Traduzione De Inventione, Cicerone, Versione di Latino, Libro 02; 141-150

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in latino del Libro 02; paragrafi 141-150 dell'opera De Inventione di Marco Tullio Cicerone

DE INVENTIONE: TRADUZIONE DEL LIBRO 02; PARAGRAFI 141-150

[141] Poi, iniziando dalle parti attinenti lutile e lonesto, dimostrerà quanto utile e sconveniente sia il comportamento che, per gli avversari, si sarebbe dovuto o si dovrebbe tenere, e quanto al contrario sia utile e onesto quello che abbiamo fatto o chiediamo noi; quindi dirà che le leggi gli sono care non per le singole parole, che sono simboli effimeri e oscuri della volontà, ma per lutilità delle cose che sono trattate e per la saggezza e la diligenza di quelli che le hanno stilate; spiegherà quindi che cosa sia una legge, in modo che risulti palese che essa consiste nelle norme e non nelle parole; e si mostri chiaramente che obbedisce alla legge non il giudice che si basa sulla lettera, ma al contrario colui che ne interpreta lo spirito; affermerà poi come sia una cosa poco degna che abbia la stessa pena quello che ha violato la legge per qualche atroce delitto e chi, per un motivo onesto e necessario, si è discostato non dallo spirito ma dalla lettera della legge; dimostrerà poi con questi e con altri argomenti simili, che è ammissibile il motivo deccezione, e che è ammissibile riguardo la legge in questione e è ammissibile il motivo proposto. [142] E, come affermavamo che sarebbe stato estremamente utile, per quello che approvava linterpretazione letterale del testo, indebolire in qualche modo lequità su cui si fondava lavversario, similmente sarà estremamente utile,a quello che parlerà contro la lettera, portare qualche particolare del testo stesso a favore della propria causa o dimostrare che, nella stesura del testo, è presente qualche ambiguità; dunque difendere, del testo ambiguo, quella parte che gli serve, o introdurre la definizione di un termine e interpretare , per la propria causa, il significato di quella parola che gli appare essergli contrario, o ancora desumere, dal testo scritto, qualche elemento che non risulta scritto, grazie allanalogia che verrà trattata in seguito.

