Triplice Intesa

Di Redazione Studenti.

Chi faceva parte della Triplice intesa? Allenze e schieramenti degli stati europei durante la Prima guerra mondiale. Riassunto degli eventi

Triplice intesa

Soldati in marcia durante la Prima guerra mondiale
Soldati in marcia durante la Prima guerra mondiale — Fonte: getty-images

La Triplice Intesa (composta da Russia, Francia e Gran Bretagna) è uno dei due schieramenti in cui gli stati europei erano divisi alla vigilia della Prima guerra mondiale. Il secondo era la Triplice Alleanza, composto da Germania, Austria e Italia.

Come nasce la Triplice Intesa

Nel 1888 salì al trono di Germania Guglielmo II il quale adottò una politica decisamente più aggressiva rispetto al periodo bismarkiano. Egli si dedicò maggiormente all’espansione coloniale tedesca e al potenziamento dell’esercito e della marina, decisioni che preoccupavano Francia e Gran Bretagna; con quest’ultima la diplomazia tedesca aveva avviato un riavvicinamento politico verso fine secolo, ma le tensioni economiche e commerciali tra i due Paesi non furono mai definitivamente attutite e resero impossibile un più pieno sviluppo di relazioni amichevoli. Per quando riguarda l’espansione coloniale, nel mondo non vi erano più territori liberi dal controllo europeo, perciò ogni espansione di una potenza contrastava con gli interessi di un’altra potenza.

Ma di fronte alla minaccia tedesca, si andavano consolidando i rapporti tra Francia e Inghilterra, anche grazie alla firma dell’Entenne Cordiale fra i due paesi, un accordo dove la Francia riconosceva il controllo britannico sull’Egitto mentre l’Inghilterra acconsentiva all’espansione francese sul Marocco. Ma la Germania accolse con forte irritazione quest’accordo, perché anch’essa era interessata alla zona marocchina e così restava tagliata fuori dai progetti. Essa assunse un atteggiamento aggressivo facendo scoppiare la cosiddetta prima rivoluzione marocchina, dove l’imperatore Guglielmo II dichiarò che la Germania avrebbe garantito l’indipendenza marocchina contro qualsiasi minaccia esterna.  Si arrivò così alla conferenza di Algericas, dove però la Germania poteva contare solo su un poco convinto supporto austriaco, mentre la Francia era sostenuta dall’Inghilterra, Russia,  Italia e Spagna. La Francia ottenne così un protettorato sul Marocco, sconfiggendo la diplomazia tedesca.

Nel 1907 si costituì una Triplice Intesa fra Russia, Francia e Gran Bretagna, contrapposta alla Triplice Alleanza di Germania, Austria e Italia, la quale era anche debole.

Ma l’occupazione francese di alcune città marocchine fecero scattare la seconda rivoluzione marocchina, voluta dalla Germania. Un episodio particolare che fece aumentare le tensioni tra i paesi, fu quello di Agadir, dove una nave tedesca gettò l’ancora, pronta per riscattare il territorio. La Gran Bretagna reagì con estrema determinazione, dichiarando ufficialmente di aprire un conflitto a fuoco con la Germania se non avesse ritirato la propria nave. Successivamente nel 1911 si firmò un accordo franco-tedesco dove la Germania riconosceva il controllo francese sul Marocco in cambio di concessioni territoriali nel Congo francese.

La tensione internazione era ormai giunta all’apice; la crescita delle spese militari divenne l’obbiettivo dei vari stati europei. L’area di maggior tensione era la penisola balcanica, l’ex impero ottomano fronteggiato tra Russia ed Austria. L’Austria aveva annesso ad essa la Bosnia-Erzegovina, provocando le proteste della Serbia, che finirono per coinvolgere anche l’alleata Russia. Scoppiarono le due guerre balcaniche del 1912-13, ma ormai l’impero ottomano era soggetto di forti tensioni politiche, manifestate anche con la rivoluzione dei Giovani Turchi, un partito piccolo-borghese, nazionalista, che voleva abbattere l’assolutismo e formare un regime costituzionale parlamentare, seguendo le orme delle potenze europee.

Essi però erano molto deboli in seguito alla sconfitta afflitta dall’Italia in Libia; ne approfittarono la coalizione creata da Grecia, Bulgaria e Serbia, che espugnarono l’impero ottomano. Questa coalizione era frutto di un intensa diplomazia russa, allo scopo di non lasciare il territorio all’Austria e assumere atteggiamenti antiturchi. L’azione infatti fu apprezzata anche da Gran Bretagna e Francia. I vincitori, tuttavia, non riuscirono ad accordarsi nella spartizione della Macedonia, e dalla confusione che si venne a creare, la Serbia, alleata della Russia, ne uscì rafforzata in posizione antiaustriaca col trattato di Bucarest, mentre la Bulgaria fu attaccata dalla coalizione Serbia, Grecia e Romania, e umiliata si avvicinò alla Triplice Alleanza.

