Umanesimo e Rinascimento: riassunto breve

Di Redazione Studenti.

Umanesimo e Rinascimento: riassunto breve sui movimenti ideologici-culturali che poggiarono il valore e la dignità dell'uomo al centro del mondo.

UMANESIMO E RINASCIMENTO: RIASSUNTO BREVE

Tra la fine del 1300 e l’inizio del 1400 si formò in Italia una nuova visione del mondo che progressivamente si diffuse in Europa. Questa nuova cultura è stata definita:

  • Umanesimo, perché si richiamava alla letteratura classica (humanae litterae), in contrapposizione alla Scolastica che aveva al centro del suo interesse il testo sacro (divinae litterae);
  • Rinascimento, perché gli intellettuali di questa epoca erano convinti di essere protagonisti di una rinascita della cultura dopo la crisi del medioevo.

Guarda anche: Mappa concettuale sulla letteratura umanistico-rinascimentale

L’UMANESIMO

Umanesimo e Rinascimento: riassunto breve
Umanesimo e Rinascimento: riassunto breve — Fonte: ansa

Un tema fondamentale dell’Umanesimo fu la valorizzazione dell’uomo, l’esaltazione della sua dignità. L’uomo venne posto al centro del mondo perché lo si considerò come una persona libera, capace di dominare la natura e di farsi protagonista della storia. Ma l’esaltazione dell’uomo non cancella la fede in Dio o la religione, in quanto l’eccellenza della natura umana è concepita come un dono di Dio. Gli umanisti esaltarono anche la vita attiva dell’uomo in contrapposizione alla vita contemplativa. Secondo gli uomini del medioevo Dio poteva essere servito solo chiudendosi in convento, praticando l’ascetismo e rifiutando qualsiasi piacere terreno. Secondo gli umanisti non è necessario fuggire dal mondo per servire Dio.

LA RISCOPERTA DEI CLASSICI

L’esaltazione dell’uomo e della natura era già presente nella cultura antica, in particolare nei classici latini. I classici divennero un modello di vita da imitare. Anche i medievali riconoscevano il valore dei classici, ma ne davano una lettura allegorica: nei testi antichi, infatti, venivano cercati significati nascosti che facevano riferimento al disegno provvidenziale di Dio. Ora, invece, si cercava di cogliere il loro autentico significato. Ne veniva data una lettura storica che collocava gli antichi nell’epoca in cui erano vissuti.

Nel 1400 nacque una nuova disciplina, la filologia, la scienza della parola. Il rappresentano più significativo della filologia fu Lorenzo Valla che dimostrò – portando prove storiche e linguistiche – la falsità del testo con cui Costantino cedeva a papa Silvestro una parte dell’Impero romano d’Occidente. Fu un duro colpo per la Chiesa, perché su questo documento i papi del Medioevo avevano basato la loro aspirazione a estendere il dominio territoriale pontificio.

L’UMANESIMO CRISTIANO

L’Umanesimo esaltava l’uomo e i valori terreni, ma ciò non significa che rinnegasse Dio e la religione. Molti intellettuali tentarono di affrontare lo studio delle divinae litterae con i nuovi strumenti filologici, ricercando l’interpretazione più autentica della Scrittura. Essi rifiutavano sia il formalismo dei bigotti sia le astruse dispute dei teologi scolastici. Gli umanisti riportarono alla luce i manoscritti di autori antichi trascurati o dimenticati nei secoli precedenti.

IL RINASCIMENTO

Il concetto di renaissance apparve nel 1855, con questo termine si indicava non solo la rinascita delle arti e il recupero dell’antichità, ma anche l’esaltazione della dignità e dell’individualità dell’uomo. Anche se il concetto viene compiutamente definito nell’Ottocento, in realtà, i primi a esprimere l’idea di una rinascita furono proprio gli studiosi del XV secolo. Erano convinti di essere protagonisti di una “rinascita” della civiltà che, a loro avviso, era decaduta dei secoli precedenti.

Nell’idea di “rinascita” era implicita quella di “morte” avvenuta nel medioevo: l’età di mezzo che separava l’antichità dai tempi presenti. Secondo questa visione, quindi, il medioevo era stato un’epoca di decadenza; ora si entra in una nuova età, quella del Rinascimento, così chiamato perché la cultura “rinasceva” dopo le tenebre del medioevo.

Gli studiosi hanno discusso molto anche sulla distinzione tra Umanesimo e Rinascimento. Oggi tende a ritenere che ci tratti di un unico periodo, il Rinascimento, che comprende grossomodo due secoli il 1400 e il 1500:

  • una prima fase quattrocentesca (l’Umanesimo), nella quale maturarono la concezione della dignità dell’uomo e l’interesse per i classici;
  • il Cinquecento (il Rinascimento), quando la nuova cultura raggiunge il suo massimo splendore, attraverso opere letterarie e artistiche di straordinario valore.

PERCHÈ IL RINASCIMENTO SORSE IN ITALIA?

La patria del Rinascimento è l’Italia. Nel Quattrocento e nel Cinquecento, operarono tutti gli straordinari ingegni che ancora oggi ricordiamo nel campo della pittura, della scrittura, dell’architettura, delle lettere, delle scienze. Quando si tratta di fenomeni così complessi, la spiegazione va ricercata analizzando fattori diversi, poiché non è possibile indicare una causa unica. Innanzitutto bisogna osservare che in Italia la cultura classica era molto più presente che in altri paesi.

Nelle facoltà giuridiche lo studio del diritto romano era fondamentale, e anche questo elemento contribuiva ad approfondire la conoscenza del latino. Inoltre la nuova cultura si sviluppò in città libere e autonome, come Firenze, dove operava un ceto dirigente laico, colto e raffinato. Infine in queste città erano molto fiorenti le attività artigianali, e proprio da quest’ambito emersero artisti dotati di particolare talento.

    Domande & Risposte
  • Qual è la differenza tra Umanesimo e Rinascimento?

    I temi fondamentali dell’Umanesimo sono la valorizzazione dell’uomo, l’uomo viene posto al centro del mondo, e l’interesse per i classici. Con il Rinascimento la cultura raggiunge il suo massimo splendore attraverso opere letterarie e artistiche di straordinario valore.

  • Quali sono le caratteristiche dell’Umanesimo?

    La riscoperta dei testi classici, latini e greci, e il superamento degli ideali medievali.