Traduzione De Inventione, Cicerone, Versione di Latino, Libro 02; 101-110

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in latino del Libro 02; paragrafi 101-110 dell'opera De Inventione di Marco Tullio Cicerone

DE INVENTIONE: TRADUZIONE DEL LIBRO 02; PARAGRAFI 101-110

[101] Il difensore, da parte sua, potrà usare, ritorcendoli, tutti questi argomenti; ma si fermerà a lungo soprattutto a difendere la buona volontà e a esagerare lostacolo che lha contrastata; affermerà di non essere stato in grado di fare di più; che lui stesso non sarebbe in grado di convincersi della colpa, poiché non lha commessa; che in suo nome è condannabile solo la comune debolezza delluomo. Infine che non esiste nulla di più indegno che condannare un uomo che non sia colpevole. Ecco poi i luoghi comuni: da parte dellaccusatore un attacco alla confessione e un avvertimento, evidenziando la grande permissività che è stata concessa al crimine, se anche soltanto una volta, si sia decretato di voler intentare un processo non contro il crimine ma contro la sua causa. [102] Il difensore deplora, dal canto suo, la disgrazia che si è abbattuta sul suo assistito, non per colpa sua, ma a causa di una forza più grande, chiamando in causa la potenza della fortuna e la debolezza delluomo; e richiama i giudici affinché prendano in considerazione quale sia stata la sua intenzione e non il fatto. Trattando tutti questi luoghi, dovrà piangere sulle proprie sciagure e indignarsi davanti alla cattiveria dei suoi avversari. Nessuno sarà in grado di meravigliarsi se troverà inserita, tra questi e gli altri esempi, anche una controversia attinente a un testo di legge. In sede separata tratteremo di questa specie di causa, perché certi tipi vengono ritenuti separatamente per la loro specifica natura, altri possiedono anche un altro tipo di controversia. [103] per ciò che , dopo averli studiati tutti, non sarà difficile trasportare in ogni tipo di causa ciò che è meglio adattabile di tale tipo di controversia; così in tutti questi esempi di concessione, sono presenti delle controversie sulla interpretazione di una legge, controversie che sono definite lettera e spirito; ma poiché trattavamo la concessione, abbiamo fornito per questa delle norme, ma parleremo in altro luogo della lettera e dello spirito. Ora prendiamo in considerazione la seconda parte della concessione. [104] La deprecazione accade quando il fatto non è difeso, ma si domanda perdono. Questo genere di stato non è ammissibile facilmente in uno stato giudiziario perché, una volta ammessa la colpa, è difficile avere il perdono da colui che ha come suo compito quello di giudicare le colpe. Quindi possiamo utilizzare solamente in parte la deplorazione, a patto che la difesa non si basi solamente su questo mezzo; così, per esempio, se dovessi trovarmi nella situazione di difendere un personaggio illustre e valoroso, che ha servito molto lo Stato, potresti, senza dare limpressione di utilizzare limplorazione, utilizzarla così: E se, o giudici, questo uomo, per i suoi servigi e la devozione che in ogni momento ha nutrito verso di voi, vi domandasse, in una situazione così critica come è la sua , di perdonare questo suo solo errore, in nome delle sue numerose e belle azioni, sarebbe sicuramente una cosa degna della vostra clemenza e dei meriti di questo uomo, o giudici, di concedergli il perdono che egli vi potrebbe domandare. Quindi le sue benemerenze possono essere accresciute e, attraverso un luogo comune, predisporre lanimo dei giudici a concedergli il perdono. [105] Quindi, anche se questo genere viene utilizzato nei tribunali solamente in parte, tuttavia, poiché talvolta è necessario inserirlo e deve essere utilizzato spesso, in ogni genere di questioni, in senato o in consiglio, forniremo alcuni precetti anche per questo. Infatti in Senato [o in consiglio] si discusse per molto tempo su Siface; e a lungo si discusse per Q Numitorio Pullo presso L Opimio e il suo consiglio; in questultimo caso soprattutto ebbe valore maggiormente la domanda di perdono che non la richiesta di analizzare i fatti. Infatti non era così semplice per laccusato dimostrare, utilizzando lo stato congetturale, che aveva sempre avuto dei buoni sentimenti verso il popolo romano, quanto il domandare, utilizzando anche le armi dellimplorazione, il perdono in merito di un servigio reso di recente. [106] Colui che domanderà il perdono quindi dovrà ricordare tutti i servigi che ha potuto rendere e dimostrare, se sarà nelle sue possibilità, che questi sono più importanti delle sue colpe, in modo che sia evidente