La Triplice intesa e lo scoppio della Prima guerra mondiale

Soldati nella Prima guerra mondiale
Soldati nella Prima guerra mondiale — Fonte: ansa

Il 28 Giugno del 1914 fu assassinato in un attentato l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo, erede del trono d’Austria, a Sarajevo. Egli voleva trasformare l’impero austriaco in una compagine di tipo federale, dando ampie autonomie agli slavi, al pari di austriaci e ungheresi (trialismo). Questo progetto contrastava il sogno della Serbia di sottrarre all’Austria i territori balcanici e fondare uno stato che riunisse gli slavi del sud (Jugoslavia).

L’assassinio fece crollare i fragili equilibri europei di quegli anni: l’Austria lanciò un ultimatum al governo serbo ritenendolo il mandante dell’attentato, che comunque la Serbia respinse; così il 28 luglio l’Austria dichiarò guerra.

A questo punto scattarono i sistemi di alleanza internazionali e la situazione precipitò: Russia e Francia si schierarono accanto alla Serbia, la Germania dichiarò guerra alla Russia e alla Francia per difendere l’alleato della Triplice Alleanza, mentre l’Inghilterra entro anche a fianco degli alleati dell’Intesa. L’Italia si teneva per il momento fuori dal conflitto, dichiarando la propria neutralità, come la Romania.

Il conflitto era iniziato e, per la prima volta dalle guerre napoleoniche, tutte le principali potenze europee erano coinvolte.

Cause del conflitto

La prima guerra mondiale scoppiò per una serie di cause di diversa natura. Vediamole.

Cause Storico-Politiche

  • Instabilità impero austriaco
  • Tensione per l’espansione tedesca
  • Instabilità dei Balcani
  • Rivalità Inghilterra e Germania
  • Rivalità Italia e Francia

Cause Economiche

In contrasto con l’ultima arrivata sulla scena economica e coloniale, la Germania

Cause Militari

Corsa agli armamenti voluta dall’industria pesante per superare la grande depressione. Chi avrebbe attaccato per prima avrebbe avuto un vantaggio

Cause Socio-Culturali

Contrasti tra interventisti e neutralisti

La Triplice Intesa nella Grande Guerra

Lo scoppio delle ostilità ebbe come effetto l’incremento del valore della difesa della patria, mentre non mancavano episodi di caos tra nazionalisti e conservatori, come l’assassinio in Francia del leader pacifista Jean Jaurés.

La guerra iniziò come una guerra di movimento; inizialmente tutti i governi e gli apparati militari pensavano che si sarebbe trattato di un conflitto di breve durata, ma tale previsione si rivelò ben presto illusoria. Le operazioni militari furono condotte su tre fronti:

  • L'Austria-Ungheria invase la Serbia
  • La Russia avanzò in Prussia orientale, ma furono fermati. Maggiore fortuna ebbe la penetrazione in Galizia ai danni degli austriaci.
  • La Germania attaccò la Francia grazie al piano di penetrazione attraverso il Belgio neutrale e l’invasione della parte nord francese, piano preparato dal generale Alfred von Schlieffen.

Il governo francese fu costretto ad evacuare la capitale e a trasferirla a Bordeaux, ma sul fiume Marna, l’esercito francese riuscì a fermare l’avanzata tedesca, cominciando con essi una dispendiosa guerra di posizione e di trincea, che immobilizzò gli eserciti per lunghi anni.

L’azione russa servì anche ad allentare la penetrazione tedesca sul fronte occidentale, consentendo la ripresa francese. Ma il nuovo comandante tedesco von Falkenhayn era intenzionato ad assumere il controllo della manica. Tuttavia le forze anglofrancesi mantennero saldamente le posizioni.

Il 23 Agosto anche il Giappone entro in guerra a fianco dell’Intesa, aprendo un fronte antitedesco nel Pacifico, mentre la Turchia si schierò con la Triplice Alleanza.

