Virgole: come evitare di sbagliarle

Di Redazione Studenti.

Quando e dove si mettono le virgole? Ecco tutto quello che devi sapere su questo segno di interpunzione per evitare di fare errori

Introduzione

Virgole: come evitare di sbagliarle
Virgole: come evitare di sbagliarle — Fonte: getty-images

Le virgole rientrano tra i principali segni di interpunzione che vengono utilizzati con maggior frequenza nella lingua italiana.

Attualmente si incontra qualche difficoltà nel distribuirle in modo corretto all'interno di un periodo più o meno breve.

Sembra un elemento di poca importanza eppure la virgola è in grado di stravolgere totalmente il senso di una frase. Per questo occorre utilizzarla con estrema attenzione.

Possiamo dunque affermare con certezza che questo segno di interpunzione dalla forma oblunga non va inserito a caso in un testo.

Dal momento che la grammatica italiana si basa anche su un adeguato impiego della punteggiatura, andiamo a vedere qual è il posizionamento delle virgole e come evitare di sbagliarle.

Quando non si usa la virgola

Cominciamo con il prendere in esame tutti quei casi in cui la virgola non si utilizza. Per prima cosa, essa non deve trovarsi tra soggetto e verbo. Il più delle volte sbagliamo a collocarla, soprattutto quando vediamo che verbo e soggetto sono lontani tra loro nella frase.

In questo caso, dobbiamo stare particolarmente attenti alle frasi lunghe: leggiamole accuratamente e valutiamo in che modo va utilizzata la virgola nel contesto in questione.

Un altro errore che commettiamo spesso è quello di mettere la virgola prima della congiunzione "e". Anche la virgola, sebbene sia un segno d'interpunzione, è una congiunzione.

Come ben sappiamo, non si usano due congiunzioni ravvicinate. Pertanto, cerchiamo di non avvicinarle mai. Inoltre, evitiamo di usare la virgola in frasi in cui sono presenti le congiunzioni "né" e "o".

Evitare di aggiungere le virgole in un blocco compatto

Una delle prime regole sulle virgole che dobbiamo assolutamente rispettare per evitare di sbagliarle riguarda il blocco compatto. Quando ci troviamo dinanzi una frase di questo tipo, la virgola non va mai aggiunta.

Un blocco compatto è semplicemente un gruppo di parole collegate tra loro. Questi termini possono essere un nome e un aggettivo, un nome ed un verbo o altro.

Prendiamo come esempio la frase "La mia scrivania è bianca". Qui possiamo facilmente individuare un unico blocco compatto di termini. Per questo motivo non c'è alcun bisogno di inserire le virgole.

Se proviamo ad apportare una piccola modifica alla frase mediante aggiunta di altri aggettivi, otterremo una frase come questa: "La mia scrivania è bianca, nera e grigia". In questo caso il blocco compatto viene meno.

A questo punto possiamo usare l'esempio per estrapolare un'ulteriore regola. In sostanza, questa regola ci dice che i termini che creano un elenco vanno sempre separati con le virgole.

Risaltare una specifica parte di una frase con la virgola

Esistono alcuni casi eccezionali in cui possiamo inserire le virgole all'interno di un blocco compatto di parole. Se abbiamo l'esigenza di mettere in risalto una specifica parte della frase, la virgola accorre in nostro aiuto. Essa rende altresì più agevole la lettura del periodo, conferendo il giusto livello d'intonazione.

Nella frase "Io, ho lavorato!", ad esempio, vogliamo sottolineare che è un particolare soggetto ad aver compiuto l'azione, ovvero "io" e non altre persone.

In situazioni di questo tipo, possiamo usare la virgola con un complemento di limitazione o partizione. In altri contesti possiamo persino isolare alcuni incisi o parti di frasi mediante l'impiego delle virgole.

In questo modo andiamo a separare la proposizione principale da quelle subordinate. Facciamo comunque molta attenzione; un uso spropositato delle virgole non è mai una buona soluzione per scrivere bene.

Collocare la virgola prima dei connettivi testuali

Tenere conto delle virgole ed evitare di sbagliarle non è poi così difficoltoso. Ci basterà ricordare, ad esempio, che le virgole devono necessariamente trovarsi prima di ogni connettivo testuale.

A questa categoria appartengono i termini come "infatti" oppure "inoltre" o ancora "talvolta". Quando c'è un "ma", questo deve sempre avere una virgola davanti come nella frase: "Giocavo al PC, ma ho dovuto staccare per scrivere una relazione".

Oltretutto, le virgole vanno sempre messe prima del "perché". Nella frase "Questo mese ho imparato cose nuove, perché ho studiato come funzionano le energie rinnovabili" troviamo un esempio valido di questa regola.

Se abbiamo dubbi sull'uso della virgola, leggiamo tanto. I libri ci aiutano a scrivere meglio e spesso rispondono a molte nostre domande a livello grammaticale.

Porre la virgola prima del verbo al gerundio e per scandire gli aggiunti

Una regola importante per non commettere sbagli è che le virgole vanno messe sempre prima del verbo al gerundio.

Ad esempio la frase risulta corretta se la riportiamo in questo modo: "Ho scritto una relazione sulle energie rinnovabili, mettendo in risalto il modo in cui possono aiutarci ad inquinare meno".

Non va assolutamente dimenticato che la virgola si deve collocare anche prima di "però" e "che" soltanto qualche volta.

Infine, dobbiamo assolutamente sapere che la virgola scandisce meglio gli aggiunti dalla parte restante di una frase. Per "aggiunto" si intende una locuzione che viene rimossa dalla subordinata basilare e non altera il significato di quest'ultima, per esempio: “Ho scritto una relazione sulle energie rinnovabili, mettendo in risalto il modo in cui possono aiutarci ad inquinare meno, oltre ad essere più economiche”.

Ecco quindi spiegate bene le regole delle virgole, in modo da evitare di sbagliarle. Ogni volta che abbiamo un dubbio, possiamo tornare su questa pratica guida.

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