anni, tra cui l’ipotesi che probabilmente fuggì a Londra per evitare di essere arrestato a causa della caccia di frodo di un cervo nella tenuta di Sir Thomas Lucy, un proprietario terriero di Stratford. 

Ci sono prove della presenza di William Shakespeare a Londra nel 1592, poiché Robert Greene, uno dei membri degli University Wits (ingegni universitari), scrisse una lettera ad alcuni amici in cui attaccò Shakespeare, definendolo “an upstart crow beautified in our feathers” (un corvo parvenu, abbellito dalle nostre piume) e ancora “…and being an absolute Johannes factotum, is in his own conceit the only shake-scene in a country” (ed essendo un faccendiere affaccendatissimo, è secondo il suo giudizio l’unico scuotiscene del paese). 

Il Globe Theatre a Londra
Il Globe Theatre a Londra — Fonte: getty-images

Questo dimostra che William Shakespeare era già famoso nel mondo del teatro, al punto da attrarre le gelosie dei suoi rivali. Nel biennio 1592-1594 i teatri furono chiusi a causa di un’epidemia di peste, e Shakespeare, non potendo lavorare per il teatro, si dedicò alla poesia. Scrisse due poemetti: Venus and Adonis (Venere e Adone) nel 1593 e The Rape of Lucrece (Il Ratto di Lucrezia) nel 1594 e cominciò a scrivere i Sonetti che dedicò a un nobile gentiluomo, suo amico e sostenitore, il Conte di Southampton.  

Dopo la riapertura dei teatri, iniziò a lavorare per la compagnia teatrale più famosa del tempo, che si esibiva anche a corte, The Lord Chamberlain’s Men, di cui facevano parte due suoi grandi amici: Richard Burbage e William Kempe. Tra il 1594 e il 1599, Shakespeare scrisse alcune delle sue opere più straordinarie: A Midsummer Night’s Dream (Sogno di una Notte di Mezza Estate, 1595), Romeo and Juliet (Romeo e Giulietta, 1595), Richard III (Riccardo III, 1595), The Merchant of Venice (Il Mercante di Venezia, 1596).   

La tomba di William Shakespeare
La tomba di William Shakespeare — Fonte: istock

Prima, nel 1599, era diventato uno dei maggiori azionisti e proprietario del Globe Theatre di Londra. Intanto The Lord Chamberlain’s Men era diventata popolarissima, tanto che alla morte della Regina Elisabetta I nel 1603, il nuovo re Giacomo I Stuart, adottò la compagnia che cambiò il nome in The King’s Men (Gli Uomini del Re).  

Tuttavia le opere teatrali scritte da Shakespeare in questo periodo divennero più oscure forse a causa di alcuni tristi eventi della sua vita, quali la morte del padre o il fallimento della ribellione di Essex che portò alla condanna a morte del suo patrono, il Conte di Southampton. William Shakespeare lavorò per il teatro fino al 1611, quando si ritirò a Stratford-Upon-Avon, dove morì nel 1616. 

2William Shakespeare e il teatro

Statua di Shakespeare a Central Park, New York
Statua di Shakespeare a Central Park, New York — Fonte: istock

La produzione teatrale di William Shakespeare copre un periodo di circa vent’anni (1591-1611). Non esiste un manoscritto delle sue opere di cui sono state pubblicate delle versioni non autorizzate quando lo scrittore era in vita. La prima pubblicazione ufficiale delle sue opere fu il First Folio (1623), contenente trentasei delle sue trentasette opere teatrali, a cura di due attori amici del Bardo, Henry Condell e John Heminges.     

Il titolo della pubblicazione è Mr. William Shakespeare’s Comedies, Histories and Tragedies, Published According to the True Original Copies. Questa edizione non contiene la data esatta di composizione delle opere, infatti, come il titolo stesso suggerisce esse sono divise per genere: commedie, drammi storici e tragedie.