L'Italia nella Triplice Intesa

Nel 1914 l’Italia non entrò in guerra a fianco di Germania ed Austria come previsto nella Triplice Alleanza. Il presidente del consiglio Salandra era consapevole che l’alleanza con l’Austria aveva oppositori in parlamento ed era avversa all’opinione pubblica. L’Italia aveva 3 possibilità:

  • Restare neutrale
  • Rispettare la Triplice Alleanza ed entrare in guerra a fianco di Germania ed Austria
  • Passare con la Triplice Intesa

Il paese si spaccò fra interventisti e neutralisti, due gruppi con ideologie molto diverse fra loro. Il governo intanto avviò consultazioni con l’Austria e Germania, che ovviamente volevano che l’Italia entrasse in guerra e loro fianco; ma vi erano anche consultazioni segrete con l’Intesa portate avanti da Salandra e dal ministro degli interni Sonnino. L’Intesa poteva trarre grande vantaggio con l’apertura di un fronte italiano. Gli obbiettivi dell’Italia erano comunque le terre italiane irredente, che l’Austria sembrava disposte a concederle. Ma un accordo con l’Intesa prometteva di più, visto che procurava all’Italia l’espansione sulla costa orientale dell’Adriatico e di consistenti vantaggi coloniali.

Gli interventisti erano in gran parte orientati verso una linea antiaustriaca, adottata poi anche dal governo, anche se i neutralisti erano in maggioranza parlamentare. Il governo, quindi, firmò il 26 aprile del 1915 il patto di Londra, con cui l’Italia si impegnava ad entrare a fianco dell’Intesa. Il patto prevedeva aiuti economici all’Italia e concessioni territoriali.

Nel frattempo i nazionalisti organizzavano manifestazioni popolari in tutta Italia; ma alcuni organi di stampa come il “Corriere della Sera” presero posizioni apertamente interventiste, e anche personaggi di spicco come Gabriele D’Annunzio, Corradini e Benito Mussolini criticavano i pacifisti come Giolitti. L’Italia entrò in guerra a fianco dell’Intesa il 24 maggio del 1915.

La guerra di logoramento

L’esercito italiano fronteggiò le forze austriache lungo le frontiere nord-orientali con il generale Luigi Cadorna, anche se gli esiti delle battaglie furono inconcludenti con la morte di molti uomini, anche perché erano battaglie di posizionamento e di trincea.

La Bulgaria si era alleata all’Alleanza e avevano invaso la Serbia, mentre la Russia si presentava disorganizzata militarmente. Dopo il primo anno di guerra, il bilancio era favorevole alle forze della Triplice Alleanza, ma la guerra si prospettava lunga e difficile.

Nel 1915 la Gran Bretagna impartì il blocco navale alla Germania, per impedirle i rifornimenti, ma la Germania rispose con una guerra sottomarina, la quale mirò anche i paesi che avevano avuto solo dei contatti con l’Intesa, provocando anche delle tensioni tra Germania e Stati Uniti. Il blocco economico metteva comunque in difficoltà la Germania, che iniziò a praticare continue guerre con le flotte inglesi. Seguirono l’offensiva tedesca a Verdun e quella anglo-francese delle Somme, dove vennero usati per la prima volta i carri armati.

I combattimenti proseguivano, e si era arrivati a circa un milione di morti sul campo senza aver raggiunto risultati apprezzabili. L’Italia, su richiesta dell’Intesa, provò  ad avviare un offensiva sul fiume Isonzo, che risultò però un bruciante insuccesso e favorì la feroce controffensiva austriaca che dispiegò sul fronte del Garda e del Brenta. Il generale Cadorna e il re Vittorio Emanuele III chiesero aiuto alla Russia che scatenarono un’offensiva e penetrarono oltre le linee di difesa austriache.

Anche se disagiata, l’Italia invase la Gorizia, ma sul fronte interno assistiamo alle dimissioni di Salandra e alla dichiarazione di guerra alla Germania. L’Inghilterra continuava l’avvicinamento in senso antiturco.

Nel frattempo le popolazioni cominciavano a manifestare contro la continuazione della guerra e non mancavano iniziative come il manifesto del movimento socialista internazionale di Kienthal, l’offensiva di pace di Carlo I e la Nota del papa Benedetto XV.

La svolta del conflitto: il 1917

Il 1917 fu l’anno decisivo della guerra a causa di tre eventi importanti sul paino politico:

  • Caduta dello zarismo in Russia: lo zar Nicola II abdicò, e ne approfittò del temporale stato del governo il Partito bolscevico di Lenin, che realizzò il primo vero governo rivoluzionario di ispirazione marxista e firmò la pace di Brest-Litovsk che concedeva i propri possedimenti dell’Europa orientale ai tedeschi.
  • Entrata in guerra degli Stati Uniti: Gli USA entrarono un guerra nel 1917 contro la Germania. Essi erano motivati economicamente poiché avevano fatto ingenti prestiti materiali e finanziari all’Intesa, e se avessero perso la guerra l’economia americana avrebbe subito un duro colpo. Era anche una minaccia la guerra sottomarina tedesca contro tutti i contatti dell’Intesa, che minacciavano i commerci americani. Tuttavia il presidente Wilson dichiarò di entrare in guerra per un significato ideologico, cioè la difesa dei principi di libertà, democrazia e autodeterminazione dei popoli. Nello stesso anno entravano in guerra con l’Intesa la Cina e la Grecia.
  • Grande offensiva austro-tedesca in Italia: le linee italiane vennero sfondate a Caporetto, dove l’esercito italiano perse migliaia di uomini e tutto il controllo del Nord-Est italiano. Cadorna fu esonerato e il comando passava al generale Armando Diaz che riuscì a fermare l’avanzata astro-tedesca sul monte Grappa.

