Il vaccino: cos'è e come funziona

Di Marta Ferrucci.

Cos'è il vaccino e come funziona? Riassunto sulle origini dei vaccini, la storia, situazione dei vaccini oggi e prospettive per il futuro.

Cos'è il vaccino?

Vaccini
Vaccini — Fonte: istock

Possiamo definire il vaccino come un tipo di medicina preventiva che ha il compito di immunizzare coloro a cui viene somministrato nei confronti di specifiche infezioni e malattie. Solitamente un soggetto viene immunizzato contro l'aggressione di un determinato microrganismo attraverso l'iniezione di una forma non patogena (cioè che non è in grado di causare la malattia) del microrganismo stesso, ma comunque in grado di stimolare nel soggetto la produzione di anticorpi per quel microrganismo specifico.

Storia del vaccino

E. Jenner
E. Jenner — Fonte: getty-images

La prima sperimentazione di vaccinazione umana è stata fatta da Edward Jenner nel 1796. Jenner iniettò virus vivi del vaiolo in organismi umani per renderli immuni al vaiolo, una malattia che nel corso del XVIII secolo ha fatto strage della popolazione europea (circa 400.000 l’anno) e ha ucciso tra i 300 e 500 milioni di persone nel corso del XX secolo.

I vaccini oggi

Oggi i vaccini rappresentano il sistema di protezione più diffuso nei confronti della maggior parte delle malattie causate da virus e da microrganismi affini, contro i quali antibiotici e altri farmaci non hanno alcuna efficacia. In gran parte dei paesi occidentali ai bambini vengono somministrati i vaccini contro difterite, tetano, poliomielite, pertosse e qualche volta influenza.

Di cosa è fatto un vaccino?

I vaccini possono contenere:

  • microrganismi uccisi attraverso l’esposizione a calore o a sostanze chimiche, come nel caso del vaccino antipolio e di quello contro la febbre tifoide;
  • una forma inattivata di una tossina prodotta dal microrganismo e detta tossoide, come nel caso dei vaccini contro il tetano e la difterite;
  • virus vivi ma depotenziati, cioè modificati, resi meno potenti in modo tale da non potere causare la forma grave della malattia, come nel caso del vaccino antipolio e dei vaccini contro il morbillo e la febbre gialla.

Come viene fatto un vaccino?

La sostanza immunizzante viene in genere introdotta sottocute tramite un' iniezione e la protezione dura per periodi variabili.

Come si immunizza una intera popolazione?

Per immunizzare grandissime quantità di persone si possono adottare diverse strategie:

  • Si può fare il vaccino a coloro che hanno maggiore probabilità di contrarre la malattia.
  • Si può scegliere di adottare la strategia dell'immunità "di gruppo" o "di branco", secondo i sostenitori della quale la trasmissione della malattia viene bloccata solo quando le probabilità che una persona infetta entri in contatto con un individuo non protetto sono estremamente basse; questo risultato viene raggiunto quando il 90% della popolazione è vaccinato.
  • Si può utilizzare una strategia combinata: per la rosolia, ad esempio, gli operatori sanitari mirano all'immunizzazione di massa dei bambini in età scolare e delle donne in età fertile.

La ricerca dei vaccini oggi

Attualmente sono allo studio nuovi vaccini, ad esempio un vaccino più sicuro e meno doloroso contro la rabbia e uno contro i batteri che provocano la polmonite. Tra le malattie comuni nel Terzo Mondo, per le quali sono allo studio vaccini, vi sono il colera, la malaria e la tripanosomiasi o malattia del sonno.

Si tratta di metodi di immunizzazione attiva, in cui il sistema immunitario viene stimolato attivamente a produrre anticorpi contro il microrganismo inoculato.
Un'altra forma di protezione, oggi non molto usata, consiste nell'immunizzazione passiva o, in altre parole, nell'iniezione nel siero di anticorpi già pronti, generalmente estratti da un individuo appena guarito dalla malattia contro la quale ci si vuole proteggere.

Oggi come in passato, i vaccini sono in grado di rendere un importante servizio all’umanità. Da quando sono stati inventati hanno salvato centinaia di milioni di vite contribuendo a debellare molte malattie infettive.

Negli ultimi anni sono stati trovati vaccini contro gravi patologie, ad esempio:

  • La meningite C
  • Le meningiti ACYW-135
  • L’eptavalente e il 13-valente coniugati per le infezioni da S. pneumoniae
  • Il vaccino contro il carcinoma della cervice uterina

Ne restano ancora diverse senza cure - l’Aids, la Sars, la pandemia influenzale del 2009/10, il colera, la dengue, la tubercolosi e altre – a cui se ne aggiungono di nuove: l’ultima il covid-19.

Tra i problemi da affrontare ci sono e ci saranno le variazioni dei virus. Il virus influenzale, ad esempio, muta di anno in anno ma si tratta di variazioni minori mentre, quando sono più gravi e importanti, diventano vere e proprie pandemie come quella del covid-19.

La sfida del futuro che riguarda tutti i paesi del mondo è quello di dotarsi di strutture proprie di ricerca e produzione dei vaccini, per poter meglio affrontare emergenze sanitarie che, in futuro, potrebbero presentarsi di nuovo.

Ascolta questo podcast di pochi minuti su come sono nati i vaccini

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