Una lezione sul tema dell’inclusività finisce con un pugno in faccia alla docente

Di Marta Ferrucci.

E’ avvenuto all’Istituto Tecnico Professionale di Gallarate. Lo studente coinvolto è stato sospeso fino a giugno. Il grave episodio avviene a pochi giorni dalla Giornata contro la violenza sulle donne.

Pugno in faccia alla prof

Pugno in faccia alla prof
Pugno in faccia alla prof — Fonte: istock

Una lezione sul tema dell’inclusività finisce con un pugno in faccia alla docente. E’ successo all’Istituto Tecnico Professionale Andrea Ponti definito da Andrea Cassani, sindaco di Gallarate, “un istituto di eccellenza, tra le realtà più innovative a livello nazionale”. Lo studente, sospeso per il resto dell’anno scolastico, ha disegnato svastiche e frasi antisemite sulla cattedra della classe e, scoperto dalla docente, le ha sferrato un pugno in faccia.

Il dirigente scolastico Giuseppe Martino ha diffuso un comunicato a sostegno della docente coinvolta attraverso il quale “esprime alla collega sostegno, supporto e stima e si stringe intorno a lei per far sì che riesca a superare il momento di smarrimento e ansia che le ferite interiori (non visibili) inevitabilmente portano come strascico. La volontà della docente era di avviare un momento formativo importante. . . Ma le cose vanno diversamente e alla fine, turbato, lo studente responsabile, regala un occhio nero alla docente. Il Ponti ha i suoi valori e chi vuole farne parte deve accettarli, per implicita condivisione" si legge ancora nella nota “La comunità scolastica condanna questo atto che offende una professionista, un pubblico ufficiale, una donna".

Il tema della violenza sulle donne

Questo grave gesto avviene a pochi giorni dalla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che ricorre il 25 novembre.  

La solidarietà del Ministro Valditara

Il Ministro ha portato la solidarietà sua e dell’intero mondo della scuola alla docente oggetto di un’inaccettabile aggressione da parte di uno studente e all’intera comunità del Ponti e si è sincerato delle condizioni della professoressa.

Questo gravissimo episodio è solo l’ultimo di una lunga serie di casi di bullismo e violenze che hanno coinvolto le nostre scuole. Una degenerazione della nostra comunità a cui è davvero arrivato il momento di dire basta”, afferma il Ministro Valditara.

Ho voluto parlare col dirigente scolastico per capire il contesto in cui è maturato l’intollerabile gesto”, prosegue il Ministro. “Ho ribadito anche nella conversazione che la scuola deve tornare un luogo sereno di formazione ed educazione, quel luogo dove si persegue per eccellenza la realizzazione della persona”.

Da questo punto di vista, restituire alla figura dell’insegnante l’autorevolezza che le è propria e affermare nelle aule la cultura del rispetto e delle regole rappresentano due priorità assolute della mia visione della scuola e dell’azione del governo. È mia intenzione istituire un tavolo con psicologi, giuristi ed educatori per studiare le risposte migliori a una questione sociale enorme”, conclude il Ministro.

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