La Triplice Intesa alla fine della Guerra

A causa della disfatta russa e anche alla resa della Romania, i tedeschi potevano concentrare molte più forze sul fronte occidentale, dove essi scatenarono cinque massicce offensive. Ma esse fallirono miseramente grazie alla controffensiva anglo-francese, supportati dagli Stati Uniti, che riconquistò i territori francesi e belgi occupati. Quest’episodio segnava ormai l’inevitabilità della sconfitta della Germania, che chiese l’armistizio agli Stati Uniti, e si conseguenza tutti i paesi alleati a essa dichiararono la resa, come la Bulgaria e la Turchia.

Anche la sorte dell’impero austro-ungarico era segnata, infatti venne proclamata la Repubblica cecoslovacca su iniziativa dei nazionalisti locali, mentre in Ungheria venne fondato uno Stato jugoslavo. Intanto una controffensiva italiana puntò su Vittorio Veneto, la quale ebbe successo e portò alla resa dell’esercito austriaco.

In Germania e in Austria, inoltre, veniva proclamata la repubblica e veniva firmato l’armistizio con le forze dell’Intesa.

I 14 punti di Wilson

Il presidente Wilson concretizzò la sua idea di una guerra a difesa della libertà e dell’autodeterminazione dei popoli in un documento di 14 punti che avanzavano delle prospettive per il riassetto geopolitico dell’Europa e fissavano dei principi che gli Stati dovevano seguire nel dopoguerra. Tra i più importanti abbiamo:

  • Fine della diplomazia segreta
  • Libertà di navigazione e commercio
  • Riduzione degli armamenti, ridotti solo alla sicurezza interna degli Stati
  • Creazione della Società delle Nazioni, avente il compito di comporre pacificamente le tensioni internazionali

I trattati di pace

A Parigi nel 1919 si aprirono i lavori della Conferenza di pace, dove vennero sanciti i seguenti trattati:

  • Trattato di Versailles: definisce le condizioni di pace con la Germania con imposizioni umilianti quali:
    • Restituzione alla Francia delle regioni dell’Alsazia e della Lorena
    • Cessione alla Repubblica polacca del corridoi di Danzica
    • Concessioni territoriali alla neonata Repubblica cecoslovacca
    • Spartizione dell’Impero coloniale tedesco fra le potenze vincitrici
    • Ridimensionamento dell’esercito e della flotta
    • Pagamento di ingenti danni di guerra in denaro e in beni materiali
  • Trattato di Saint-German: regolamentava la pace con l’Austria
  • Trattato di Trianon: stabiliva le condizioni di pace con l’Ungheria
  • Trattato di Neuilly: regolamentava la situazione della Bulgaria, che subiva un ridimensionamento territoriale a favore della Grecia
  • Trattato di Sèvres: fissava le condizioni dello smembramento dell’ex impero ottomano diviso tra Turchia, Francia e Gran Bretagna, mentre alcune piccole regioni erano cedute alla Grecia.

Il bilancio della guerra

L’Italia venne estromessa dalla spartizione delle colonie tedesche e inoltre non poteva più espandersi in Dalmazia a  causa della creazione dello Stato jugoslavo. Le venivano comunque concessi il Trentino, l’Alto Adige, Trieste e l’Istria.

I nazionalisti erano profondamente delusi da queste decisioni ed affermavano che  i risultati ottenuti dalla conferenza di pace non corrispondevano ai sacrifici economici e alle perdite umane subite dall’Italia.

La Germania era stata umiliata territorialmente e gravata da riparazioni pesantissime che rendevano impossibile la ripresa economica. Il bilancio conclusivo generale della guerra contava più di 8 milioni di morti. La Germania sola aveva perso il 15% della popolazione, l’Austria-Ungheria il 17%, mentre numerosissimi erano i mutilati di guerra. Pesantissimo fu poi l’effetto dell’epidemia di influenza nota come la “spagnola”.

L’insieme di queste catastrofi demografiche produsse una trasformazione profonda in Europa. Si accrebbe percentualmente la popolazione femminile e gli anziani. Conseguente a ciò fu la profonda trasformazione del mondo del lavoro, poiché le donne ebbero accesso alle occupazioni prettamente maschili.