Le tre fasi della Rivoluzione Francese

Di Redazione Studenti.

Descrizione delle tre fasi della Rivoluzione Francese: riassunto dettagliato e schema dalla Costituzione del 1791 all'ascesa di Napoleone

La Rivoluzione francese

La Rivoluzione francese si può riassumere in tre fasi
La Rivoluzione francese si può riassumere in tre fasi — Fonte: getty-images

La rivoluzione francese segna la fine dell’età moderna, iniziata nel 1492 con la Scoperta dell'America, e sancisce l’inizio dell’età contemporanea. Considerata la più violenta delle rivoluzioni della storia, è anche quella che ha messo maggiormente in evidenza i problemi della società.

Alla fine del ‘700, a capo della Francia c’era Luigi XVI, che aveva il potere di agire liberamente e senza l’opposizione degli Stati generali chiusi nel 1615 da Richelieu. Accade però che nel 1780 viene richiesta l’apertura del parlamento. Le cause:

  • Nessun ordine accettava di buon grado un potere cosi assolutistico.
  • L’economia era sempre più fragile (anche a causa dell’aiuto ai coloni), dunque le tasse sula popolazione erano altissime
  • Gli ordini più alti godevano di troppi privilegi economici
  • La propaganda illuminista spingeva a chiedere più diritti, anche attraverso la pubblicazione di addirittura Pamphlet o Cahiers de doléance.

Quando nel 1788 il Re tenta di imporre una nuova tassa sulla terra, si perde il controllo della situazione: per paura di una sommossa vengono annunciati la riapertura degli Stati Generali e il licenziamento del ministro Calonne.

Il Re vorrebbe comunque evitare la riapertura, ma le proteste aumentano,soprattutto da parte dei tribunali locali.

Il 5 maggio del 1789 gli Stati generali vengono definitivamente riaperti. La suddivisione dei 1139 rappresentanti è:

  • 231 clero
  • 270 nobiltà
  • 578 terzo stato

Nascono però due ordini di problemi:

  • La verifica delle credenziali, ovvero il controllo di reddito e debiti per eleggere i deputati. Tali controlli vengono svolti a porte chiuse e non sono regolari. Il terzo stato avanza quindi la richiesta di svolgere le ispezioni a porte aperte, trovando una forte opposizione da parte di Re e Clero.
  • Il voto, che fino a quel momento avveniva per ordine, e portava numerosi vantaggi a Clero e Nobiltà. Il terzo stato reclamava il voto per testa portando avanti il concetto di diritto di popolo (secondo il quale bisogna garantire libertà di espressione e di voto), ma gli altri due ordini si oppongono e ricorrono al diritto alla rappresentanza (si vota per gruppo).

Il Re continua a prendere tempo, così i rappresentanti di tutte e tre le parti si riuniscono nel 1789 a Versailles per proclamarsi assemblea nazionale, un nuovo organo composto soprattutto da membri del terzo stato.

Prima fase della Rivoluzione francese

Il 17 giugno del 1789 i rappresentanti dell’assemblea provano a riunirsi, ma trovando le porte chiuse dalle guardie reali si ritirano in una vecchia sala, detta Sala della pallacorda, e giurano di non sciogliersi fino a che la costituzione non venga approvata: questo segna il passaggio da un’assemblea nazionale ad un’assemblea costituente.

La presa della Bastiglia

Il Re allora manda dei soldati a Versailles per occupare la sala della pallacorda, ma questi vengono bloccati: le proteste arrivano fino a Parigi, dove la popolazione decide di scendere in piazza inneggiando la caduta della monarchia.

I popolani avanzano intonando la marsigliese con una coccarda bianca rossa e blu sul petto, e il 14 Luglio 1789 attaccarono la Bastiglia come simbolo di liberazione. Successivamente la folla arriva all’Hotel des invalides, dove sono tenuti i feriti, che diventa così il quartiere generale della rivoluzione.

La Francia si trasforma

I rivoluzionari creano un vero e proprio governo locale, la municipalità, che vede a capo Bailly, e un corpo di polizia, la guardia nazionale, gestito da Lafayette. Scoppia una guerra civile tra soldati regi e polizia popolare.

Tra 1789 e 1790, il subbuglio parigino raggiunge il resto della Francia trasformandola in un insieme di municipalità, coinvolgendo anche i contadini, che generalmente restavano ai margini.

