Via Lattea: nascita e caratteristiche della galassia che ha 13,7 miliardi di anni

Cos'è la Via Lattea, quando e come vederla e soprattutto da cosa è composta: forma, origine e il suo affascinante e terribile centro oscuro

Via Lattea: nascita e caratteristiche della galassia che ha 13,7 miliardi di anni
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Cos'è la Via Lattea: quanto è antica e cosa c'è al suo centro

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Con Via Lattea facciamo riferimento a due cose. La prima è quella affascinante striscia biancastra che si vede nel cielo, di notte, in determinate condizioni di altitudine e illuminazione. La seconda è la nostra galassia. Tutto ciò potrebbe necessitare di ulteriori spiegazioni e in questo articolo le riportiamo in maniera approfondita.

Cos'è la Via Lattea

Cos’è, dunque, la Via Lattea? È sia una striscia biancastra che spacca il nostro cielo che, al tempo stesso, la nostra galassia. Quelle luci che ammiriamo nella struttura di questa “striscia di latte” caduto sul tavolo della volta celeste, sono in realtà una moltitudine di stelle. Sono ben 200-600miliardi e il Sole è soltanto una di queste.

Stelle tenute insieme da una forza primordiale estremamente potente, che è l’attrazione gravitazionale.

Vediamo la Via Lattea brillare, attirando il nostro sguardo, il che è garantito dall’insieme del chiarore delle stelle. A occhio nudo vediamo una striscia abbagliante, ma intorno a quasi ogni stella orbitano dei pianeti, proprio come avviene nel nostro Sistema Solare.

Com'è nata

Nel corso della sua storia l’uomo è passato dall’ammirare la Via Lattea a riuscire a studiarla. Gli antichi greci chiamavano questa striscia bianca “galaxias”, il che deriva da “gala”, che vuol dire latte. Un’antica leggenda attribuiva a uno schizzo di latte proveniente dal seno della dea Era la nascita della Via Lattea.

Antiche narrazioni a parte, per comprendere al meglio le origini della Via Lattea è stato di fondamentale aiuto il lancio del satellite GAIA dell’ESA, nel 2013. Ha di fatto rappresentato una rivoluzione nello studio della nostra galassia. Ci ha infatti consentito di realizzare la mappa più dettagliata mai ottenuta delle posizioni e velocità di ben 1.7 miliardi di stelle.

Tutto ciò ha gettato luce sulle collisioni e fusioni di galassie più piccole, avvenute nel corso di miliardi di anni, che hanno portato alla nascita della Via Lattea. Non un processo concluso, anzi. È ancora in corso, come dimostra il fatto che la galassia nana Sagittarius abbia subito almeno 3 interazioni molto forti con il disco galattico negli ultimi miliardi di anni. Ciò ha provocato la formazione di nuove stelle nella Via Lattea.

Quanto è grande

Offrendo un po’ di dettagli sulla “struttura” della Via Lattea, dobbiamo precisare come esistano quattro tipi di galassia, operando una suddivisione per forma:

  • Spirali;
  • Spirali barrate;
  • Ellittiche;
  • Irregolari.

Nel caso della Via Lattea si parla di spirale barrata. Ciò vuol dire che appare una sorta di “sbarra” di stelle intente ad attraversarne il centro. Parlare di dimensioni, invece, non è cosa semplice. Siamo parte di questa galassia e dal nostro punto di vista è un po’ come tentare di misurare un oceano, mentre lo si sta navigando. Differente invece sarebbe poter avere una visione dall’alto.

Gli astronomi sono costantemente impegnati nel riuscire a fornire una mappatura della Via Lattea e, al tempo stesso, una stima adeguata delle sue dimensioni. Fino a non molto tempo fa si ipotizzava che il diametro maggiore potesse essere di 200mila anni luce.

Nel 2019, grazie a GAIA, tale misurazione è stata rivista a 260mila anni luce. Ciò grazie alla rilevazione delle caratteristiche e distanze di milioni di stelle.

La Via Lattea, però, non termina laddove finiscono le stelle. Numerosi elementi suggeriscono come il confine estremo sia ben più distante. Una stima che deriva dall’analisi di gas, materia oscura e dalla comprensione della stessa influenza gravitazionale.

Uno studio coordinato dall’astrofisica Alis Deason, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, suggerisce come il confine reale sia a 1,9 milioni di anni luce (7 volte le dimensioni ipotizzare fino a oggi). Una risposta che deriva dallo studio degli effetti della materia oscura sulla materia ordinaria.

L'Età della Via Lattea

Una delle notizie scientifiche più interessanti del 2022 è stata quella pubblicata dai ricercatori del Max-Planck Institute for Astronomy di Heidelberg, in Germania. La loro analisi, pubblicata su Nature, ha consentito di svelare l’esatta età della Via Lattea.

È molto più vecchia di quanto ipotizzato in precedenza. Una parte della nostra galassia ha iniziano a formarsi circa 13.7 miliardi di anni fa. Ciò vuol dire 2 miliardi prima di quanto precedentemente ipotizzato. Una formazione successiva di appena 800 milioni di anni il Big Bang. Un’analisi passata dalla valutazione di circa 250mila stelle, al fine di ricavarne l’età, concentrandosi soprattutto sulle stelle subgiganti.

Com'è composta

La Via Lattea è composta da più di cento miliardi di stelle. La sua massa è di circa mille miliardi di volte quella del nostro Sole. Al centro si annida Sagittarius A, che è un buco nero supermassiccio, del quale è stata svelata un’immagine in questi anni grazie all’Event Horizon Telescope.

Cosa c'è al centro della Via Lattea

Come detto, siamo riusciti a ottenere una “foto” di Sagittarius A, ovvero il buco nero supermassiccio che è al centro della nostra galassia. Si nasconde tra nubi di gas ionizzati e polveri, che interferiscono con le rilevazioni dei radiotelescopi. Non è un caso che questo elemento cardine della Via Lattea sia sfuggito al nostro sguardo (per quanto se ne ipotizzasse la presenza) per un secolo.

Si trova a circa 27mila anni luce dalla Terra e ha una massa di 4,1 miliardi di Soli. Il tutto concentrato in un corpo sorgente con un raggio di 60 milioni di km. Si tratta di un “piccolo” buco nero, soprattutto se il paragone viene fatto con M87, immortalato nel 2019, con le sue 6,5 miliardi di masse solari.

Sagittarius A è invece più piccolo e anche meno attivo. Per tale motivo è stato più complesso immortalarlo, al punto che si è riusciti a raggiungere prima l’obiettivo con M87, nonostante sia a circa 53 milioni di anni luce da noi.

Per quanto siano differenti e distanti, però, questi due buchi neri sono molto simili vicino al loro confine. Ciò ci dice che la Relatività Generale di Einstein governa tali oggetti da vicino. Ogni differenza che notiamo, dunque, dev’essere legata alle differenze del materiale che li circonda.

Quando si vede la Via Lattea

Esistono delle condizioni da rispettare per poter ammirare la Via Lattea che spacca il nostro cielo.

Nell’emisfero settentrionale è possibile da aprile a ottobre. Nell’emisfero meridionale, invece, da febbraio a ottobre. In questi periodi ci si può cimentare nel raggiungere aree poco illuminate o totalmente oscure per quanto concerne fonti artificiali. Lo spettacolo è garantito ed è di quelli in grado di restare ben impressi nella memoria per tutta la vita.

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