Vita, opere e poetica di D’Annunzio: riassunto

Di Redazione Studenti.

Riassunto e cronologia della vita e delle opere e la poetica di D’Annunzio, ricordato per i suoi famosi romanzi e per la sua Impresa di Fiume.

D’ANNUNZIO: RIASSUNTO

Vita, opere e poetica di D'Annunzio: riassunto
Vita, opere e poetica di D'Annunzio: riassunto — Fonte: ansa

Gabriele d’Annunzio nasce a Pescara nel 1863, compie gli studi liceali a Prato dove rimane fino al 1881; anno in cui si trasferisce a Roma. Qui viene accolto dalla società nei salotti letterari e aristocratici, diventando cronista mondano. Conduce una vita sontuosa e piena di scandali.

La cronologia della vita e delle opere di D’annunzio:

  • 1889: pubblica “Il Piacere”.
  • 1892: incontro con la filosofia di Nietzsche (da cui deriva l’ideale del superuomo, un uomo che si sente superiore e per questo può dominare la massa).
  • 1894: relazione con Eleonora Duse e i problemi economici per i debiti lasciati dal padre.
  • 1897: si fa eleggere deputato della Destra per poi passare alla Sinistra.
  • 1898: si trasferisce a Firenze nella villa La Capponcina dove conduce una vita dispendiosa.
  • 1904: compone i primi tre libri delle laudi (Maia, Elettra e Alcyone).
  • 1910: a causa dei debiti si trasferisce in Francia fino al 1915 (mantiene i contatti con l’Italia tramite la collaborazione al Corriere della Sera sul quale appaiono “Le Faville del maglio”, testo in prosa autobiografico (1924-1928).
  • 1912: compone il quarte libro delle Laudi, Merope.
  • 1915: con lo scoppio della prima guerra mondiale, D’Annunzio si dimostra un acceso interventista.
  • 1916: perde un occhio in un incidente aereo e nel periodo di infermità scrive il Notturno, prose autobiografiche pubblicato nel 1921.
  • 1919: compie l’impresa di Fiume per denunciare l’insoddisfazione dell’Italia dopo i trattati di pace.
  • 1920: compone l’ultimo libro delle Laudi, Asterope.
  • 1921: si ritira nella villa “Il Vittoriale” a Gardone Riviera fino alla morte nel 1938.
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D’ANNUNZIO: POETICA

D’Annunzio, insieme a Pascoli, è uno dei maggiori esponenti del decadentismo italiano: hanno in comune l’idea di letteratura e la visione del poeta; per entrambi:

  • crolla la visione del poeta-vate,
  • la poesia non è la giuda della società; solo il poeta conosce e comprende la natura;
  • utilizzo di un linguaggio che solo il poeta comprende.

Ma si differenziano sulla visione della poesia: Pascoli infatti la vede come una poesia molto intima mentre per D’Annunzio è una celebrazione di se stesso.

Sono tre i temi principali della poetica di D’Annunzio: Estetismo (esteta), superomismo (superuomo) e panismo.

L’Estetismo (esteta o dandy) è il cultore del bello, colui che ricerca il bello, strettamente legato alla condizione economica; come da una frase tratta da “Il Piacere”: “fare della propria vita come se fosse un’opera d’arte”, ovvero ricercare oggetti, situazioni che elevano il poeta dalla massa; l’esteta non è un uomo comune, egli disprezza la massa; egli è un uomo vuoto moralmente e caratterialmente debole (anticipazione del personaggio dell’inetto).

L’esteta grazie alla filosofia di Nietzsche si trasforma nel superuomo: filosofia di un uomo che si sente superiore alla massa e che di conseguenza può dominare culturalmente la società dando un’immagine vincente di se; inoltre domina anche la natura, diventa parte integrante di essa.

Panismo è la trasformazione dell’uomo in elemento naturale: “l’uomo si naturalizza, la natura si umanizza”.

Riassunto dei tre concetti: “Esteta che diventa superuomo e si fonde con la natura”. I concetti della poetica di D’Annunzio sono rappresentati in:

  • Estetismo e Superomismo nel romanzo “Il Piacere” del 1889;
  • Panismo nella raccolta “Alcyone”.

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