Traduzione De Domo sua, Cicerone, Versione di Latino, capitoli 56-60

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in latino, capitoli 56-60, dell'opera De Domo sua di Cicerone

DE DOMO SUA: TRADUZIONE DEI CAPITOLI 56-60

[56] Che cosa dunque io tralasciai, o quale fu il mio timore? Non parlerò di me: credi pure che io sia timido per natura? che cosa dirai di quelle migliaia di uomini valorosissimi? che cosa dei nostri cavalieri romani? che cosa del senato? e infine di tutti quegli onesti, se non cera nessuna violenza, perchè mi seguirono piangendo più numerosi di quanti o biasimando mi trattenessero o irati mi abbandonassero? O forse io temevo di non potermi difendere di persona, se si fosse agito secondo il costume e le istituzioni degli antenati? [57] Se mi fosse stato assegnato il giorno della difesa, quale delle due cose avrei dovuto temere di più, il giudizio o una legge eccezionale senza giudizio? Il giudizio? La causa era evidentemente tanto vergognosa ed io un uomo tale che, sebbene essa fosse oscura, non avrei potuto spiegarla a parole. Forse perchè non potevo approvare la causa? la cui bontà era così grande che non solo si giudicò per se stessa, ma per mezzo di essa anche io che non cero. Forse il senato, forse tutte le classi, forse coloro che da tutta lItalia giunsero per richiamarmi, essendo io presente, sarebbero stati troppo lenti a trattenermi e a salvarmi, in quella situazione ,che lo stesso parricida dice di essere stata tale che da parte di tutti si richiedeva che io fossi atteso e richiamato al mio antico incarico? [58] O forse in verità nel giudizio non vi fu alcun pericolo: ed io ebbi il terrore di una legge eccezionale tale che se a me presente fossero state inflitte molte pene, nessuno avrebbe mediato? Ed io ero tanto povero di amici e la repubblica così sprovvista di magistrati? Cosa? Non pensi che se fossero state convocate le tribù, non avrebbero approvato la proscrizione, non dirò contro di me, così benemerito della loro salvezza, ma certamente contro nessun cittadino? O forse, se io fossi stato presente, quelle vecchie milizie di congiurati e i tuoi miseri e disperati soldati e quella nuova aggregazione di consoli scelleratissimi avrebbero risparmiato la mia persona? io che avendo ceduto alla crudeltà e al delitto di tutti loro, essendo assente, non potei neanche saziare, col mio dolore, le loro anime? [59] In che cosa vi aveva offeso la mia povera moglie, che voi avete attaccato, avete trascinato via e avete straziato con ogni crudeltà? in che cosa mia figlia il cui pianto prolungato e laspetto dimesso erano per voi motivo di gioia, ma commuovevano gli animi e gli occhi di tutti gli altri? in che cosa, il mio figlioletto, che, quando io sono stato a lungo lontano nessuno vide mai se non spossato che piangeva : che cosa aveva fatto che tante volte gli avete posto agguati per ucciderlo? che cosa mio fratello? il quale qualche tempo dopo il mio allontanamento, essendo venuto dalla provincia e stimando di non poter più vivere se io non fossi stato richiamato, la cui afflizione e il cui aspetto triste, incredibile e inaudito, apparivano degni di compassione a tutti imortali, quante volte è sfuggito alle vostre armi e alle vostre mani! [60] Ma perchè io richiamo alla mente la vostra crudeltà che avete dimostrato contro di me e i miei cari, voi che avete portato una guerra orrenda e infame, imbevuta di odio, alle mura , ai tetti, alle colonne e alle porte della mia casa? Non penso infatti che tu, dopo la mia partenza, avendo approfittato, con aspettative e cupidigia, dei patrimoni di tutti gli uomini più ricchi, delle entrate di tutte le province, dei beni dei tetrarchi e dei re, fossi stato accecato dalla bramosia dellargento e delle suppellettili della mia casa: non penso che quel console Campano, con il suo collega danzatore, avendo tu dato alluno, tutta lAcaia, la Tessaglia, la Beozia, la Grecia, la Macedonia e tutti i beni dei barbari e dei citadini romani, e allaltro la Siria, la Babilonia, la Persia, onestissime e pacifiche popolazioni, tutte da saccheggiare, quelli fossero stati così bramosi delle mie soglie e delle colonne, e delle porte.