Ugo Grozio: biografia e opere del padre del giusnaturalismo moderno

Ugo Grozio: biografia e opere del padre del giusnaturalismo moderno A cura di Giulia Guadagni.

Biografia e opere di Ugo Grozio, filosofo, teologo e umanista olandese considerato il padre della scuola del giusnaturalismo moderno

1Il giusnaturalismo moderno

Ugo Grozio
Ugo Grozio — Fonte: getty-images

Il giusnaturalismo moderno è una dottrina politico-giudica elaborata nel Seicento, della quale Grozio è considerato il fondatore.

Tutti i rappresentanti del giusnaturalismo hanno affrontato due problemi politico-giuridici:
da dove ha origine il diritto e qual è il suo fondamento?
quali sono i limiti del potere statale, sia rispetto ai sudditi, sia rispetto agli altri stati?

Alla prima domanda il giusnaturalismo risponde che esiste un diritto naturale, cioè un insieme di norme razionali e universali, valide da sempre e per sempre, indipendenti dalle decisioni umane, dalle convinzioni e dalle contingenze storiche. Il diritto naturale precede e giustifica il diritto positivo, cioè le leggi dei singoli stati e organismi politici.

Anche nell’antichità e nel medioevo si era discusso dell’esistenza di un diritto, o legge di natura. Nell’Etica Nicomachea Aristotele scriveva che «del giusto politico una specie è naturale, l’altra legale» (1134b) Lo ius naturae è tornato poi nello stoicismo romano, in particolare in Cicerone che lo intende sia come legge universale, sia come legge propria della natura umana.

Il cristianesimo ha trasformato il concetto di diritto naturale. Se prima tra diritto naturale e positivo c’era una relazione di antecedenza, il cristianesimo introduce tra i due un ordine gerarchico. Il diritto naturale, secondo la filosofia cristiana, serve a valutare il diritto positivo. Non solo lo precede, ma ne costituisce la norma. 

La differenza introdotta dal giusnaturalismo moderno all’interno di questa tradizione è dovuta alle nuove condizioni storiche e filosofiche proprie del Seicento: in particolare alla nascita dei primi stati moderni e della scienza

I più importanti rappresentanti del giusnaturalismo moderno – insieme a Grozio – sono Hobbes, Spinoza, Pufendorf, Locke, Rousseau e Kant

Pur avendo prodotto teorie e modelli politici anche molto diversi tra loro, i giusnaturalisti condividono alcune convinzioni: 

  • La convivenza umana può darsi solo nella forma politica dello stato
  • Lo stato è un prodotto artificiale della volontà e della razionalità umana
  • Lo stato si istituisce con il passaggio da uno stato di natura a uno stato civile della società
  • Lo stato si istituisce in seguito a un contratto o comunque sulla base del consenso
  • Il diritto naturale precede, ispira e legittima il diritto positivo

2Grozio, padre del giusnaturalismo

Statua di Ugo Grozio di fronte il campanile di Nieuwe Kerk a Delft, nei Paesi Bassi
Statua di Ugo Grozio di fronte il campanile di Nieuwe Kerk a Delft, nei Paesi Bassi — Fonte: getty-images

Ugo Grozio è il nome italianizzato di Huig van Groot, nato in Olanda nel 1583. Ugo era quello che oggi chiameremmo un “bambino prodigio”, tanto che a soli dodici anni fu ammesso all’Università, dove si laureò in Legge

La sua storia è legata al conflitto politico-religioso fra arminiani e gomaristi, che si consumava in quegli anni in Olanda. I gomaristi erano calvinisti ortodossi, sostenitori della dottrina della giustificazione per sola fede. Grozio, per la sua formazione umanistica ed erasmiana, non poteva che schierarsi con gli arminiani, che credevano nella non irresistibilità della predestinazione. 

Per aver sostenuto l’arminianesimo, Grozio fu condannato all’ergastolo dal Sinodo di Dordrecht, convocato dalla Chiesa riformata olandese nel 1618. Per scampare alla condanna, fuggì a Parigi. Lì rimase poi per diversi anni, ricoprendo la carica di ambasciatore di Svezia. 

