Traduzione De Inventione, Cicerone, Versione di Latino, Libro 02; 171-178

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in latino del Libro 02; paragrafi 171-178 dell'opera De Inventione di Marco Tullio Cicerone

DE INVENTIONE: TRADUZIONE DEL LIBRO 02; PARAGRAFI 171-178

[171] Oltre a ciò mi sembra che esistono delle necessità condizionate e altre senza condizione e ineluttabili. Infatti, una cosa è quando affermiamo: Enecessario che gli abitanti di Casilino si arrendano a Annibale; unaltra quando affermiamo: E necessario che Casilino cada in potere di Annibale. Nella prima affermazione, la condizione è questa: Se non vogliono morire di fame; in effetti, se preferiscono morire , non è necessario arrendersi: nella seconda affermazione non è la stessa cosa, perché, sia che gli abitanti di Casilino desiderino arrendersi, sia che preferiscano patire la fame, e dunque morire, è necessario che Casilino cada nelle mani di Annibale. A che conclusione può quindi a giungere questa distinzione della necessità? Affermerò che se ne trae una importantissima, quando ci si renderà conto che ne entra a far parte la necessità. Infatti, quando la necessità non verrà condizionata, non sussisterà motivo per dilungarsi troppo, in quanto non siamo in aggrado in nessun modo di cambiarla. [172] Ma quando la necessità, verrà condizionata dalla volontà di evitare e ottenere qualche cosa, allora dovremo prendere in considerazione se quella situazione comporta qualcosa di utile o di onesto. Infatti, se vorrai fare attenzione, soltanto però nel caso che si prenda in considerazione quello che è utile allutilizzo civile, troverai che non esiste alcuna cosa necessaria a farsi se non per qualche motivo che definiamo condizione; ma esistono allo stesso modo casi [di necessità] a cui non è applicabile una simile condizione;a questa specie di necessità si riferisce [ad esempio], laffermazione : E necessario che gli uomini [mortali] muoiano che è una necessità senza condizione; invece che gli uomini si nutrano, non è necessario, se non a tale condizione: Se non vogliono morire. [173] Quindi, come affermo, dovrà essere sempre presa in considerazione la natura della condizione. Infatti, in ogni circostanza, sarà conveniente che la necessità [ se si riferisce allonesto] si esprima così: Enecessario agire in questo modo, se desideriamo vivere in modo onesto; [o, se è riferibile allincolumità, così] : E necessario agire in questo modo, se desideriamo restare incolumi; [o, se ci si riferisce alle nostre comodità] : è necessario comportarsi così, se vogliamo vivere senza disagi. Echiaro inoltre che la necessità più grande è quella dettata dallonestà; la segue subito dopo quella imposta dallincolumità; la terza, che è la più debole, è quella imposta dalla comodità; ma questultima non sarà mai in grado di competere con le altre due. [174] per ciò che concerne queste due, bisogna paragonarle spesso fra di loro, per stabilire, anche se lonesto prevale sullincolumità, a quale fra le due si debba dare la precedenza. Ritengo che su tale punto sia possibile fornire una regola ben definita, che abbia sempre valore. Infatti, si dovrà sempre tenere in considerazione lincolumità, quando, una volta che abbiamo provveduto a essa, sarà possibile, in qualche modo, recuperare dopo, con la virtù e loperosità, ciò che in quellistante è stato tolto allonesto; quando invece questo recupero non è possibile, dovrà essere preso in considerazione lonesto. Così, anche in una simile circostanza, in cui sembrerà che noi ci preoccupiamo della nostra incolumità, potremo con sincerità spiegare di aver considerato lonesto, perché, senza incolumità, non possiamo mai raggiungere un comportamento onesto. In questo caso sarà necessario o cedere a un altro, o acconsentire alle sue condizioni o per il momento non muoversi, e attendere altre circostanze. [175] purché si presti attenzione finché il motivo dellutile appaia plausibile per derogare in parte a un comportamento nobile e onesto. A questo punto stimo di estrema importanza ricercare quale sia la cosa che ci costringe, per raggiungerla o evitarla, a prendere una decisione, cioè, quale sia la condizione per cui ci affanniamo per la cosa i questione e stimiamo i motivi più importanti come del tutto necessari. [176] Lo stato affettivo è un certo cambiamento delle situazioni causato dal momento, o dal risultato di unazione, o dal modo con cui essa è stata condotta o dalla disposizione danimo delle persone, situazioni tali che non devono essere considerate in modo esplicito come lo erano prima, o come per gran parte lo sono di solito; per esempio è chiaro che passare dalla parte del nemico è cosa turpe, ma non lo è quando lo si fa con lintenzione che ebbe Ulisse quando passò dalla parte del nemico; gettare in mare il denaro è inutile, ma non lo è quando lo si fa con la stessa intenzione di Aristippo. Esistono quindi alcune situazioni che devono essere considerate secondo le circostanze e lintenzione, e non la loro propria natura; e in tutte queste situazioni bisogna considerare ciò che pretendono le situazioni, ciò che è utile alle persone, e è da considerare non lazione in sé, ma con quale intenzione, con chi, in che circostanza e in quanto tempo si sia svolta. Partendo da questi elementi, reputiamo che si possano trarre i luoghi atti a provocare la sentenza voluta. [177] La lode e il biasimo verranno tratti dagli attributi delle persone, attributi che abbiamo già in precedenza trattato. Se poi qualcuno vorrà trattarli in modo più dettagliato, sarà possibile distinguerli in base alle qualità morali, fisiche ed esteriori. Delle qualità morali fa parte la virtù, le parti della quale sono state trattate poco fa; delle qualità fisiche fanno parte la salute, la prestanza, la forza fisica, lagilità; quelle esteriori comprendono le cariche pubbliche, il denaro, la parentela, la razza, gli amici, la patri, la potenza e tutte quelle cose comprese in una categoria di tale genere. Per queste qualità dovranno essere applicate tutte le argomentazioni che hanno valore per tutto il resto; si capirà anche quali e di quale natura siano anche i loro contrari. [178] Riguardo la lode e il biasimo, dovranno essere considerate non tanto le qualità fisiche e esteriori possedute da colui di cui si tratterà, ma piuttosto la maniera in cui le abbia esercitate. Infatti, lodare la fortuna è una cosa sciocca, biasimarla è da arroganti; ma la lode di un carattere è motivo di onore, come il biasimo è causa di mortificazione. Adesso, in quanto è stato trattato il metodo di argomentazione adatto a ogni tipo di causa, crediamo di aver parlato abbastanza sullinvenzione, che è la prima e la più importante parte della retorica. Quindi, poiché in questo libro e nel precedente è stata sviluppata soltanto una parte della materia, e poiché questo secondo libro è uscito fuori in modo abbastanza ampio, tratteremo quello che rimane da dire nei libri seguenti.