La carriera e la produzione di William Shakespeare si possono dividere in quattro fasi
La carriera e la produzione di William Shakespeare si possono dividere in quattro fasi — Fonte: istock

Possiamo distinguere quattro fasi fondamentali nella carriera di Shakespeare: il periodo di apprendistato; il periodo in cui scrisse drammi storici e commedie d’amore; il periodo delle grandi tragedie e infine il periodo in cui scrisse romances

Già nella prima fase della sua carriera, negli anni novanta del ‘500, William Shakespeare era considerato uno dei più importanti drammaturghi del tempo, in questo periodo sperimentò con diversi generi. Scrisse drammi storici che trattavano di eventi fondamentali della storia inglese tra il XII e il XVI secolo come Richard III (Riccardo III, 1593), Henry VI (Enrico VI, 1591-1592), in cui lo scrittore fece un ritratto della società medievale e rinascimentale inglese.    

In questo periodo William Shakespeare scrisse anche raffinate commedie d’amore come The Two Gentlemen of Verona (I due Gentiluomini di Verona, 1594-1595) e Love’s Labour’s Lost (Pene d'Amor Perdute, forse scritta tra il 1593 e il 1596).     

In questi anni Shakespeare scrisse due sue grandi capolavori: la tragedia Romeo and Juliet (Romeo e Giulietta, 1594-1595) e la commedia A Midsummer Night’s Dream (Sogno di una Notte di Mezza Estate, 1595-1596). Molte opere di William Shakespeare sono state ispirate da novelle della letteratura italiana e trattano i temi del matrimonio, dell’amore, scambi d’identità e di solito hanno un lieto fine.   

Una scena dell'Enrico VI di Shakespeare durante la scelta delle rose
Una scena dell'Enrico VI di Shakespeare durante la scelta delle rose — Fonte: getty-images

Nella fase successiva della sua carriera (1596-1600 circa) Shakespeare, ormai affermato drammaturgo, scrisse ancora drammi storici come Richard II (Riccardo II, 1595), Henry IV (Enrico IV, 1597-1598) e Henry V (Enrico V, 1598-1599) in cui racconta altri momenti cruciali della storia inglese tra la fine del XIV secolo e la Guerra delle due Rose, ancora una volta questi drammi rappresentano la storia dell’Inghilterra e non semplicemente la storia di un singolo personaggio.      

In questo periodo Shakespeare si cimentò ancora nella composizione di commedie quali The Merchant of Venice (Il Mercante di Venezia, 1596-1597), Much Ado About Nothing (Molto Rumore per Nulla, 1598-1599), As You Like It (Come Vi Piace, 1598-1599) e Twelfth Night (La Dodicesima Notte, 1599-1600), caratterizzate da un’analisi psicologica dei personaggi più complessa rispetto alle commedie scritte nel periodo precedente.     

Amleto e Ofelia in una scena dal film Hamlet (1948) di Laurence Olivier
Amleto e Ofelia in una scena dal film Hamlet (1948) di Laurence Olivier — Fonte: getty-images

In seguito Shakespeare scrisse le sue grandi tragedie: Hamlet (Amleto, 1601), Othello (Otello, 1604), King Lear (Re Lear, 1605-1606), Macbeth (1605-1606) e Antony and Cleopatra (Antonio e Cleopatra, 1606-1607), in cui affronta i temi quali la solitudine dell’uomo nell’universo, il tragico destino dell’umanità e la follia degli uomini.      

I protagonisti di queste opere sono uomini che vivono un forte conflitto interiore, dilaniati tra l’amore e la ragione e l’orgoglio, come Otello che ama Desdemona ma crede a Iago che gli racconta del tradimento di sua moglie, in realtà innocente; oppure Re Lear che finisce col bandire la sua figlia prediletta, Cordelia, vinto dall’orgoglio e Marco Antonio diviso tra l’amore per Cleopatra e il senso del dovere nei confronti di Roma.   

Nell’ultima fase della sua carriera Shakespeare scrisse soprattutto romances, commedie caratterizzate da un’ambientazione fantastica e fiabesca, come The Winter’s Tale (Il Racconto d’Inverno, 1610-1611), Cymbeline (Cimbelino, 1610-11) e The Tempest (La Tempesta, 1611-1612).   