Il re di Francia Luigi XVI
Il re di Francia Luigi XVI — Fonte: getty-images

Nell’agosto del 1789 la situazione degenera ulteriormente: i contadini riescono a far abolire la feudalità, insieme ai privilegi ai ricchi proprietari.

Il 26 agosto invece, l’assemblea costituente promulga la costituzione dei diritti,nella quale prevale soprattutto la preservazione dei diritti naturali attraverso la legge. I francesi passano da sudditi a cittadini.

Quando il Re decide di non approvare il documento, i sanculotti (popolani che portavano pantaloni lunghi, sans culottes), lo obbligano a fuggire da Parigi. L’assemblea costituente decide di spostare la sua sede a Parigi.

Il Re non è l’unico a fuggire: si assiste alla grande emigrazione degli aristocratici, che provoca i primi malumori nelle altre nazioni. La Francia inizia ad essere vista come un pericolo.

Assemblea Costituente: i primi provvedimenti

Le prime decisioni prese dall'Assemblea Costituente per svecchiare il paese sono:

  • Liberalizzazione del mercato
  • Abolizione delle tasse inutili
  • Confisca dei beni ad aristocratici e chiesa
  • Laicità dello stato e riorganizzazione del clero
  • Eliminazione di molti privilegi ai nobili, soprattutto economici
  • Eliminazione delle corporazioni di mestiere

La composizione dei partiti

Tra ’89 e ’91 emergono diverse posizioni:

  • i neri (aristocratici) che appoggiano il re
  • gli anglomani (monarchici moderati) che vogliono una monarchia costituzionale modello inglese
  • il partito patriota, molto eterogeneo.

All’interno del partito patriota si formano dei club, dei partiti politici progressisti con un giornale:

  • Foglianti: inizialmente chiamati “gli amici dell’89”, prendono il nome del convento dove si riuniscono. Fanno capo a Lafayette e sono dei moderati: appoggiano infatti una monarchia costituzionale.
  • Giacobini: prendono il nome dal monastero di San Jacob. Fanno capo a Robespierre e sono i più radicali: il loro desiderio è quello di instaurare una Repubblica.
  • Cordiglieri: prendono il nome dalla corda portata dai francescani del loro monastero. Fanno capo a Danton e Marat, sono pre-comunisti e fortemente rivoluzionari. Il loro giornale è l'“Ami du peuple”.

la Francia diventa una monarchia costituzionale

Il re durante la sua fuga con Maria Antonietta viene riconosciuto, e il 20 giugno 1791 viene riportato a Parigi. I partiti discutono le sue sorti. Prima di tutto, però, la Francia deve risolvere i problemi con le altre nazioni: Austria e Prussia minacciano di dichiarare guerra per attaccare i rivoluzionari ed evitare la diffusione delle idee rivoluzionarie.

Il 17 Luglio 1791 la folla scende in piazza a Campo di Marte per far abolire la monarchia, e la guardia nazionale guidata da Lafayette fa fuoco sui cittadini uccidendone 50.

Il Re approva la costituzione il 3 settembre 1791, trasformando la Francia in una monarchia costituzionale; intanto tra il 30 settembre e il 1 ottobre, l’assemblea costituente si scioglie diventando assemblea legislativa nazionale e gestendo i potere legislativo.

Il dibattito sulla costituzione è molto acceso. Si formano così due gruppi:

  • Les monarchies: aristocratici e foglianti più conservatori, chiedono un suffragio ristretto e una bicamerale formata da camera (ad elezione) e senato (a nomina regia).
  • Progressisti: sono aristocratici illuminati, giacobini, cordiglieri, e chiedono un suffragio maschile universale ed un’unica camera a sovranità popolare (articolo 6 dichiarazione dei diritti).

La Costituzione: cosa cambia

Quando la costituzione viene promulgata prevalgono gli aspetti più conservatori:

  • La Francia diventa una Monarchia costituzionale unica e indivisibile
  • I diritti civili sono garantiti a tutti, e i francesi diventano cittadini
  • Sono garantiti rispetto della legge e uguaglianza
  • Viene attuata una politica di liberismo economico
  • I conti statali devono essere resi pubblici
  • Rimangono solo tre tasse: fondiaria, mobiliare, patente
  • Laicizzazione dello stato: vescovi e preti sono pagati dallo stato, ma i beni della chiesa confiscati.
  • Non tutti hanno diritti politici.
  • Vietati sciopero e associazionismo (legge di Chapelieu).
  • Viene sancita la divisione dei poteri (Montesquieu): esecutivo al Re, legislativo al parlamento (unicamerale) e giudiziario alla corte suprema.
  • Suffragio ristretto: possono votare solo i cittadini attivi, cioè coloro che pagano tasse a sufficienza. Chi ne paga tasse per tre   giornate di lavoro può votare, emntre chi le paga per 10 può anche diventare deputato.

