Vita dei campi di Verga: riassunto e temi

Di Redazione Studenti.

Vita dei campi: riassunto della raccolta verista di 8 novelle di Giovanni Verga, temi principali e caratteristiche

VITA DEI CAMPI DI VERGA

Vita dei campi di Verga: riassunto e temi
Vita dei campi di Verga: riassunto e temi — Fonte: getty-images

Giovanni Verga è tra gli autori italiani più noti della seconda metà dell’800. Nacque a Catania nel 1840 e da subità si avvicinò alla letteratura, quando da giovane trascurò gli studi di giurisprudenza per fondare un settimanale di poetica e letteratura e scrivere i suoi primi romanzi. Prima di aderire completamente al Verismo italiano, scrisse tre romanzi patriottici. In seguito si avvicinò allo studio del vero, del dolore, del dialetto, del sentimentalismo.  

Nedda, del 1874, e Vita dei campi, del 1880, segnano il maturato sviluppo di Verga che continua a scrivere i “Malavoglia”. Durante questa sua maturazione la Sicilia diventa lo scenario ideale della sua prosa e delle sue novelle che, immerse dentro un mondo di confini precisi, esprimono il dramma della lotta per la vita, colto nelle classi umili e diseredate.  

Le strade e le case di Aci Trezza, Francoforte e Vizzini sono i luoghi dove si svolgono le novelle che talvolta possono essere delle rappresentazioni teatrali. L’amore, la gelosia, l’attaccamento alla famiglia, la rassegnazione di fronte al destino ed il senso dell’onore sono i principali argomenti trattati da Giovanni Verga nella sua prima raccolta di 8 novelle: La Vita dei Campi.

FANTASTICHERIA

Fantasticheria è, invece, una prosa lirica intimamente autobiografica. E’ una lettera mai spedita scritta ad una destinataria che si pensa sia una donna affascinante dell’alta borghesia. E’ un dialogo ricco di ricordi, di momenti passati insieme tra la destinataria e l’autore. Verga contrappone il mondo aristocratico e raffinato cui appartiene la donna al mondo degli umili e dei diseredati, con la loro vita miserabile, ma più autentica perché fondata sulla rassegnazione coraggiosa. La vita secondo Verga è paragonabile “all’ideale dell’ostrica”: hai sempre paura che il coltello del palombaro ti stacchi dal tuo mondo.

JELI IL PASTORE

La novella Jeli il pastore narra la storia di un ragazzo che cresce solitario, facendo il guardiano di un branco di cavalli. Inserito nel mondo campestre, Jeli, ha un forte senso del lavoro nonostante la sua giovane età. Conosce don Alfonso “il signorino” che diventa il suo compagno di giochi durante l’estate e Mara, figlia di massaro Aggrippino. Jeli, diventa un vero e proprio pastore dopo la morte del padre ma rimane sempre molto ingenuo nell’animo. Mara dopo aver visto sfumare un ricco matrimonio, accetta di sposarlo ma lo fa soltanto per coprire una tresca amorosa con don Alfonso. Avvertito del fatto, Jeli, non vuole credere al tradimento finché un giorno vedendo don Alfonso ballare con Mara comprende tutto ed uccide il suo antico compagno di giochi . In questa novella si evidenzia quasi un idillio con la natura e in certi momenti sembra di trovarsi in una favola. Jeli ha sempre un atteggiamento di ingenua e limpida schiettezza, anche nella scena finale dell’omicidio, quando è travolto da un istinto irrazionale che ha il carattere primitivo di un antica legge di natura.

ROSSO MALPELO

La novella Rosso Malpelo tratta di problemi molto diffusi anche oggi: lo sfruttamento e l’emarginazione. In questo caso la cava di “rena” è il luogo dove viene ambientata la novella che ha come protagonista un ragazzino dai capelli rossi soprannominato “Rosso Malpelo” che veniva schivato e maltrattato da tutti come fosse un cane rognoso. Lavorava in una cava ed aveva preso il posto del padre morto a causa di un incidente sul lavoro. Aveva stretto amicizia con Ranocchio, un ragazzo malaticcio e debole di carattere che Rosso Malpelo cercava di addestrare alla difesa, a volte anche picchiandolo. Ma un giorno Ranocchio dopo una lunga malattia morì e Rosso Malpelo rimase sempre più solo, fino a quando mandato ad esplorare un passaggio della cava scomparve senza che nessuno lo rimpiangesse .

 Gli argomenti trattati da Giovanni Verga si possono riscontrare nell’entroterra siciliano, dove difesa dell’onore, gelosia, lavoro dei campi, sfruttamento sono ancora attuali.

CAVALLERIA RUSTICANA

Cavalleria Rusticana è un'opera di genere teatrale dove possiamo notare il triangolo tra marito, moglie ed amante. Quest’ultimo è compare Turiddu, l’antico innamorato di Lola, che quando torna dalla leva militare viene a spere del matrimonio di Lola con compare Alfio, un ricco carrettiere. L’amore segreto tra Turiddu e Lola finisce soltanto quando Alfio, dovendo difendere il suo amore, sfida Turiddu e lo uccide. Possiamo capire facilmente che la novella è ambientata nell’entroterra siciliano grazie ad alcune parole come “compare”, “gna”… che procedono il nome a cui si riferiscono, usanza tipica siciliana.

LA LUPA

Oltre a questa novella basata sulla difesa del proprio senso dell’onore ce ne è un’altra che tratta, invece, dell’amore, un valore importante per tutti, anche per una donna che sembrava non avere sentimenti a causa del suo carattere animalesco.
Questa era chiamata La lupa per le sue strane movenze e le sue caratteristiche fisiche. Era una donna alta con un seno prosperoso che un giorno si innamorò di un ragazzo che lavorava insieme a lei. La lupa voleva attirare la sua attenzione perseguitandolo, ma il giovanotto era invece attirato dalla figlia Maricchia. Il povero giovane era disperato e non sapendo cosa fare decise di uccidere la lupa che con la sua violenta sensualità continuava a perseguitarlo.

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