Una vita sottile di Chiara Gamberale: trama e riassunto

Di Chiara Famooss.

Trama e riassunto di Una vita sottile, il romanzo di esordio di Chiara Gamberale. Al centro del romanzo il tema dell’anoressia e della fragilità.

UNA VITA SOTTILE DI CHIARA GAMBERALE: TRAMA

Chiara Gamberale
Chiara Gamberale — Fonte: getty-images

Una vita sottile” è il romanzo d’esordio della scrittrice Chiara Gamberale, dove l’anoressia fa da sfondo alle vicende di una ragazza costretta a crescere e a conoscersi. E’ una sorta di autobiografia senza veli, di uno dei momenti più dolorosi che l’autrice ha dovuto affrontare durante la sua adolescenza.

Mettendo su carta il proprio nome e cognome, l’autrice non teme di scrivere in prima persona, di mettere il proprio io-narrante davanti a tutto, per narrare l’estrema sensibilità che l'ha portata a sentirsi troppo spesso fragile e indifesa davanti a un mondo spesso sordo e cieco, incapace di scoprire che dietro a quella ragazza bella e giovane si celava un segreto legato al cibo e alla sua debolezza di tenerlo dentro di sé.

«Una corazza sulla carne viva fa infezione e per questo mi sono ridotta così».

In queste pagine, l’autrice si scopre piano piano fino a mostrare una parte di sé molto intima e profonda. Emerge fortemente la necessità di raccontarsi, di guardarsi dentro, di capire come è fatta la propria immagine interiore. E’ evidente quindi che la scrittura qui assume una funzione catartica: per l’autrice è una fonte di salvezza, è il posto in cui perdersi per poi ritrovarsi, è un’esplosione di sentimenti che se non espressi porterebbero alla follia.

UNA VITA SOTTILE: PROTAGONISTA E PERSONAGGI

Chiara, la protagonista della storia, è una adolescente segnata dalla malattia che riesce a ritrovare se stessa solo grazie alla presenza di persone che riescono in qualche modo a sostenerla e a prendersi cura dei suoi pezzi rotti. Chiara sa che per ritrovare la sua identità non deve continuare a guardare il buio, ma deve concentrarsi sulle persone vere che la circondano. Questi anni si riflettono in una scrittura ariosa e penetrante ma che rivela in controluce tutta la sua sofferenza. È una scrittura viva che riesce a creare un dialogo aperto.

Ecco allora quell’urgenza di raccontarsi per non rimandare più l’immagine che si ha in testa della propria persona. Per non rimandare più il compito di accettarsi. Ma come si fa ad accettarsi? Esiste forse una formula?

La protagonista del libro non se lo chiede direttamente, ma va alla ricerca di questa accettazione ripercorrendo i passi importanti del suo viaggio, cercando se stessa negli occhi di chi la circonda e nei movimenti che il suo corpo si ritrova a fare in risposta a ciò che le è intorno.

Dai diari scambiati con la compagna di scuola Cinzia, alla dolce amicizia con Emiliano; dalla professoressa Ricca del liceo Socrate, all’affettuoso cane Jonathan: è tutto una girandola di sogni, amicizie e paure che la portano a farsi andare bene. 

Non è facile accettare l’involucro che ci ricopre quando non hai chiaro nemmeno cosa c’è dentro. Non è facile riconoscere la propria pelle quando non la hai mai assaggiata.
È un po’ questo il senso della scrittura così personale e intima che esce fuori dalle righe del libro. È un tentativo di toccarsi con le parole. È un modo di assaggiarsi tramite i ricordi e di salvarsi dentro i punti. È un cercare un senso in uno scorrere tranquillo di giorni primaverili. È uno scrivere per non implodere per le troppe emozioni accumulate.

Nonostante il terrore di sottofondo della bilancia, del proprio aspetto e dell’aria che potrebbe allargare la circonferenza della pancia, “Una vita sottile” vuole in realtà infondere speranza al lettore. Vuole dimostrare che alla fine, in qualche modo, la soluzione si trova e la tanto agognata luce in fondo al tunnel arriva.

Vuole dire che tutto è essenziale nel nostro semplice quotidiano, anche il signore che incontriamo ogni mattina con il cane che ci fa scattare un lieve sorriso. Anche il ricordo del nostro primo battito di cuore per quel bambino che giocava sulla spiaggia con noi. Anche l’odore del caffè che ci sveglia. Tutto, che poi magari non è neanche niente.

