Unità d'Italia: le 10 cose che devi sapere per superare l'interrogazione

Di Veronica Adriani.

10 cose da tenere a mente sull'Unità d'Italia per fare un'interrogazione perfetta. Spunti e risorse audio e video per approfondire

UNITÀ D'ITALIA

Giuseppe Garibaldi è stato uno dei grandi protagonisti dell'Unità d'Italia
Giuseppe Garibaldi è stato uno dei grandi protagonisti dell'Unità d'Italia — Fonte: getty-images

L'Unità d'Italia è uno dei momenti più importanti della storia del nostro paese: il momento in cui l'Italia diventa finalmente un paese unificato, pur con tante contraddizioni interne e molte differenze a livello locale e linguistico, cambia per sempre la storia che verrà da quel momento in poi.

In questo articolo vediamo le 10 cose da tenere a mente sull'Unità d'Italia. In fondo, ti lasciamo invece approfondimenti e risorse per trovare risposte più precise.

10 COSE DA SAPERE SULL'UNITÀ D'ITALIA

Ecco le 10 cose da tenere a mente sull'Unità d'Italia:

  1. Prima dell'Unità, l'Italia era divisa da diverse dominazioni: austriaci in Veneto e Lombardia, al centro Regno Pontificio e al sud Regno delle due Sicilie. Il Regno di Sardegna, governato dai Savoia. Il Piemonte, che può ancora contare sullo Statuto Albertino, diventa presto punto di riferimento in Italia, anche grazie all'opera di Camillo Benso Conte di Cavour.
  2. L'Unità arriva dopo i moti rivoluzionari del 1848, che erano falliti per diversi motivi: la divisione delle forze politiche e sociali in campo, e il disinteresse delle masse contadine all'evento. Giuseppe Mazzini lavorerà soprattutto su questo punto: il coinvolgimento delle masse nella causa unitaria.
  3. Il primo tentativo di sollevare la popolazione attraverso moti rivoluzionari successivo al '48, arriva da Carlo Pisacane nel 1857, che dopo aver liberato alcuni prigionieri dal carcere borbonico di Ponza, arriva a Sapri dove spera di poter sollevare le masse contadine. Avvine però il contrario: i contadini si mostrano ostili e i rivoltosi vengono repressi. La causa rivoluzionaria non è abbastanza forte. Nello stesso periodo nasce un fronte vicino al Piemonte sostenuto da Daniele Manin e appoggiato da Giuseppe Garibaldi.
  4. La strategia di Cavour per affrontare gli austriaci è quella di allearsi con la Francia di Napoleone III: incontra quest'ultimo a Plombières, dove si parla di una Confederazione italiana.
    Per liberarsi dal giogo austriaco, è necessario provocare l'Austria e fare in modo che questa attacchi l'Italia. Succede nel 1859, facendo scoppiare la Seconda guerra d'indipendenza, vinta da Italiani e Francesi. Il tutto si chiude con l'Armistizio di Villafranca, in cui i francesi siglano una tregua con gli austriaci, che prevede una serie di spartizioni territoriali che il Piemonte non approva. Scoppiano nuove insurrezioni, tenute a bada, ma viene anche fatto un plebiscito, in cui si manifesta l'intenzione netta della popolazione di annettersi al Piemonte. Napoleone III accetta l'accordo, ma chiede a Cavour di cedere, dopo l'unità, Nizza e la Savoia alla Francia.
  5. La spedizione dei Mille di Garibaldi inizia nel maggio 1860 per realizzare il progetto dell'insurrezione in Sicilia portata avanti da Francesco Crispi e Rosolino Pilo. Garibaldi e i mille partono nella notte tra il 5 e il 6 maggio da Quarto, città nei pressi di Genova (allora territorio del Regno di Sardegna) alla volta della Sicilia, controllata dal Regno Borbonico delle Due Sicilie. Lo scopo della spedizione è quello di appoggiare le rivolte scoppiate sull'isola e rovesciare il governo borbonico. I garibaldini sbarcano l'11 maggio presso Marsala e dopo alcune vittorie e l’insurrezione di Palermo, Garibaldi, il 14 del mese, proclama la Sicilia indipendente in nome della corona Sabauda.  
  6. Garibaldi risale la penisola dopo aver proclamato l'indipendenza della Sicilia e a Napoli incontra anche Cattaneo e Mazzini. Punta a una spedizione su Roma, ma Cavour cerca di battere i soldati sul tempo, e si muove verso Roma con le truppe piemontesi. La corona permette alle altre zone della penisola di annettersi al governo, purché la volontà popolare sia chiaramente espressa tramite plebiscito. Così, si annettono il Mezzogiorno,le Marche e l'Umbria.
  7. L'incontro di Teano avvenuto tra Garibaldi e Vittorio Emanuele sancisce l'annessione formale delle province italiane liberate al nuovo governo sabaudo.
    Dopo questo incontro, Garibaldi si ritirerà a Caprera.
  8. Il 17 marzo del 1861 Vittorio Emanuele II viene proclamato Re d’Italia dal primo parlamento nazionale
  9. Soltanto alla caduta dell’Impero di Napoleone III (4 settembre 1870), l’Italia prenderà finalmente Roma (20 settembre 1870).
  10. La capitale è dapprima Torino, poi Firenze dal 1865. Roma sarà capitale d’Italia dal 1871.  
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