2.1De iure belli ac pacis

Cassa di libri di Ugo Grozio
Cassa di libri di Ugo Grozio — Fonte: getty-images

A Parigi, nel 1625, Grozio pubblicò la sua opera più importante: il De iure belli ac pacis (Il diritto della guerra e della pace).

L’opera è divisa in tre libri: il primo è dedicato al problema di quando una guerra si possa dir giusta; il secondo alle cause della guerra; il terzo a stabilire ciò che è lecito in guerra.

Con la sua opera, Grozio fonda non solo la dottrina giuridico-politica del giusnaturalismo, ma anche la tradizione del diritto internazionale. Nel De iure, infatti, oltre a rivendicare l’esistenza del diritto naturale e la sua priorità rispetto al diritto positivo, Grozio sostiene la necessità di regolamentare i rapporti fra gli stati. Come le leggi dello stato, anche il diritto internazionale deve essere ispirato a quello naturale.

La guerra, secondo Grozio, non è un male necessario e inevitabile e deve essere l’ultima spiaggia nella risoluzione dei conflitti internazionali. L’istituzione di norme che regolino le relazioni internazionali può contribuire a mantenere la pace. Inoltre, anche in guerra, il diritto deve essere rispettato.

Grozio si colloca così in una posizione intermedia fra i bellicisti e i pacifisti. Secondo i bellicisti, ispirati da Machiavelli, la politica coincide con l’esercizio della potenza da parte degli stati. La guerra, dunque, è parte integrante delle strategie politiche che gli stati devono attuare per mantenere la propria potenza. Secondo i pacifisti, ben rappresentati da Erasmo, il diritto può sempre affermarsi senza bisogno di imporsi con la forza. Contro entrambe le posizioni, Grozio sostiene che il diritto non coincide con la forza, ma le è superiore, anche se a volte ha bisogno della forza per affermarsi. La forza, dunque, deve servire al diritto, e non viceversa. 

2.2Il diritto naturale

Tomba di Ugo Grozio nella Nieuwe Kerk a Delft (Paesi Bassi)
Tomba di Ugo Grozio nella Nieuwe Kerk a Delft (Paesi Bassi) — Fonte: getty-images

Il fondamento del diritto è la naturale socievolezza umana (appetitus societatis). “Socievolezza” non indica, qui, il carattere di chi ama stare in compagnia e conoscere molte persone. Vuol dire, invece, l’esigenza umana di vivere in una società ordinata e tranquilla.

La socievolezza è una caratteristica umana universale e immutabile. E dunque anche il diritto, che determina il modo in cui la socievolezza può realizzarsi, è naturale, universale e razionale.

Il giusnaturalismo di Grozio è diverso da quello cristiano medievale. Per quest’ultimo, il diritto naturale era stabilito da Dio e dalla Scritture. Per Grozio, invece, il diritto naturale può essere scoperto tramite la ragione e corrisponde alla natura umana.

Il diritto naturale – scrive nel De iuresussisterebbe e sarebbe valido anche se Dio non esistesse.

Il problema politico della modernità non è più, com’era nel medioevo, la relazione tra la città divina e la città terrena (la cui formulazione risale al De civitate Dei di Agostino). Al tempo di Grozio, il problema politico più urgente è la fondazione e la giustificazione della sovranità.

Il diritto naturale si compone, secondo Grozio, di alcune regole universali:

  • rispettare la proprietà privata;
  • restituire ciò che appartiene ad altri e il profitto che se ne è tratto;
  • mantenere i patti (pacta sunt servanda);
  • riparare ai danni che si sono arrecati in modo colpevole ad altri;
  • stabilire pene per chi trasgredisce.

Come si passa dal diritto naturale, uguale per tutti e in ogni tempo, all’istituzione delle molte e diverse organizzazioni politiche? Secondo Grozio, con un contratto libero e volontario.

Principale compito dello stato è salvaguardare il diritto naturale e promuovere il bene comune. Lo stato non coincide con chi di volta in volta governa, bensì ha una personalità giuridica propria.