Traduzione De natura deorum, Cicerone, Versione di Latino, Libro 02; 131-139

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in Latino del Libro 02; paragrafi 131-139 dell'opera De natura deorum di Cicerone

DE NATURA DEORUM: TRADUZIONE DEL LIBRO 02; PARAGRAFI 131-139

[131] E molte altre rimarchevoli caratteristiche di determinate regioni potrei addurre e molti altri esempi di terreni fertili per questo o quel prodotto. Quanto grande è la benevolenza della natura poiché quanto numerosi, quanto vari e quanto allettanti prodotti produce, e non in un'unica stagione dell'anno perché noi potessimo gustarne sempre il perenne rinnovamento. E quanto propizio e salutare, e non per gli uomini soltanto ma anche per gli animali e per i vegetali, è il dono dei venti etesii; sono essi che con il loro alitare attenuano gli eccessi del calore estivo e sempre da essi dipende la sicurezza e la celerità delle rotte marine. Molti sono gli argomenti che siamo costretti a tralasciare, pur esponendone molti. [132] E' impossibile enumerare le risorse fluviali, il fluire ed il rifluire delle maree, i monti ricoperti di selve, le saline poste a grande distanza dal mare, l'enorme riserva di sostanze medicamentose di cui è ricca la terra, gli innumerevoli espedienti necessari alla conservazione della vita. Già lo stesso alternarsi del giorno e della notte, separando il tempo destinato alla azione da quello destinato al riposo, provvede alla conservazione degli esseri viventi. La conclusione cui ad ogni modo si deve comunque giungere è che tutto in questo mondo è mirabilmente governato da una niente e da una provvidenza divina in vista della salvezza e della preservazione di tutti gli esseri. [133] Se a questo punto ci si chiedesse per chi sia stata architettata una cosi grandiosa costruzione- o per gli alberi e per le piante che, benché prive di sensibilità, sono ugualmente sostenute dalla natura si cadrebbe in una assurdità; o altrettanto assurdo per le bestie: non è affatto più probabile che gli dèi si siano dati tanto da fare per delle creature incapaci di esprimersi e di pensare. Per chi dunque sarebbe stato creato il mondo? Evidentemente per quegli esseri viventi che fanno uso di ragione; e questi esseri sono gli dèì e gli uomini cui nessun altro è superiore data l'assoluta superiorità della ragione. Così è credibile che il mondo e tutto quanto esso contiene sia stato creato in vista degli dèi e degli uomini. Più facilmente si comprenderà che sono stati gli dèi immortali a provvedere all'uomo se si considererà attentamente l'intima struttura e la perfetta conformazione della creatura umana. LIV [134] Se tre sono gli elementi che concorrono a conservare la vita degli animali, il cibo, la bevanda e il respiro, l'organo più adatto a tali funzioni è la bocca validamente coadiuvata nella respirazione dall'aggiunta delle narici, invece il cibo viene masticato, ammorbidito e ridotto in poltiglia dai denti raccolti a stretto contatto l'uno con l'altro nell'interno della bocca. Quelli anteriori, dalla punta aguzza, servono ad addentare e a spezzare il cibo, quelli più interni, detti genuini, lo masticano coadiuvati, in questa loro opera, della lingua. [135] La lingua s'innerva nell'esofago, la prima cavità in cui confluisce tutto ciò che viene ingerito dalla bocca. A sua volta l'esofago, limitato ai due lati dalle tonsille, sfocia nella parte più arretrata e più interna del palato e grazie al vivace movimento della lingua accoglie e deglutisce il cibo che, quasi spinto a forza, in esso discende. Le parti che sottostanno all'alimento che viene ingerito sono dilatate, quelle soprastanti sono contratte. [136] Ma poiché la trachea (come la chiamano i medici) sfocia proprio alle radici della lingua, poco più sopra dei punto nel quale la lingua s'innerva nell'esofago, si estende fino ai polmoni e riceve l'aria che viene aspirata per poi di nuovo espirarla dai polmoni e restituirla all'esterno, essa risulta chiusa da una sorta di coperchietto il cui scopo è quello di impedire che qualche particella di cibo penetri nella trachea ed ostacoli la respirazione. Ma trovandosi sotto l'esofago lo stomaco, predisposto ad accogliere i cibi e le bevande mentre i polmoni ed il cuore ricevono l'aria dall'esterno, molte e rimarchevoli invece sono le operazioni nello stomaco, che risulta in gran parte costituito di fibre nervose ; la via lunga e tortuosa e gli permette di comprimere e trattenere l'alimento che riceve, sia solido che liquido, perchè possa essere trasformato e digerito, e questo ora si contrae e ora si rilassa e tutto ciò che riceve, accumula e mischia sotto l'azione del molto calore insito nello stomaco ed in seguito alla sua opera di triturazione del cibo oltre alla respirazione venga completamente digerito e distribuito nelle rimanenti parti dei corpo. LV I polmoni constano di una sostanza soffice e porosa simile alle spugne ed estremamente adatta ad assorbire l'aria e dilatandosi e contraendosi captano l'elemento vitale che è indispensabile al sostenta mento degli esseri viventi. [137] Una volta separato da ogni scoria superflua il succo di cui noi ci nutriamo filtra dagli intestini al fegato attraverso dei canali che dalla parte centrale dell'intestino conducono direttamente alle cosiddette " porte dei fegato " e che a quest'ultimo risultano strettamente congiunti: di qui si dipartono in varie direzioni altri canali lungo i quali scorre il cibo fluente dal fegato. Una volta che da questo cibo sia stata isolata la bile nonché quegli umori che i reni provvedono a scaricare, tutto il resto si dispone a passare nel sangue e a confluire in quelle " porte dei fegato " alle quali conducono tutti i suoi canali; il cibo, attraverso i succitati canali, fluisce nella cosiddetta vena cava e, seguendone il corso, giunge ormai perfettamente rielaborato e digerito sino al cuore e di qui, attraverso le molte vene che da esso si diramano, a tutte le parti del corpo. [138] Non sarebbe difficile spiegare come avvenga l'evacuazione dei cibi superflui coadiuvata dall'alterna contrazione e dilatazione dell'intestino, ma sarà bene lasciare da parte questo argomento perché il nostro discorso non abbia ad assumere un colorito punto simpatico. Si analizzi piuttosto lo straordinario organismo che la natura ha saputo creare: l'aria inspirata nei polmoni incomincia a riscaldarsi in seguito allo stesso moto dell'inspirazione e ancor più si riscalda una volta venuta a contatto coi polmoni medesimi, per cui in parte viene espirata all'esterno, in parte viene accolta in una cavità dei cuore detta ventricolo cardiaco cui è adiacente altra consimile cavità nella quale, attraverso la vena cava di cui s'è detto più sopra, confluisce il sangue proveniente dal fegato. Così dal primo ventricolo il sangue si diffonde per tutto il corpo attraverso le vene, dal secondo l'aria fa lo stesso attraverso le arterie, ed entrambe queste reti di canali, diffuse ed intrecciate fra loro per tutto il corpo, contribuiscono a fornire la incontestabile prova di un'ingegnosità davvero straordinaria e divina. [139] E non parliamo poi delle ossa; esse costituiscono l'intelaiatura dei corpo e di quelle meravigliose cartilagini che sono le più adatte a dare stabilità al tutto, a delimitare le parti terminali degli arti e a permettere che il corpo compia i suoi movimenti e le sue funzioni. Aggiungi i muscoli, elemento connettivo delle membra, e le loro mirabili diramazioni che, al pari delle vene e delle arterie, si dipartono dal cuore per estendersi a tutto il corpo.