[143] Quando la sua causa si baserà in modo fermo sullequità, qualsiasi argomento, anche se in minima parte accettabile, che reperisce nel testo per difendersi, gli sarà estremamente utile, perché, togliendo il punto dappoggio, sul quale si basa largomentazione degli avversari, renderà debole e distruggerà del tutto tutta la forza e lacrimonia. I luoghi comuni che si traggono dalla parte assuntiva, saranno utili a entrambe le parti. Inoltre colui che parlerà a favore della lettera, affermerà: le leggi sono considerabili in sé stesse, non in relazione allinteresse di colui che le ha violate, e nulla è ritenuto migliore delle leggi. Contro la lettera affermerà: le leggi si basano sullintenzione di chi le ha scritte e sul bene comune, non sulle parole; sarebbe una cosa veramente turpe che lequità, che il legislatore vuole difendere, sia soffocata dalle parole. [144] Una controversia nasce invece dal contrasto fra le leggi, quando due o più leggi sembrano trovarsi in disaccordo fra di loro, per esempio: LASSASSINO DI UN TIRANNO RICEVERA I PREMI DEI VINCITORI DEI GIOCHI OLIMPICI, E DOMANDERA AL MAGISTRATO QUELLO CHE VORRA, E IL MAGISTRATO GLIELO CONCEDERA. Altra legge: DOPO LASSASSINIO DI UN TIRANNO, IL MAGISTRATO FARA UCCIDERE CINQUE SUOI PARENTI PROSSIMI. Alessandro era diventato il tiranno di Fere in Tessaglia: una notte, sua moglie, chiamata Tebe, mentre dormiva al suo fianco, lo uccise. Questa domandò come ricompensa, la vita del figlio che aveva avuto con il tiranno. Alcuni affermano che, per la legge, il figlio doveva essere ucciso. La questione è data ai giudici. In cause di tale tipo, gli stessi luoghi comuni e le stesse norme saranno vantaggiose sia al difensore che allavversario, in quanto entrambi dovranno difendere, per conto loro, la legge favorevole e rendere debole quella contraria.
[145] Innanzitutto è necessario paragonare le due leggi, analizzando quale delle due si riferisca a cose più importanti, più utili, più oneste e più necessarie;ne deriverà che, se due leggi, o più di due, [o] qualsiasi ne sia il numero, non possono essere osservate, in quanto sono in contrasto fra di loro, è da considerare innanzitutto quella che evidentemente si riferisce a cose estremamente importanti; poi quale delle due sia stata emanata dopo, poiché lultima è quella che possiede più autorità;poi si cercherà quale delle due leggi costringa e quale permetta, poiché quello che si ordina è obbligatorio mentre ciò che si permette è volontario; infine si vedrà in quale delle due leggi sia prevista una pena a seguito di una trasgressione, o in quale sia fissata una pena più severa. [146] Infatti è necessario rispettare innanzitutto quella legge che provvede alla propria inviolabilità con più rigore; inoltre si osserverà quale fra di esse ordini, quale proibisca, in quanto spesso sembra che la legge che vieta, corregga, con una specie di eccezione, quella che comanda; poi quale legge sembri scritta per tutto un tipo di casi, quale per una parte di essi; quale sia comune a più casi, quale per un caso determinato, poiché, la legge che è stata scritta solo per una parte dei casi, e quella che è stata stilata per una caso in particolare sembra che si attengano più da vicino la causa in questione, e siano più attinenti al processo; quindi si cercherà quale tra le due azione legali sia da eseguire prima, quale ammetta esitazione o rinvio, perché, quella che deve essere eseguita subito, deve essere iniziata prima dellaltra. [147] Poi, dovremo fare di tutto per dimostrare che la legge a cui ci si rifà si fonda palesemente sulla lettera stessa del testo, mentre la legge contraria, invocata dallavversario, si basa sullambiguità o sullanalogia o su una definizione, è palese che ciò che è stato scritto più chiaramente è più sacro e più fermo; poi si dimostrerà che , nella nostra legge, lintenzione corrisponde anche al testo, e si porgerà, allo stesso tempo, della legge dellavversario, unaltra interpretazione, in modo che, se sarà possibile, le due leggi non appaiano contrastanti tra di loro; infine, se la causa ne dà la possibilità, si farà sì che, con la nostra interpretazione, appaia che entrambe le leggi vengono rispettate, mentre, con quella degli avversari, una delle due deve essere per forza esclusa.
Per ciò che attiene i luoghi comuni, poi, sarà conveniente vedere quelli che la causa dà, e trarli dalle parti dellutile e dellonesto, così ricche di luoghi, dimostrando, attraverso lamplificazione, a quale delle due leggi ci dobbiamo attenere. [148] La controversia sorge dallanalogia quando, da quello che è scritto in qualche parte, si trae qualche cosa che non è scritta in nessuna parte, ad esempio: SE UNO è PAZZO, LUI E I SUOI BENI VENGANO SOTTOPOSTI ALLA TUTELA DEGLI AGNATI E DEI MEMBRI DELLA SUA GENTE. Altra legge: QUELLO CHE IL PADRE DI FAMIGLIA LASCERA IN EREDITA, PER CiO CHE CONCERNE LA SUA SERVITU E I SUOI BENI, VENGA CONSIDERATO LEGGE PER COME AVRA STABILITO. Altra legge: SE UN PADRE DI FAMIGLIA MUORE SENZA AVER LASCIATO UN TESTAMENTO, LA SUA SERVITU E I SUOI BENI DIVENTINO PROPRIETA DEGLI AGNATI E DEI MEMBRI DELLA SUA GENTE. [149] Or, un uomo fu processato per parricidio, e subito, poiché non ebbe modo di scappare, gli furono messi ai piedi dei sandali di legno; la testa fu legata e cinta da un cappuccio di pelle;poi fu trasportato in carcere, per il tempo necessario alla preparazione del sacco di cuoio, chiuso nel quale doveva essere gettato nel fiume. Intanto alcuni suoi amici vanno in prigione, gli portano le tavolette di cera e fanno entrare di testimoni; tracciano dei nomi che indicano gli eredi da lui designati; le tavolette poi sono sigillate. Poi è giustiziato. Tra coloro che sono stati indicati come eredi sulle tavolette e gli agnati nasce una controversia. In tale caso non è possibile invocare alcuna legge che neghi il diritto di fare testamento a coloro che si trovano in prigione. Per risolvere la questione, per sapere cioè se aveva la facoltà di fare testamento, è necessario arrivarci mediante lanalogia, partendo dalle altre leggi, sia da quelle che puniscono il colpevole con una pena simile, sia da quelle attinenti il diritto di fare testamento.
[150] Riteniamo che, per tale genere di argomentazioni, i luoghi comuni siano questi e altri simili: prima di tutto lelogio e riconoscimento del testo che viene invocato; pi paragone tra il fatto su cui si discute e quello che è stato già stabilito, sì che sia palese lanalogia tra il caso in discussione e quello definito; inoltre, ci si stupisce, utilizzando il paragone, che possa accadere che un individuo, anche ammettendo che ciò sia giusto, neghi che lo sia quello più giusto o che almeno è giusto allo stesso modo; si aggiungerà che questo caso non è stato previsto dalla legge, perché, essendo stato trattato laltro caso, il redattore reputò che non sarebbe sorto alcun dubbio su ciò