Versione di latino maturità 2023: come tradurre Plinio il Giovane

Di Elisa Chiarlitti.

Maturità 2023, versione di latino: Come tradurre Plinio il Giovane se dovesse essere l'autore latino scelto dal MIUR. Stile e caratteristiche

VERSIONE LATINO MATURITÀ 2023 COME TRADURRE PLINIO IL GIOVANE

Se la maturità 2023 dovesse svolgersi in maniera tradizionale, la seconda prova sarà multidisciplinare. Tre anni fa, durante l'ultima maturità pre covid, il MIUR ha proposto a tutti gli studenti del classico una traccia composta da una versione di latino da tradurre, una versione di greco con traduzione a fronte e domande su entrambi i testi. La struttura della traccia della maturità 2023 si conoscerà solo a gennaio, mese in cui il MIUR comunicherà le materie della seconda prova (nel caso in cui ci fosse una seconda prova di greco e latino, la struttura sarebbe uguale, ma la versione da tradurre sarebbe di greco).  

A prescindere dall'oggetto della traccia è bene ripassare i più importanti autori, sia di greco che di latino. In questo caso è meglio prepararsi: ecco quindi una piccola guida su come tradurre Plinio il Giovane, uno dei possibili autori per il brano della seconda prova di maturità 2023 del classico.

VERSIONE LATINO SECONDA PROVA LICEO CLASSICO

Versione di latino di Plinio il Giovane seconda prova di maturità 2023
Versione di latino di Plinio il Giovane seconda prova di maturità 2023 — Fonte: istock

Conoscere le caratteristiche e il lessico usato da Plinio il Giovane potrà esservi di grande aiuto per portare a termine la traduzione della versione della maturità.
Per facilitarvi il ripasso ed evitarvi ore e ore sui libri (sappiamo che il tempo a disposizione per studiare prima dell'esame non è mai abbastanza!) abbiamo preparato per voi un riassunto in pillole sulla vita, le opere e lo stile di Plinio il Giovane. Vi basterà leggere qui sotto per rivedere velocemente questo papabile autore per la seconda prova 2023.

  • Biografia
    Gaio Plinio Cecilio Secondo, detto Plinio il Giovane, nasce nel 61 d. C. a Como da una famiglia facoltosa. Rimasto orfano del padre in tenera età, venne adottato dallo zio Plinio il Vecchio, il quale lo fece istruire a Roma presso la scuola di Quintiliano. Da Quintilliano apprese l’ammirazione per l’equilibrio dell’arte classica e della prosa ciceroniana, mentre dallo zio i valori come l’attaccamento allo studio e il vigile senso del dovere.
    Sotto Domiziano percorse tutte le tappe della carriera pubblica, fino a raggiungere il rango senatorio (fu il primo della sua famiglia).
    La sua carriera fu indubbiamente favorita dalla solida posizione economica, lo dimostra anche il fatto che egli interruppe la propria carriera letteraria negli ultimi anni della tirannide di Domiziano per poi riprenderla brillantemente sotto Traiano. Sempre sotto Traiano divenne prima prefetto dell’erario di Saturno, poi consul suffectus e infine governatore in Bitinia dal 111 al 113, anno in cui lo colse la morte. Plinio il Giovane, come Tacito, si trovò a vivere a cavallo di due imperi, quello di Domiziano prima e quello di Traiano poi; essi furono segnati da profonde diversità: la tirannide nel primo e la pacificazione interna e la tolleranza religiosa nel secondo.
  • Opere
    L’epistolario è sicuramente la sua opera più importante. È costituito da nove libri per un totale di 247 lettere scritte in un arco di tempo che va dal 96 a 109 d. C. È possibile raggruppare le missive dell’epistolario in tre tipi:

    - Lettere dettate da occasioni pratiche (raccomandazioni, invio di notizie);

    - Lettere dovute a ragioni sociali (scambio di opinioni, riflessioni morali e letterarie);

    - Lettere caratterizzate da ragioni di documentazione storica o da volontà descrittiva: a questa categoria appartengono le lettere più famose tipo l’elogio dello zio Plinio il Vecchio, le cronache dell’eruzione vesuviana etc.

    Ai nove libri dell’epistolario, ne fu pubblicato postumo un decimo contente la corrispondenza ufficiale con
    Traiano (121 lettere) durante il suo governo in Bitinia. Di particolare rilevanza sono le lettere 96 e 97 sulla questione dei cristiani. L’unica orazione che ci è giunta di Plinio è il panegirico a Traiano, il quale costituiva una gratiarum actio,
    ovvero un discorso di ringraziamento e di elogio per l’imperatore che ne aveva sostenuto l’elezione.

    Tutte perdute invece sono le sue orazioni civili e i componimenti di carattere poetico.

  • Stile
    Per quanto riguarda lo stile Plinio il Giovane si avvicina al modello Ciceroniano, per l’ampiezza e l’equilibrio del periodare; mentre presenta alcune concessioni al gusto “moderno” per quanto riguarda il discorso delle sentenze (Seneca).

  • Caratteristiche

    Lo stile di Plinio è fluido ed espressivo, con frasi chiare e semplici, anche se elaborato e ampolloso, come era nella moda dell'epoca. Dalle lettere, che contengono la sua vita privata e gli incarichi pubblici, emerge anche il suo carattere onesto e raffinato, comprensivo e generoso (è una sorta di Mecenate con gli amici letterati). Lo stile è elegante ma conciso, ricco di colloquialismi ma anche di figure retoriche ed artifici letterari.

VERSIONE MATURITÀ 2023 LICEO CLASSICO

E’ importante approfondire la materia per consegnare una buona versione di latino il giorno dell’esame e per farlo leggete i consigli e le seguenti guide che Studenti. it ha preparato per voi.