Un sacchetto di biglie: trama e recensione

Di Redazione Studenti.

Un sacchetto di biglie di Joseph Joffo: trama, personaggi e recensione del libro autobiografico ambientato nella seconda guerra mondiale.

UN SACCHETTO DI BIGLIE

Un sacchetto di biglie di Joseph Joffo: trama e recensione
Un sacchetto di biglie di Joseph Joffo: trama e recensione — Fonte: getty-images

Un sacchetto di biglie è un romanzo autobiografico di Joseph Joffo pubblicato nel 1973, ambientato nella Francia occupata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Il protagonista viaggia per quasi tutta la Francia per sfuggire ai nazisti, i quali lo cercano in quanto ebreo. I luoghi che insieme a suo fratello Maurice visita sono circa otto: Parigi, Dax e la sua stazione ferroviaria, Marsiglia, Mentone, Nizza, il campo estivo “Nuova Raccolta” (Nizza), Montluçon, Aix-Les Bains ed infine di nuovo la città di Parigi.

EPOCA STORICA IN CUI SI SVOLGE IL ROMANZO

Il romanzo si svolge in due epoche distinte: la prima è contemporanea all’autore, infatti questo libro è l’autobiografia del protagonista, il quale ripercorre il periodo della sua vita più difficile e tragico raccontandolo dall’epoca attuale in cui viviamo; la seconda invece, è collocata durante la Seconda guerra mondiale tra il 1939 e l’anno 1945, durante il quale i nazisti erano sempre più spietati verso gli ebrei.

UN SACCHETTO DI BIGLIE: PERSONAGGI PRINCIPALI

Joseph Joffo: è il protagonista del romanzo, il quale spiega, narrando dalla nostra epoca, la sua tormentata infanzia durante la Seconda guerra mondiale. E’ un ragazzo ebreo che vive in un appartamento di Parigi con suo fratello e i genitori. All’inizio della narrazione ha dieci anni, ha i capelli e gli occhi scuri e indossa abiti normali, in uso in quel periodo.

Maurice Joffo: è il fratello del protagonista con il quale viaggia per quasi tutta la Francia fuggendo dai nazisti e cercando di raggiungere il territorio liberato dagli americani; anche lui, come suo fratello, ha occhi e capelli scuri, al contrario però Maurice ha qualche anno in più di suo fratello Joseph.

Raymond: è un ragazzo di quindici anni che ha un ruolo abbastanza importante nella vicenda, infatti, senza di lui Joseph e Maurice non sarebbero potuti arrivare nella “zona libera”, in altre parole quella zona dove i nazisti non avevano più grande potere, perché lì erano arrivati gli americani ad aiutare gli ebrei. Raymond però non è solo la “persona che fa passare”, lui è anche un fattorino nella sua città ed è ben voluto da tutti.

Rosette Joffo: è la sorella maggiore di Jospeh e di Maurice, la quale gli ospita un po’ di giorni nella sua casa a Montluçon dove vive assieme a suo marito. Però i due fratellini quando arrivano percepiscono in Rosette non solo la gioia di vederli ma anche un po’ d’inquietudine.

Albert ed Henri Joffo: sono i fratelli maggiori dei protagonisti e hanno un ruolo decisivo nella storia: accolgono Joseph e Maurice molte volte nella loro casa e quasi alla fine del romanzo liberano i loro genitori arrestati dalla Gestapo.

I genitori dei protagonisti: il padre lavora in un negozio sotto casa, alla fine del romanzo sarà, purtroppo, l’unico della famiglia a morire in un campo di concentramento. La madre invece fa la sarta e grazie ai suoi figli è liberata da un campo di concentramento.

UN SACCHETTO DI BIGLIE: TRAMA DEL ROMANZO

Joseph è un ragazzo ebreo di circa dieci anni che vive insieme ai genitori e ai fratelli nella città di Parigi. La storia di questo libro inizia un giorno qualunque dell’anno 1941. Come sempre, i due fratelli, Joseph e Maurice, si divertono a giocare con le biglie; ma la loro vita è turbata dal fatto che i nazisti stanno incominciando il massacro di tutti gli ebrei e loro si sentono impauriti da ogni SS (Schutz Staffeln) che vedono. Un giorno a scuola Joseph e Maurice vengono picchiati e insultati dai compagni a causa della loro religione. Quella sera stessa sono chiamati dal loro padre, il signor Joffo, e gli annuncia che devono iniziare un lungo viaggio attraverso tutta la Francia, per scappare dai nazisti raggiungendo la terra “liberata”. Così dopo aver ricevuto molto denaro e salutato i loro cari, partono.

La prima tappa del viaggio è la città di Dax, i due dopo aver raggiunto la stazione d’Austerlix salgono su di un treno; arrivati senza troppi problemi a Dax i protagonisti decidono di fare un giro per il paese. I due però, durante la loro passeggiata, sono sempre allerta perché potrebbero passare auto tedesche con l’intenzione di arrestarli. Mentre camminano incontrano un ragazzo sui quindici anni di nome Raymond, al quale Maurice chiede informazioni riguardanti il passaggio per arrivare nella terra “liberata”, scoprendo così che lui è la persona “più a buon mercato” che lascia passare gli ebrei; si mette d’accordo per i soldi e per il passaggio. Quella stessa sera accompagnati da Raymond, i due fratelli assieme ad altra gente passano dalla terra occupata dai tedeschi a quella libera. Dopo essere arrivati, un uomo complice di Raymond li accoglie mostrando loro la stalla dove passare la notte. Però Maurice sa che dopo tutte quelle spese non sarebbero riusciti a sopravvivere con i pochi soldi che gli restavano e così decide di andare ad aiutare Raymond guadagnandosi un po’ di soldi, mostrando alla gente il passaggio da attraversare.

