Vaccino covid, solo il 44% degli studenti lo farebbe. Pesano i tempi brevi della sperimentazione

Di Marta Ferrucci.

Vaccino sì o no? Lo abbiamo chiesto a 16.000 utenti di Studenti.it tra i 13 ed i 19 anni. Potendolo fare, si vaccinerebbe solo il 44% degli intervistati e il 55% di loro ritiene che sia una scelta legittima. Pesano i tempi brevi della sperimentazione

VACCINO ANTI COVID-19: LO FAREBBE SOLO LO 44% DEI GIOVANI

Il risultato di una indagine di Studenti.it
Il risultato di una indagine di Studenti.it — Fonte: istock

Se fosse uno slogan potremmo dire che il vaccino vince ma non convince. Vincerà contro il covid ma, al momento, non convince i giovani. Alla domanda “faresti il vaccino?” solo il 44% ha risposto con un sì deciso. Il 14% è decisamente contrario mentre sono tanti gli incerti: il 42,5%.

PER IL 45,5% I TEMPI DI SPERIMENTAZIONE SONO STATI TROPPO BREVI

Pensando al vaccino, cosa preoccupa di più i giovani? Il 45,4% pensa che abbia avuto tempi di sperimentazione troppo brevi. Il 24,3% è spaventato dalle possibile reazioni allergiche, il 24% teme tempi troppo lunghi per organizzare una vaccinazione di massa. Il 6,3% è preoccupato dai richiami futuri, forse necessari per la sua efficacia.

NON FARE IL VACCINO E’ UNA SCELTA LEGITTIMA PER IL 55% DEI RAGAZZI

Vaccinarsi contro il covid-19 è un gesto che protegge se stessi e gli altri ma non tutti sono favorevoli alla vaccinazione e il 55% degli intervistati ritiene che questa sia una scelta legittima. Il 25,5% lo giudica invece un gesto egoista nei confronti della collettività mentre il restante 19,5% “non capisce questa scelta.

IL VACCINO NON SARA' OBBLIGATORIO

Il Governo ha già anticipato che il vaccino contro il covid-19 non sarà obbligatorio anche se potrebbe diventarlo qualora venisse inserito in quei trattamenti sanitari obbligatori tra cui rientrano, appunto, i vaccini. La Costituzione però li vincola ad una "fonte legislativa", ovvero in questo caso si dovrà fare una legge ad hoc che ne stabilisca l'obbligatorietà. Secondo il costituzionalista Michele Ainis, in una intervista rilasciata all'AGI, il governo potrebbe lavorare "in due tempi. Ovvero, si prova a non renderlo obbligatorio attraverso una massiccia campagna di informazione e di sensibilizzazione. Se non si raggiunge il numero minimo per ottenere l'immunità di gregge allora si può procedere con l'obbligatorietà".

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