Ungaretti: le 10 cose che devi sapere per superare l'interrogazione

Di Veronica Adriani.

10 cose su biografia, poetica e opere che devi sapere su Ungaretti per superare l'interrogazione: scopri i punti da tenere a mente

GIUSEPPE UNGARETTI

Quali sono le cose da tenere a mente per superare un'interrogazione su Ungaretti?
Quali sono le cose da tenere a mente per superare un'interrogazione su Ungaretti? — Fonte: getty-images

Giuseppe Ungaretti è l'unico poeta di cui tutti gli studenti ammettono candidamente di ricordare il testo di almeno una poesia: M'illumino / d'immenso. Il testo di Mattina, poesia scritta in guerra, è capace di evocare in un verso così breve tutta la potenza espressiva di cui il poeta ha bisogno. E lo fa anticipando di qualche anno il successivo Ermetismo, di cui erroneamente Ungaretti viene ritenuto caposaldo.

Ma quali sono le cose da ricordare su Ungaretti per fare un'interrogazione perfetta? Vediamole insieme.

10 COSE DA SAPERE SU UNGARETTI

Ecco le 10 cose da tenere a mente per superare un compito o un'interrogazione su Ungaretti:

  1. Giuseppe Ungaretti nasce l’8 febbraio 1888, in una notte tempestosa, ad Alessandria d'Egitto. I suoi genitori si erano trasferiti per lavoro, dal momento che il padre lavorava alla costruzione del canale di Suez. Giuseppe avrà sempre un ricordo profondo del deserto che osservava nella sua città di infanzia.
  2. Nel 1915 inizia l'esperienza sul fronte del Carso che segnerà così tanto la sua vita e la sua poetica. In trincea Ungaretti scrive «lettere piene d’amore»: le poesie che andranno a far parte della raccolta Il porto sepolto.
  3. Tra i lutti più importanti della sua vita, oltre a quello della madre, ci sono quello del fratello Costantino e del figlio Antonietto. Quest'ultima perdita lo getta in un dolore inconsolabile. Questo si ritrova nella raccolta del 1947 Il dolore. Dice Ungaretti: «So che cosa significhi la morte, lo sapevo anche prima; ma allora, quando mi è stata strappata la parte migliore di me, la esperimento in me, da quel momento, la morte. Il dolore è il libro che più amo, il libro che ho scritto negli anni orribili, stretto alla gola. Se ne parlassi mi parrebbe d’essere impudico. Quel dolore non finirà più di straziarmi».
  4. Si dice che Ungaretti sia un poeta ermetico, ma ciò è inesatto. Piuttosto, fonda le basi del successivo ermetismo: disgrega il verso, aggredisce qualsiasi impostazione stilistica tradizionale, toglie la punteggiatura, rende poetiche parole vuote (come preposizioni e articoli); crea spazi bianchi attorno alle parole, per dare l’idea del loro emergere dal silenzio dell’anima. La poesia di Ungaretti è talmente dissacrante rispetto a quella dell'epoca, che non di rado si attira critiche, come quella di Francesco Flora: La sua poesia somiglia sì, a quei fiori minuti campestri che in blocco sembrano insignificanti e isolati e guardati da vicino sono belli… Ma, Dio mio, dov’è mai l’umanità di questa poesia?
  5. Sentimento del tempo del 1933 segna un cambiamento non trascurabile: intanto il titolo ricorda molto l’opera gigantesca di Marcel Proust, e poi c’è un recupero di stilemi più classici. Ungaretti recupera i versi tradizionali come il settenario e il novenario, e la sua poesia mostra un tempo interiore più disteso e meno frammentato.
  6. La raccolta successiva, La terra promessa (1950), avrebbe dovuto riprendere il tema dello sbarco di Enea, in un’opera allegorica destinata al melodramma, ma resta di fatto incompiuta. Viene pubblicata come raccolta di poesie, il cui tema è il trapasso di una civiltà allegorizzata dalla morte per suicidio di Didone.
  7. A questa raccolta si lega Il taccuino del vecchio (1961), ma c’è un’identificazione importante: la terra promessa coincide con la morte. E dunque, l’occasione, di tracciare un bilancio definitivo per il poeta.   
  8. In Veglia Ungaretti racconta un episodio realmente accaduto al fronte. Nell’antivigilia di Natale, nella notte del 23 dicembre, Giuseppe Ungaretti si trova in trincea a vegliare un compagno morto da poche ore.
    Siamo nel periodo dell'anno che celebrai i valori sacri della vita, ma lui vede la morte accanto a sé. Ed è una morte insensata, che colpisce un giovane nel pieno delle sue forze. Non solo: lo fa in modo totalmente casuale, al punto che avrebbe potuto stare lui al suo posto. Per questa ragione, mentre la bocca del suo amico è contratta in una smorfia di dolore, Ungaretti sente fortissimo il bisogno di tornare alla vita.
  9. Il testo di Mattina era inizialmente più lungo: M’illumino / d’immenso / con un breve / moto / di sguardo. In pochissime parole condensa un significato fondamentale: lo spettacolo della vita che risorge dopo l’oscurità notturna, proprio come la vita degli uomini dopo la guerra. Il testo ha un luogo e una data di composizione: Santa Maria la Longa, 26 gennaio 1917.
  10. Tutte le poesie di Ungaretti sono nel volume Vita di un uomo, una vera autobiografia poetica. Ungaretti ha sempre ritenuto che sia nella nostra vita che conosciamo le altre vite. Ungaretti fu sempre alla ricerca di una manifesta fratellanza col mondo.

UNGARETTI: LA POETICA

Ecco alcuni approfondimenti che possono tornarti utili:

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GIUSEPPE UNGARETTI: OPERE

Ecco tre video-spiegazioni:

  • Mattina 
    Mattina di Giuseppe Ungaretti: in questo video Emanuele Bosi ci spiega i temi e il significato del breve componimento
  • Soldati
    Soldati di Giuseppe Ungaretti: in questo video Martina Di Primio analizza il breve componimento del poeta e ci spiega il significato e le figure retoriche
  • Veglia
    Veglia: guarda il video con l'analisi e la spiegazione a cura di Emanuele Bosi del celebre componimento di Giuseppe Ungaretti