Vaccini e vaccinazione: la scoperta di Jenner

Di Marta Ferrucci.

Storia dei vaccini e della vaccinazione, da Jenner a Pasteur. Ecco come è nata, e si è sviluppata in Europa, la tecnica della vaccinazione.

Vaccino: la scoperta di Jenner

Ritratto di Edward Jenner
Ritratto di Edward Jenner — Fonte: getty-images

Il vaiolo è una grave malattia infettiva che provoca menomazioni in chi viene contagiato, ad esempio la cecità, ed è spesso mortale; sulla pelle si manifesta con la formazione di vesciche che si trasformano in pustole scure che, una volta guarite, lasciano evidenti cicatrici.

Il contagio può avvenire per contatto diretto con persone infette oppure per inalazione di goccioline contenenti il virus.
Caratteristiche del vaiolo:

  • ha una incubazione di 1-2 settimane
  • si localizza sulla pelle e nelle mucose
  • dopo una fase febbrile, provoca delle lesioni che si presentano sul viso e alle estremità del corpo

In passato il vaiolo ha causato periodiche e violente epidemie; oggi, grazie alla vaccinazione, è una malattia praticamente scomparsa grazie alla scoperta di Jenner.

La lotta al vaiolo inizia nel XVIII secolo grazie al medico inglese Edward Jenner, primo ad utilizzare la pratica della vaccinazione per immunizzare le persone contro il virus.

In Europa, i medici sapevano di una pratica frequentemente adottata in Cina a scopo preventivo: persone sane cercavano di farsi contagiare da individui che avevano contratto una forma lieve della malattia, detta alastrim.  In questo modo, dopo la guarigione, acquisivano una immunità che durava per tutta la vita anche nei confronti del vaiolo più grave.

Edward Jenner notò che nelle vacche si sviluppa una malattia simile all’astrim, cioè il vaiolo vaccino. Jenner notò inoltre che i mungitori di mucche raramente contraevano la forma grave di vaiolo perché, ammalandosi di vaiolo vaccino, dopo la guarigione diventavano immuni anche verso il più grave vaiolo umano.

Jenner dunque pensò che, infettando artificialmente un individuo sano con del siero proveniente da una pustola di un ammalato di vaiolo vaccino, sarebbe stato possibile immunizzarlo contro il vaiolo umano. Il medico inglese verificò questa ipotesi iniettando il materiale nel braccio di un ragazzo che si era offerto volontario per l’esperimento. Come previsto, sul braccio si formò una pustola, segno che il vaiolo vaccino aveva attecchito, ferita che poi guarì spontaneamente.

In una seconda fase, per verificare che il ragazzo fosse diventato immune al vaiolo umano, Jenner gli inoculò dopo due mesi materiale proveniente da un individuo colpito dalla versione umana della malattia. Il ragazzo non si ammalò e rimase sano anche dopo una seconda iniezione ripetuta mesi dopo.

Con Jenner nasce ufficialmente la vaccinazione

Con Jenner era nata ufficialmente la pratica della vaccinazione (anche se i cinesi l’avevano scoperta prima di noi).
L’efficacia di tale procedura è stata possibile grazie alla somiglianza degli antigeni tra i due virus: gli anticorpi attivi contro il vaiolo vaccino lo sono anche contro il virus del vaiolo umano.

Grazie a Jenner la pratica della vaccinazione si diffuse in tutta Europa nel giro di poco tempo. Molti biologi cominciarono a chiedersi se fosse possibile applicare la tecnica di Jenner anche ad altre malattie e il primo a riuscirvi fu Louis Pauster nel XIX secolo.

La vaccinazione di Pasteur

Ritratto di Pasteur
Ritratto di Pasteur — Fonte: ansa

Pasteur partì dall’ipotesi che i due tipi di vaiolo non fossero provocati da due specie diverse di microrganismi patogeni ma da una stessa specie. L’unica differenza tra i virus era la virulenza, inferiore nel vaiolo vaccino rispetto a quelli del vaiolo umano. Questa ipotesi, in realtà sbagliata, aprì la strada ai concetti di forme attenuate, cioè dotate di scarso potere patogeno, ma di identico potere antigenico, e di forme virulente, fornite di potere sia patogeno che antigenico. La questione era come rendere attenuate le forme virulente, privandole del potere patogeno ma non di quello antigenico.

Pauster riuscì in questa impresa per i batteri del carbonchio, una malattia molto contagiosa che colpisce diverse specie di animali erbivori. Pasteur coltivò i batteri in laboratorio a temperature superiori a quelle usate solitamente. Iniettando nelle pecore sane forme attenuate del virus, si osservò che queste non si ammalavano ma sviluppavano un’immunità verso le forme virulente. Se Jenner applicò in Europa per la prima volta la tecnica della vaccinazione, Pasteur ebbe il merito di dimostrare che la vaccinazione poteva essere utilizzata anche contro altre malattie infettive.

Pasteur scoprì anche un vaccino contro la rabbia, malattia trasmessa dal morso di alcuni animali come cani, gatti o volpi ammalate e da allora, la pratica della vaccinazione, si è ampiamente diffusa estendendosi a numerosi altri agenti patogeni e permettendo la prevenzione di molte malattie infettive.

Per raggiungere l’effetto gregge, la prevenzione è tanto più efficace quanto maggiore è il numero di individui che viene sottoposto alla vaccinazione e può arrivare ad eliminare del tutto una malattia infettiva da una popolazione, così come è stato possibile con il vaiolo.

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