Umberto Saba: biografia, opere e poesie

Umberto Saba: biografia, opere e poesie A cura di Antonello Ruberto.

Biografia e opere di Umberto Saba. Temi e stile del poeta di Trieste, autore tra gli altri di Ulisse, Canzoniere ed Ernesto.

1Biografia di Umberto Saba, un poeta di confine

Trieste, città natale di Umberto Saba
Trieste, città natale di Umberto Saba — Fonte: istock

Umberto Poli nasce a Trieste il 9 marzo del 1883, figlio di un agente di commercio veneziano e di un’ebrea triestina. L’assenza del padre, che aveva abbandonato la madre prima che lui nascesse, ed il carattere difficile della madre lo fanno affezionare in maniera particolare alla sua tutrice, e ne segnano in maniera negativa l’infanzia ed il resto della vita, in cui sarà vittima di periodiche crisi depressive.

La sua formazione avviene essenzialmente da autodidatta, attraverso la lettura di Petrarca, Alfieri, Parini ed anche di autori più moderni come D’Annunzio e Carducci.

Tra il 1905 e il 1906 è a Firenze, dove ha rapporti molto marginali con il gruppo de La Voce che, essenzialmente, lo respinge. La scarsa sintonia con questo gruppo e con i suoi componenti riemerge in due occasioni: nel 1910, quando i vociani recensiscono malamente Poesie, la sua prima raccolta di versi, e più tardi, sempre nello stesso anno quando propone ai vociani la pubblicazione di un suo articolo, Quel che resta da fare ai poeti, in cui polemizza con l’ideologia del poeta-vate e la poesia eccessivamente estetica e decorativa.

Tra il periodo fiorentino e la pubblicazione della sua prima raccolta, c’erano stati gli anni del militare ed il matrimonio con la Carolina Wölfler. Nel 1912 pubblica la sua seconda raccolta di poesie, divenuta poi nota col nome di Trieste e una donna, accolta con freddezza dalla critica; nel frattempo legge Nietzsche e Freud, due pensatori che avranno un’influenza notevolissima sulla sua produzione successiva. Sebbene Trieste fosse città dell’Impero austro-ungarico, Umberto Saba ha cittadinanza italiana ed esprime posizioni fermamente interventiste.

Allo scoppio della guerra viene chiamato alle armi per il Regio esercito ed opera in diverse funzioni ma rimanendo sempre nelle retrovie. Alla fine del conflitto ritorna a Trieste dove acquista una libreria, e nel 1921 pubblica la prime edizione del Canzoniere, in questo periodo mantiene rapporti epistolari con scrittori del rango di Palazzeschi e Montale

Nel 1938, anno della promulgazione delle leggi razziali del fascismo, inizia un periodo particolarmente difficile nella vita di Saba: costretto a vendere la libreria si trasferisce in Francia, ma ritorna a Trieste per l’inizio del secondo conflitto mondiale, che trascorre spostandosi in varie città del nord Italia. 

È solo nel dopoguerra che si afferma come poeta: nel 1946 collabora con il Corriere della sera e pubblica Scorciatoie e raccontini, una raccolta di prose che gli vale il Premio Viareggio, e nel 1948 pubblica la terza edizione del Canzoniere.

Gli anni ’50 sono segnati dall’acuirsi delle sue crisi depressive, per le quali decide di farsi ricoverare in clinica. Queste crisi, e la malattia della moglie ne segnano dolorosamente gli ultimi anni di vita. Umberto Saba si spegne a Gorizia nell’agosto del 1957.

2Il Canzoniere: temi e analisi

Umberto Saba
Umberto Saba — Fonte: ansa

La poetica di Saba è intesa dal suo autore come metodo di autoindagine, ricerca e costruzione del sé, è per questo motivo che l’intera vita del poeta è segnata da una continua produzione poetica: perché la scrittura è per lui necessità esistenziale. Le pubblicazioni di Saba consistono quindi in raccolte che, periodicamente, raccolgono le poesie in organismi coerenti ed autoconclusivi.

Con la prima edizione del Canzoniere nel 1921 Saba compie un ulteriore passo in avanti, organizzando i vari nuclei poetici fin lì pubblicati in un progetto più ampio, internamente coordinato e coerente. A questa prima edizione ne seguono altre quattro, pubblicate nel 1945, 1948, 1951 e 1961, ciascuna delle quali evidenzia un continuo lavoro di levigatura linguistica e una costante riorganizzazione interna del materiale che viene ampliato ad ogni nuova edizione, testimonianza del costante lavoro di scrittura del poeta.

Tuttavia non bisogna pensare al Canzoniere come a una mera raccolta di materiale poetico. Vittima di esperienze traumatiche che gli producono crisi depressive, interessato alla psicanalisi, l’esigenza di scrittura poetica di Saba soddisfa essenzialmente il desiderio di autoconoscenza dell’uomo-poeta, la necessità di conoscersi nel profondo.

Saba inizia perciò a concepire le singole raccolte che confluiscono nel Canzoniere, dai componimenti sulla sua esperienza in naja a quelli dedicati all’amore della moglie a quelli incentrati sull’autoanalisi d’impronta psicoanalitica, come pezzi di un’autobiografia che va progressivamente componendosi. Sul piano redazionale questa nuova consapevolezza si traduce in una nuova organizzazione del corpus poetico, che viene diviso in due distinte sezioni, ed arricchito con nuove liriche mentre quelle più vecchie vengono sottoposte a revisione continua.

Nel complesso dell’opera emergono alcuni componimenti che, per contenuti o stile, meglio rappresentano la produzione poetica del poeta triestino. Tra questi Trieste e Città vecchia, in cui emerge l’amore viscerale del poeta per la propria città, di cui descrive in maniera appassionata anche gli angoli oscuri della città vecchia, abitata da un’umanità dolorosa e degradata.

In La capra il belato di una capra e la parola umana vengono poste sullo stesso piano, diventando l’espressione di un dolore universale che accomuna tutte le forme di vita perché esistenziale.

A mia moglie e Ritratto della mia bambina forniscono ritratti delle persone amate dal poeta; dal punto di vista stilistico la poesia dedicata alla moglie Lina offre un esempio perfetto dello stile classicista di Saba, in cui la moglie è descritta quasi come attraverso una serie di fotografie costituite di versi limpidi e lineari.

3Umberto Saba e la produzione in prosa

Anche la produzione in prosa di Saba, estremamente meno corposa rispetto a quella in versi, ha un carattere essenzialmente autobiografico. Nei Ricordi-Racconti pubblicati nel 1956 vengono narrati episodi e aneddoti di vita famigliare o sulla comunità ebraica triestina e richiama, nel titolo, la raccolta Scorciatoie e raccontini, pubblicata dieci anni prima e contenente aforismi e considerazioni sull’attualità culturale.

Da ricordare è anche Ernesto, cominciato nel 1953 e rimasto incompiuto a causa del crollo psicologico del poeta, narra l’iniziazione sessuale di un ragazzo nella Trieste di fine ‘800, viene pubblicato postumo nel 1985.

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