C'è poi la riforma amministrativa, con la quale la Francia viene divisa in dipartimenti (regioni), distretti (province) e comuni; la divisione è fondamentale per organizzare meglio tassazione, fisco e tribunali (ogni dipartimento aveva una corte di giustizia).

Dopo lo svolgimento delle votazioni si delinea la forma dell’assemblea, formata da 745 deputati divisi tra destra centro e sinistra.

Video spiegazione: cosa accadde con la presa della Bastiglia

Guarda l'approfondimento con la nostra video-spiegazione sulla presa della Bastiglia

Seconda fase della Rivoluzione francese

Dall’ottobre del 1791 al settembre del 1792 si ha la seconda fase della rivoluzione, che vede la trasformazione della Francia da monarchia costituzionale a Repubblica.

L’assemblea legislativa inizia una serie di discussioni: il problema principale riguarda le sorti del Re che abusa troppo del potere di veto. Inoltre vengono scoperti alcuni documenti che dimostrano che il re trama segretamente per distruggere l'Assemblea.

La sinistra è la più radicale nei confronti di Luigi XVI: i girondini vogliono salvarlo e mantenere un buon rapporto con lui, mentre giacobini e cordiglieri mirano alla sua condanna a morte.

La guerra

I dibattiti riguardano anche le decisioni da prendere in caso di una possibile guerra: Austria e Prussia promulgano infatti in agosto la dichiarazione di Pillinitz che prevede un attacco alla Francia nel caso la situazione interna degeneri.

L’assemblea pensa che sia il Re a spingere alla guerra: nel 1792 Luigi si proclama favorevole sperando in un aiuto straniero per annientare la rivoluzione; nello stesso anno però, anche il girondino Brissot afferma di essere favorevole per due motivi:

  • la guerra farà rientrare gli aristocratici emigrati, che a quel punto potranno essere condannati
  • la guerra è un mezzo per divulgare la rivoluzione nelle altre nazioni.

Sotto queste due spinte (Brissot è capo dell’assemblea), il 20 aprile 1792 la Francia dichiara guerra a Prussia e Austria. Ma Robespierre, Marat e Danton sono contrari a causa dei costi eccessivi di un conflitto, e iniziano ad opporsi ai brissottiani.

Le casse francesi hanno infatti un buco enorme, che cerca di essere sanato attraverso gli assegnatii, che garantiscono soldi immediati, ma hanno enormi interessi che portano all’inflazione e al malcontento del popolo, che vede i prezzi lievitare.

L’inizio della guerra è poi disastroso: vengono aumentate le tasse e richiesta la leva di massa.

Indignazione e povertà iniziano a diffondersi non solo tra le classi più basse, ma anche tra quelle borghesi: dopo le sconfitte a Verdun e Longuy, i cittadini affollano le piazze durante gli anniversari della pallacorda e della presa della Bastiglia.

Le riforme

I sanculotti occupano Les Tuileries, sede del comune, e organizzano il comune insurrezionale che chiede pena di morte per il re e suffragio universale maschile.

L’assemblea cerca allora di dare un segno di cambiamento attuando delle riforme:

  • Il 10 agosto 1792, il Re viene arrestato e chiuso nella torre dell’orologio.
  • Viene approvato il suffragio maschile universale.
  • Viene riconosciuto il comune insurrezionale.

Robespierre nel frattempo acquista sempre più carisma e fa cacciare da Parigi i foglianti di Lafayette, che si unisce agli eserciti stranieri; la fuga dei foglianti fa in modo che l’assemblea non abbia più i numeri per votare.

Quando il 20 settembre l’esercito ottiene la prima vittoria a Valmy, i girondini che avevano voluto la guerra acquistano fiducia, e sull’onda dell’entusiasmo sciolgono l’assemblea per dare vita alla convenzione.

La Convenzione e la Repubblica

Maximilien Robespierre
Maximilien Robespierre — Fonte: getty-images

Il giorno successivo alla creazione della Convenzione viene proclamata la caduta della Monarchia, e il 25 settembre nasce la Repubblica unica ed indivisibile.