che da lui è giunto più bene che male; quindi dovrà evidenziare, sembra che ne sussistano, i servigi resi dai propri antenati; poi dimostrare di non aver agito né perchè mosso dallodio né perché mosso dalla crudeltà, ma a causa dellingenuità o per istigazione di qualcuno o ancora per qualche motivo onesto o accettabile; dopo prometterà e dirà che, istruito da questo errore e confortato dalla generosità di quelli che lo avranno perdonato, in futuro eviterà una tale condotta; poi renderà palese la speranza di poter essere di estrema utilità a quelli che saranno stati indulgenti verso di lui. [107] Poi, se gli sarà possibile, [ricorderà] di essere consanguineo o amico di personaggi, iniziando da quelli più famosi, e la sua grande dedizione, la nobiltà della stirpe, il rango di quelli che ne vogliono lassoluzione, e [dimostrerà], senza arroganza, tentando, allo stesso tempo, di provocare sentimenti di compassione, di avere tutti gli altri requisiti di onorabilità e di prestigio, in modo da apparire più degno di onore che di venir punito; poi elencherà i nomi di tutti gli altri accusati a cui sono stati perdonati crimini molto più gravi. Gli sarà estremamente utile dimostrare di essere stato portato verso la clemenza. La colpa stessa dovrà essere minimizzata, in modo che sembri che egli ha causato il minor danno possibile; e si dovrà dimostrare che sarebbe turpe o inutile punire un uomo con tali qualità. [108] Poi si dovranno provocare sentimenti di compassione con lutilizzo di luoghi comuni, mediante le norme esposte nel primo libro. Lavversario invece tenderà a esagerare le colpe; affermerà che non si è agito per nulla nellignoranza, ma che tutto è stato commesso per crudeltà e malvagità; che laccusato è stato senza pietà, arrogante; e, se sarà in grado, dimostrerà che quelluomo ha nutrito sempre dei sentimenti ostili e che mai può diventare un amico. Se laccusato si riferirà alle sue buone azioni, laccusatore evidenzierà che esse sono state compiute per un certo motivo, e non certamente per fare del bene, o che poi le sue azioni gli hanno causato una grande ostilità; o che tutte quelle sue buone azioni sono state rese vane dalle azioni cattive; o che quelle buone avevano minore importanza rispetto quelle cattive; o ancora che egli è punibile per i suoi crimini poiché è stato ricompensato con gli onori. [109] Affermerà inoltre che concedergli il perdono è una cosa turpe o inutile. Poi che è somma stoltezza non utilizzare il proprio potere contro laccusato, quando al contrario così spesso hanno desiderato averlo in loro potere; e che sono da considerare i sentimenti e lavversione che sono stati nutriti verso di lui. Luogo comune sarà inoltre lindignazione suscitata dal crimine, opponendovi anche un altro luogo comune sulla compassione che si dovrà provare verso coloro che si trovano in uno stato di disgrazia, non per la loro cattiveria ma per la loro cattiva sorte. Poiché quindi stiamo esitando a lungo nella trattazione dello stato di causa generale, dato il gran numero delle sue parti, perché lanimo di qualcuno, fuorviato dalla varietà e dalla diversità delle questioni, non possa cadere in qualche errore, ci sembra giusto ricordare quanto ci resti da trattare di questo stato di causa e per quale motivo rimanga da trattare. Avevamo parlato della causa giudiziale quella in cui si indaga sulla natura del giusto e dellingiusto, e sul criterio del premio e della pena. Abbiamo già trattato le cause in cui ci si domanda del giusto e dellingiusto. [110] Resta adesso da trattare sui premi e sulle pene. Esistono infatti molte cause che si basano sulla richiesta di qualche ricompensa. Infatti anche nei tribunali si discute molte volte sulle ricompense da dare agli accusatori, e spesso si domanda una ricompensa dal senato o da un consiglio. Nessuno dovrà ritenere che noi, offrendo qualche esempio trattato in senato, ci distanziamo dagli esempi del genere giudiziario. Infatti, tutto quello che si afferma per lodare o per criticare una persona, anche se è stato adattato, anche esso, per ciò che concerne il metodo, la formulazione di una sentenza, non fa parte del genere deliberativo, anche se si fa mediante la formulazione di una sentenza; ma, poiché è giudicata una persona, la causa è da considerarsi appartenente al genere giudiziario. Daltronde chi ha studiato attentamente il carattere e la natura di tutte le cause, capirà che esse si differenziano nel genere e nella configurazione, ma si renderà conto che, sotto tutti gli altri punti di vista, esse sono tutte legate le une alle altre, e luna intrecciata con laltra