3Fonti, struttura, personaggi e lingua in William Shakespeare

Parte esterna del Globe Theatre, Londra
Parte esterna del Globe Theatre, Londra — Fonte: istock

Molte delle opere di William Shakespeare si basavano su storie già pubblicate da altri autori. Le sue opere teatrali sono divise in cinque atti di diversa lunghezza e introdotti da un prologo. Bisogna però notare che questa divisione in atti fu fatta dagli editori nel XVIII secolo. Infatti, durante l’epoca elisabettiana non calava alcun sipario tra un atto e l’altro, e le rappresentazioni si svolgevano senza interruzioni. Una scena terminava quando tutti gli attori avevano lasciato il palcoscenico.

Non c’erano scenografie e gli spettatori dovevano affidarsi alle parole e al coro che faceva loro capire quando c’era un cambio di scena. I personaggi shakespeariani appartengono a tutte le classi sociali: sono re, principi, duchi, ma anche membri delle classi sociali più basse. Tra i temi principali delle sue opere ci sono l’amore, l’ambizione e la sete di potere, ma soprattutto i conflitti tra generazioni, specialmente tra padri e figlie, sono temi molto cari al Bardo.   

Verona, statua e balcone di Giulietta
Verona, statua e balcone di Giulietta — Fonte: istock

Per esempio in Romeo and Juliet, Giulietta, una ragazza di quattordici anni innamorata di Romeo, appartenente a una famiglia nemica, si oppone al padre che le impone di sposare Paride, un uomo che lei non ama. Suo padre la insulta e la attacca verbalmente, ma la ragazza è disposta a rischiare tutto per amore e questo la condurrà alla morte. 

Il genio di William Shakespeare era straordinario. Egli scriveva in un periodo in cui la lingua inglese era in piena evoluzione e ha modellato la lingua secondo le sue necessità. Se voleva esprimere un concetto per cui non riusciva a trovare la parola esatta, lui la inventava.  

La camera da letto di Giulietta, Verona
La camera da letto di Giulietta, Verona — Fonte: istock

Molte frasi e modi di dire della lingua inglese usati ancora oggi, sono stati inventati da William Shakespeare e tradotti in tutte le altre lingue, per esempio: “All that glisters is not gold” (The Merchant of Venice) che vuol dire “non è tutto oro quel che luccica”; “It was Greek to me” (Julius Caesar), “era greco per me” per indicare che qualcosa è incomprensibile; “vanished into thin air” (The Tempest) per indicare che qualcosa è sparito nel nulla o “love is blind” (The Merchant of Venice) cioè “l’amore è cieco” significa che l’amore non è logico e razionale.  

4I sonetti di William Shakespeare

Secondo Shakespeare l'arte rende tutto eterno
Secondo Shakespeare l'arte rende tutto eterno — Fonte: getty-images

William Shakespeare fu autore di una raccolta di 154 sonetti, scritti tra il 1593 e il 1599 e pubblicati nel 1609. I sonetti elisabettiani o shakespeariani sono composti da quattordici versi, divisi in tre quartine in rima alternata e un distico a rima baciata (ABAB CDCD EFEF GG), in questo modo Shakespeare si distacca dal sonetto italiano o petrarchesco composto da due quartine e due terzine (con il seguente schema metrico: ABBA ABBA CDE CDE).  

Di solito le prime tre quartine del sonetto shakespeariano contengono una serie di riflessioni sul tema trattato mentre il distico finale rappresenta la conclusione dell’argomento. La raccolta dei sonetti di Shakespeare è divisa in due sezioni: la prima parte (dal sonetto uno al centoventisei) è dedicata al “fair youth”, probabilmente il Conte di Southampton, patrono e amico del poeta che in essi lo esorta a sposarsi e ad avere figli.   

La seconda parte (dal sonetto centoventisette al centocinquantaquattro), è dedicata a una “dark lady”, una donna non bellissima fisicamente e talvolta infedele ma molto desiderabile, a differenza di Petrarca, i cui sonetti sono dedicati a una donna bellissima, idealizzata e considerata dal poeta come una guida mistica.  

Nei sonetti William Shakespeare esplora temi universali quali la morte, il tempo, l’amore, la bellezza e l’arte. Spesso il poeta sottolinea la brevità della vita e l’ineluttabilità della morte, cui si può sfuggire attraverso il matrimonio e la procreazione e attraverso l’arte, in questo caso la poesia che rende tutto eterno.   

Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte.

William Shakespeare, Il mercante di Venezia

5Guarda il video su Romeo e Giulietta di Shakespeare