I dibattiti sulle sorti del re portano alla condanna a morte del sovrano: Luigi e la sua famiglia vengono giustiziati il 20 gennaio 1793 senza un processo (come voleva Robespierre), mentre le elezioni danno una nuova forma alla convenzione, formata quasi esclusivamente da rappresentanti della vecchia sinistra. La parte più moderata si sposta a destra, i repubblicani incerti si trovano al centro (palude), mentre i rivoluzionari rappresentano la sinistra prendendo il nome di Montagnardi (perché seduti in alto).

La forza della convenzione disturba molte nazioni straniere (Inghilterra, Spagna, Olanda) che decidono di coalizzarsi con Austria e Prussia, dichiarando guerra alla Francia il 1 febbraio 1793.

Robespierre, nel frattempo, continua ad organizzare rimostranze popolari e una politica aggressiva, attaccando addirittura i suoi alleati politici (girondini e cordiglieri).

Gli antirivoluzionari

La prima regione a ribellarsi a Robespierre è la Vandea, simbolo dell’antirivoluzione: qui abitano contadini attaccati alla tradizione e danneggiati dalle tasse, che decidono di organizzare un piccolo esercito per combattere i giacobini.

Tra primavera ed estate del 1793 in Francia si assiste a tre scontri:

  • Rivoluzione di giacobini e sanculotti.
  • Guerra contro la coalizione.
  • Guerra civile tra vandeiani e giacobini.

Le prime soluzioni che si cercano di ottenere sono nei confronti della Vandea:

  • Viene istituito un tribunale speciale per gli antirivoluzionari.
  • Viene creato un comitato di controllo per arrestare gli antirivoluzionari.
  • Vengono confiscati i beni dei vandeiani.
  • Si procede alla condanna a morte per molti vandeiani.
  • Nasce il comitato di salute pubblica, un organismo formato da 9 membri, che ottiene poteri speciali: Robespierre può far condannare senza l’opinione della convenzione.

Mentre i montagnardi prendono sempre più poteri, la guerra con le altre nazioni dà discreti risultati con l’accorpamento di Nizza e Savoia (per nulla contente di entrare in un clima di rivoluzione).

Nel giugno 1793 la rivoluzione prende una piega più popolare, cittadina e giacobina. La Vandea invece viene seguita da altre province, dando vita ad una rivoluzione federalista.

La nuova Costituzione

Il 24 giugno viene proclamata la costituzione nella quale si ha una nuova dichiarazione dei diritti, anche le sue leggi però vennero applicate pochissimo. La seconda costituzione afferma una serie di punti fondamentali ispirati alle idee di Rosseau:

  • La Francia è una Repubblica unica ed indivisibile.
  • I francesi devono avere stessi diritti civili e politici (suffragio universale maschile).
  • Viene mantenuta la divisione dei poteri: esecutivo in mano ad un presidente, legislativo ad un'unicamerale, e giudiziario alla corte suprema.
  • Alcuni articoli assicurano istruzione, lavoro e sanità a tutti.
  • Confisca di territori e retribuzione delle ricchezze.
  • Controllo, “calmiere”, dei prezzi chiamato maximum.
  • Riconosciuto il matrimonio civile.
  • Leva obbligatoria.
  • Abolizione della schiavitù.
  • Diritto alla rivoluzione.
  • Il popolo può essere chiamato direttamente a votare (referendum, democrazia diretta).
  • Potere legislativo prevale sull’esecutivo.
  • Assistenza ai poveri.
  • Laicizzazione dello stato.

Come conseguenza della laicizzazione, il calendario francese cambia: l’anno “0” diventa il 1793, menre il primo giorno dell’anno è il 22 settembre, che coincide anche con l’equinozio. Le festività sono legate a principi illuministici e ogni mese è composto di 30 giorni e il suo nome deriva dalle sue caratteristiche (es. ventoso, nebbioso, frutti d’oro, termidoro).

Approfondimento: l'audiolezione su Robespierre

Conosci meglio Robespierre e la sua vita con l'audiolezione che gli abbiamo dedicato nel nostro podcast

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Terza fase della Rivoluzione francese

Con la proclamazione della seconda costituzione inizia la cosiddetta terza fase della Rivoluzione, che dura dall’estate del 1793 fino al 28 luglio 1794 quando Robespierre viene ghigliottinato, e ad agosto 1795 con la promulgazione della terza costituzione.

