Verga: le 10 cose che devi sapere per superare l'interrogazione

Di Veronica Adriani.

10 cose che devi sapere su Giovanni Verga per superare l'interrogazione: scopri quali sono i punti da tenere a mente

GIOVANNI VERGA

Quali sono le 10 cose più importanti da tenere a mente su Giovanni Verga?
Quali sono le 10 cose più importanti da tenere a mente su Giovanni Verga? — Fonte: getty-images

Giovanni Verga è ricordato soprattutto come autore de I Malavoglia. Ma le sue opere sono tante e importanti, così come i periodi della sua vita, che lo hanno spinto ad incontrare il Verismo dopo aver scritto molto altro e attraversato altri generi.

Vediamo quali sono le risposte alle domande più frequenti che possiamo aspettarci su questo autore e che bisogna assolutamente tenere a mente.

10 COSE DA SAPERE SU GIOVANNI VERGA

Ecco quali sono le cose che devi tenere a mente se vuoi superare un compito o un'interrogazione su Verga.

  1. Giovanni Verga non ha iniziato la sua carriera con il Verismo. Prima di approdare a questo genere, ha scritto altri tipi di romanzi, più vicini alla letteratura di moda all’epoca. Alcuni, come la Storia di una capinera, hanno anche un importante valore proprio. Verga scrive romanzi patriottici (Amore e patria, I carbonari della montagna e Sulle lagune), ma anche romanzi mondani con un valore autobiografico (Una peccatrice, Storia di una capinera, Eva, Tigre reale ed Eros).
  2. Dopo la permanenza a Milano, Verga sente il bisogno di un ritorno alle sue radici, il mondo siciliano rimasto fuori dalla storia e dominato da leggi immutabili. La prima novella che scrive in questo senso è Nedda, ancora non propriamente verista, ma che ha in nuce molte delle caratteristiche proprie del Verismo.
  3. Le motivazioni che hanno portato Verga a riavvicinarsi alla Sicilia sono: Insoddisfazione per la frivolezza degli ambienti mondani, diffidenza verso il sentimentalismo romanzesco, scoperta del Naturalismo francese, nostalgia per la terra natale e interesse verso la questione meridionale.
  4. La poetica dell'impersonalità mette al centro il fatto evitando le opinioni del narratore Si parla quindi di regressione dell’autore: lo scrittore mette da parte sé stesso, le sue conoscenze, il suo mondo, e regredisce fino a calarsi all’interno del contadino o del pescatore, parla con le sue parole e vede il mondo dai suoi occhi.
    In questo modo l’autore si allontana dalla realtà oggettiva e ci presenta la realtà del mondo che rappresenta, sottolineandone l’alterità rispetto alla vita moderna.  
  5. Verga è molto critico nei confronti del progresso moderno. La velocità del mondo che cambia lascia dietro di sé una scia di vittime, che Verga definisce i Vinti. Sono tutti coloro che non riescono ad adattarsi velocemente alle novità, e inevitabilmente restano indietro.
  6. I romanzi naturalisti francesi, il cui principale esponente è Émile Zola, rappresentano la realtà popolare, ma lo fanno esprimendo un giudizio su quella realtà. L'occhio è quello del borghese colto, e il giudizio serve - nell'idea dei naturalisti - a cambiare la realtà attraverso la letteratura. Per Verga le cose stanno diversamente: si ha un distacco dalla realtà anche perché è ritenuta immodificabile. Verga in questo senso è un pessimista.
  7. Le raccolte di novelle più importanti di Verga sono tre: Vita dei campi, Novelle rusticane e Per le vie. Nella prima si parla della campagna siciliana e della tragicità delle vite dei personaggi, trattate non di rado con sarcasmo e aggressività. La seconda riporta la luce sulla campagna siciliana, ma lo fa con uno sguardo più pessimista. Si parla del possesso dei beni materiali, visti come unica possibilitàdi arriccimento e salita della scala sociale. L'ultima raccolta inquadra invece la classe povera cittadina.
  8. I romanzi veristi di Verga ruotano attorno al Ciclo dei vinti, che avrebbe dovuto comporsi di cinque romanzi, ma che a causa della crisi creativa di Verga si fermerà ai soli I Malavoglia e Mastro don Gesualdo, mentre La duchessa di Leyra è rimasto incompiuto. I Malavoglia è il racconto delle sventure di una famiglia di pescatori siciliani negli anni successivi all’Unità d’Italia.
    Il primo abbozzo si trova in Padron ‘Ntoni, novella non conclusa, e in Fantasticheria, prima novella di Vita dei campi. Mastro don Gesualdo invece richiede circa nove anni di lavoro, e rappresenta la decadenza dell’aristocrazia e tratteggia le caratteristiche dell’ascesa della borghesia contemporanea del suo tempo.
  9. Verga si dedica anche al teatro. L'opera Cavalleria rusticana è tratta dall'omonima novella e va in scena a Torino nel 1984.
  10. Spesso si mettono a confronto due novelle: Ciàula scopre la luna di Pirandello e Rosso Malpelo di Verga. le novelle hanno delle analogie, ma sono anche molto diverse per alcuni versi. Nella prima c'è meno crudeltà verso il protagonista e il finale è meno triste e disperato; nella seconda la descrizione dei personaggi è molto più cruda e non c'è senso di salvezza per il protagonista.
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GIOVANNI VERGA: APPROFONDIMENTI

Ecco alcuni approfondimenti che possono tornarti utili:

Le videolezioni su Giovanni Verga

Le audiolezioni su Giovanni Verga