La mattina dopo prendono i biglietti alla stazione d’Austerlix e dopo essere fuggiti dalle SS e sopportato un viaggio lunghissimo, i due arrivano alla città di Mentone, dove finalmente riabbracciano i loro due fratelli, Albert ed Henri, che hanno un negozio dove lavorano come barbieri. Joseph e Maurice passano ben quattro mesi a Mentone, finché un giorno ricevono una lettera importantissima, il messaggio è dei loro genitori che gli annunciano di essere stati catturati. Senza perdere altro tempo Henri decide di partire per andare a salvarli.

Passa un po’ di tempo ma finalmente Henri ritorna dopo essere riuscito a liberare i suoi genitori. Egli racconta che dopo aver aiutato un soldato è riuscito ad avere un appuntamento con il colonnello del campo; inventandosi una bugia ha spiegato al colonnello che c’è stato uno sbaglio nell’arrestare i suoi genitori perché non sono ebrei, il colonnello crede a Henri e dopo aver accertato l’informazione del ragazzo decise di liberare i signori Joffo, i quali adesso vivono in un appartamento vicino a Nizza.

I due protagonisti però devono partire per Nizza perché i loro fratelli sono stati chiamati per andare a fare i barbieri dai tedeschi e non possono più tenerli con loro. Arrivati a Nizza trascorrono un po’ di tempo con i loro genitori. Una sera però il signor Joffo chiama i suoi due ragazzi per avvisarli che dovranno andare a vivere, per un po’ di tempo, in una specie di colonia chiamata “Nuova Raccolta”, lì saranno al sicuro e i tedeschi non potranno portarli via finché resteranno lì; così senza discutere i due partono. Qui i protagonisti vivono bene per molto tempo, grazie anche alla compagnia degli altri ragazzi e al signor Sinabigui, il capo, che conosce tutta la loro storia.

Una sera Joseph e Maurice sentono il rumore di un camioncino, guidato dal loro amico Ferdinand, che stava per partire per Nizza, i due non resistono e sapendo che poi al mattino sarebbero ritornati decidono di salirci insieme ad altri loro amici. Il viaggio però dura poco perché vengono catturati dalle SS e vengono condotti all’Hotel Excelsior. Nel frattempo, sapendo che sarebbe potuto arrivare questo momento, i protagonisti si sono inventati “un’altra vita” nel caso di un interrogatorio, in modo da non far capire che sono ebrei. Il tempo passa e una mattina vengono condotti dal capo che, dopo aver diviso i due fratelli, incomincia a interrogarli separatamente. I protagonisti però sono furbi e iniziano la loro commedia come previsto; purtroppo però ci sono due problemi che devono risolvere per essere liberati: il primo è che devono dimostrare di essere stati battezzati e di aver fatto la comunione e poi devono anche passare una visita medica per capire se sono stati circoncisi. Dopo l’interrogatorio vengono portati da un medico per la visita, ma entrambi sanno di essere circoncisi e così raccontano di essere stati operati per una malattia che avevano da piccoli. Il medico, un po’ perplesso, conferma al capo che non sono ebrei. Dopo quest’episodio passano tantissimi giorni nei quali Joseph è persino operato di meningite acuta. Una mattina il capo spiega ai ragazzi che devono dimostrare di aver fatto la comunione, così permette a Maurice di uscire dall’hotel e di andare a cercare il documento necessario, il tempo a disposizione è di due giorni se non sarebbe tornato nel tempo stabilito Joseph sarebbe morto. Così Maurice va subito da un prete che conosce e che li ha anche aiutati durante il viaggio, si fa falsificare i documenti e nel tempo stabilito li porta al capo. Dopo averli controllati e ascoltato l’affermazione del prete che è venuto assieme a Maurice, decide di rilasciare i due fratelli. I fratelli tornano al campo “Nuova Raccolta”.

Appena arrivati devono ripartire di nuovo, perché c’è stata un’irruzione tedesca nel campo e allora decidono di raggiungere la loro sorella a Montluçon. Raggiunto Montluçon, i due passano pochi giorni da Rosette, la loro sorella, avvisandola che il padre è stato di nuovo catturato dai nazisti, purtroppo secondo Rosette è meglio se vanno ad abitare ad Aix-les-Bains dove vivono i loro fratelli perché Montluçon è una piccola città troppo sorvegliata dai tedeschi. Dopo aver ricevuto dei soldi i due ripartono.

Arrivati ad Aix-les-Bains incontrano di nuovo tutta la famiglia, tranne il padre. Nell’appartamento, in quella città, non ci possono vivere tutti e allora Joseph e Maurice vanno in una città vicina a lavorare e a vivere. Joseph lavora in una libreria e Maurice in un hotel. Il tempo passa tranquillo, nonostante l’omicidio di un signore, e i fratelli vivono molto bene in quella città; finché un giorno Joseph sui giornali della sua libreria riesce a leggere la scritta “PARIGI LIBERA”, i fratelli entusiasti, dopo aver risolto un po’ di problemi riguardo al fatto di abbandonare il lavoro, partono e giungono a Parigi dove la loro famiglia li aspetta, tranne il padre che nel frattempo è morto in un campo di concentramento. Da quest’avventura Joseph si sente cresciuto ed è felice che la normalità sia tornata nel suo Paese.