Quest’ultima fase viene riconosciuta come la fase del Terrore, per via degli ulteriori poteri ottenuti dal comitato di salute pubblica il 4 dicembre 1793, che lo trasformano in un comitato dittatoriale.

Il Terrore e la fine di Robespierre

Nel 1794 vengono promulgate altre tre leggi restrittive:

  • legge sui nemici del popolo (si uccide chi è contro il popolo)
  • legge sui nemici delle nazioni (si uccide chi contrastava lo stato)
  • legge sui sospetti (fa uccidere tutti quelli che sono considerati sospetti).

In questa fase si assiste ad una lotta tra sanculotti e giacobini contro girondini, province e borghesi. Robespierre si pone contro girondini, foglianti ed aristocratici, e li condanna spesso a morte.

Questo atteggiamento cosi violento, però, scontenta anche si suoi stessi alleati, che decidono di separarsi, dando vita a tre gruppi diversi:

  • Indulgenti: i più moderati, con a capo Danton, che chiedono la fine della guerra e del terrore.
  • Arrabbiati: gruppo composto da Jean Roux
  • Esagerati: gruppo di Hébert, che come gli arrabbiati vogliono intensificare il terrore per costruire una democrazia diretta.
  • Il gruppo di Marat e Robespierre.

Marat viene ucciso a tradimento dalla girondina Corday. Così, dopo la morte del suo compagno, Robespierre fa uccidere chiunque tra indulgenti ed estremisti, tra la notte del 27 e 28 Luglio (Termidoro) rappresentanti di diversa natura politica e sociale decidono di ghigliottinarlo insieme a 20 suoi collaboratori (colpo di stato del termidoro).

I termidoriani cercano di riportare l’equilibrio rispettando tre punti:

  • mantenere la Repubblica
  • continuare la guerra
  • combattere gli ultimi focolari di giacobinismo.

La prima decisione è quella di togliere il potere al comitato di salute pubblica per ridarlo alla convenzione; in un secondo momento invece, vengono tolte tutte le leggi liberticide di Robespierre.

La terza Costituzione

Nell’agosto del 1795 viene promulgata la terza costituzione, una fusione tra le due costituzioni precedenti:

  • Si riafferma che la Francia è una Repubblica unica ed indivisibile.
  • Diritti civili uguali per tutti, e tutti uguali davanti alla legge.
  • Suffragio ristretto (prima costituzione): una fascia d’elettori, aventi 21 anni e un determinato reddito, nomina il corpo elettorale, cioè un organismo formato da persone con oltre 25 anni che pagano cosi tante tasse da poter entrare in parlamento.
  • Potere legislativo in mano al parlamento, diviso in consiglio degli anziani (senato- 250 persone oltre i 40 anni), e consiglio dei 500 (camera- 500 persone con più di 30 anni); il parlamento doveva cambiare 1/3 dei rappresentanti ogni anno.
  • Potere esecutivo in mano al direttorio, organismo di 5 membri scelti dal consiglio degli anziani tra una rosa di 50 nomi proposta dal consiglio dei 500.

Il Terrore bianco

Napoleone Bonaparte
Napoleone Bonaparte — Fonte: getty-images

Si scioglie la Convenzione, e vengono indette le nuove elezioni nell’ottobre del 1795: la maggioranza appartiene ai repubblicani, ma vengono votati anche molti aristocratici (i nobili riacquistano il potere).

Durante le elezioni, però, i giovani aristocratici (gioventù d’oro), iniziano ad uccidere i giacobini promulgando il terrore bianco (termine antitetico rispetto al terrore rosso giacobino); di contro, i giacobini Babeuf e Bonarroti propongono un modello di società comunista, attraverso la fondazione del movimento degli eguali.

La fine della Rivoluzione

La guerra con le altre nazioni continua, e a mettersi in luce è soprattutto un giovane generale di nome Napoleone Bonaparte, che conquista molti territori in Italia ed Egitto e che in gioventù era stato vicino ai giacobini.

Nel 1797, le nuove elezioni fanno prevalere gli aristocratici, che cercano di smantellare la Repubblica.Napoleone, però, attraverso un colpo di stato rende nulle le elezioni. Si tratta di un atto democratico che però nasconde le sue mire espansionistiche.

Nel novembre 1799, Napoleone compie un secondo colpo di stato, con il quale toglie potere al direttorio trasformandolo in un consolato governato da lui, Syeyes e Ducos.

Con la presa di potere di Napoleone, si chiude la rivoluzione francese.

Approfondimento: Napoleone Bonaparte

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