E allora non serve diventare supereroi per stare bene e non serve nemmeno assumere questi personaggi per la nostra salvezza. Serve semplicemente ascoltarsi, capirsi e soprattutto perdonarsi. Perdonare quello che ci hanno fatto, che abbiamo fatto, quello che abbiamo vinto, che abbiamo perso, quello che abbiamo amato, che abbiamo odiato. Perdonarsi veramente, tutto qua. Forse.

TEMI DI UNA VITA SOTTILE: L’ANORESSIA E LA FRAGILITA’

In queste pagine del libro “Una vita sottile”, assistiamo quindi alla storia di una giovane e fragile ragazza che vive le amicizie e i momenti quotidiani con entusiasmo e coinvolgimento, che dedica un paragrafo ad ogni persona che è stata più o meno importante nel suo percorso. Non ha problemi a parlare della sua malattia che le fa temere appunto l’incontro con la bilancia e qui maledetti numeri così destabilizzanti e che le fa aver paura perfino di respirare, perché ogni respiro potrebbe farla ingrassare.

L’anoressia, il tema portante del libro, è sempre presente quindi tra una battuta ed un’altra, tra un ricordo lontano ed il presente vicino. E’ un argomento che viene trattato con delicatezza senza bruschi fervori e il modo in cui viene affrontato dalla protagonista può essere una chiave di lettura per far comprendere alle nuove generazioni come sconfiggere questa malattia, manifestazione esteriore di insoddisfazioni e di insicurezze creati da modelli troppo distanti dalla realtà.

L’autrice Chiara Gamberale si sveste completamente per parlare di sé e, forse senza rendersene conto, infonde speranza ai suoi lettori con il suo tono di voce a volte ironico, altre volte malinconico, ma sempre pieno di forza. Una forza che scaturisce dalla convinzione delle proprie idee e dal desiderio di non volersi arrendere.

L’IMPORTANZA DEGLI ALTRI

Attraverso Chiara, autore-narratore, ci viene mostrata l’essenzialità che possono avere le altre persone nel nostro quotidiano, come quando ci accorgiamo di essere innamorati perché in quel momento, il quel luogo e in quel minuto vorremmo avere accanto una determinata persona.
Ci viene spiegata la gioia che possono provocare dei sorrisi sinceri e la necessità del viversi ogni attimo come fosse l’ultimo, godendosi tutto in fondo, nonostante le paure che spesso risiedono in una ragazza insicura e senza esperienze su cui contare.

A salvare Chiara dal suo buio interiore è soprattutto l'incontro con gli altri, il suo appassionarsi al mondo selvaggio che la circonda. La scrittura è il mezzo con il quale cerca di catturare sulla carta l’essenza di chi le ha lasciato un segno forte, di chi si è comportato come punto prezioso e luminoso nel suo universo a volte spento.

"Scrivere è la mia vita e il mio unico modo per celebrare un evento, un pensiero o una persona e renderli eterni.”

Una vita sottile” è un libro pieno di tante storie, di tanti incontri e di parole altrui in continuo confronto con la dolce e spontanea curiosità di Chiara.

Accanto agli affetti di sempre, destinati a modificarsi ma a non andarsene, ci sono gli incontri con i padroni di cani che scendono giù al parco e raccontano le loro storie personali; ci sono le chiacchiere sul treno con persone che diventano sempre meno sconosciute; c’è la comprensione strana eppure perfetta con il suo cane Jonathan; c’è l’incontro con una ragazza con cui vivere in poco tempo tutta l’amicizia che si possa avere in una vita intera. C’è tutto. E tutto è vita, esperienza, coraggio, confronto.

Chiara si racconta e si lascia raccontare, consapevole che la scrittura è una parte importante di sé e del suo percorso di riconoscimento interiore, come anche il dialogo con l’altro. Non c’è identità definita senza il confronto con gli altri, che può diventare occasione di crescita.

Tramite l’energia di questa consapevolezza, anche le sofferenze più profonde arrivano forti e decise in superficie per essere conosciute e per chiedere empatia, sostegno e amore. In poche parole, Chiara Gamberale vuole ricordarci che non bisogna aver paura della propria fragilità, perché solo così possiamo sentire davvero l'enorme forza della vita che ci scorre dentro.

Oggi la vita sottile è convinta di volersi dilatare per sentire addosso quanto più mondo è possibile e anche se fa male, basta che sia vero."

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