Traduzione De Domo sua, Cicerone, Versione di Latino, capitoli 121-130

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in latino, capitoli 121-130, dell'opera De Domo sua di Cicerone

DE DOMO SUA: TRADUZIONE DEI CAPITOLI 121-130

[121] Non dico niente del diritto pontificio, niente delle sue parole della consacrazione, niente del rito sacro, niente delle cerimonie; non nascondo di non conoscere quelle cose, che, se anche conoscessi, fingerei di non sapere, per non apparire fastidioso per gli altri e a voi indiscreto; sebbene trapelino dalla vostre conoscenze molte cose che giungono alle nostre orecchie. Mi sembra di aver sentito che nella consacrazione del tempio bisogna tenere la mano sullo stipite; infatti lo stpite è lì dove cè lingresso e i battenti. Nessuno nella consacrazione tenne mai gli stipiti dello spazio della passeggiata; e poi se hai consacrato una statua o un altare, senza un rito sacro non può essere rimosso da lì. Ma ormai non ti sarà lecito dire ciò, dal momento che hai detto che il pontefice tenne la mano sullo stipite. [122] Ma tuttavia che cosa posso dire della consacrazione o cosa posso sostenere del vostro diritto e della religione contrariamente a quanto avevo esposto? In verità, se anche io dicessi che ogni cosa fu fatta con solenni parole, secondo le antiche regole tramandate, tuttavia mi potrei difendere secondo il diritto della repubblica. O forse, dopo lallontanamento di quel cittadino, con la cui unica opera il senato e i cittadini onesti hanno ritenuto che tante volte la città sia stata salvata, poichè avevi ridotto la repubblica in tuo potere, sotto loopressione di una accanitissima prepotenza, con quei due sciaguratissimi consoli, poichè avevi consacrato, per mezzo di qualche pontefice, la casa di colui che non aveva voluto che, a causa sua, cadesse la patria ,da lui salvata, poteva mai la repubblica, una volta rassicurata, sopprtarti? [123] Date inizio a questa religione, o pontefici: presto non troverete una fine alle avversità umane. O forse che se il pontefice terrà lo stipite della porta e convertirà le parole ben regolate per il sacro rito degli Dei immortali, in parole per la rovina dei cittadini, avrà valore di offesa il santissimo nome della religione: e se il tribuno della plebe con parole non meno antiche ed ugualmente solenni consacrerà i beni di qualcuno, non avrà significato? E Caio Atinio, a memoria dei padri, dopo aver posto il braciere sui rostri e invitato il flautista, consacrò i beni di Quinto Metello, tuo nonno o Quinto Metello, che, da censore, lo aveva scacciato dal senato, e quelli del tuo bisavolo, Publio Scipione. Che cosa ancora?forse il famoso furore del tribuno della plebe, derivato da alcuni esempi di tempi antichissimi, fu di danno a Metello,eccelso e nobilissimo uomo? [124] Certo non lo fu. Vediamo che il tribuno della plebe fece lo stesso per il censore Gneo Lentulo: forse egli per questo coinvolse i beni di Lentulo nelle cose sacre? Ma cosa dirò degli altri? Tu, tu, dico, con il capo velato, convocata lassemblea, posto il braciere, consacrasti i beni del tuo Gabinio, a cui avevi regalato tutti i regni della Siria, dellArabia e della Persia. Se allora tutto ciò non ebbe valore, cosa si poteva fare riguardo ai miei beni?se invece ha avuto valore, perchè quello scialacquatore, avendo gozzovigliato con te nel sangue della repubblica, tuttavia innalzò fino al cielo, sul Tuscolano, una villa con il denaro dellerario, e a me non fu concesso guardare le mie rovine, alle quali io non ho permesso che la città fosse simile? [125] Lasciamo da parte Gabinio; che cosa?col tuo esempio Lucio Mummio, uomo più forte e migliore di tutti non consacrò i tuoi beni? La qual cosa, poichè ti tocca, neghi che debba ritenersi valida, tu hai fatto, nel tuo nobile tribunato, quelle leggi alle quali ti opponi se sono rivolte contro di te, ma rigiri contro gli altri; se invece questa consacrazione è legittima, cosa è che ci può essere di profano riguardo ai tuoi beni? E se la consacrazione non ha alcun valore di legge,la dedica è secondo la religione? Che valore hanno dunque avuto allora quel tuo giuramento con il flauto, il braciere, le preghiere, le parole antiche?che cosa volesti, mentire, ingannare, abusare della maestà degli Dei, a spavento degli uomini? Infatti se quella cerimonia ha avuto valore -ometto Gabinio --- certamente la tua casa e qualsiasi altra cosa tu abbia, è consacrata a Cerere; se invece quella cerimonia fu uno scherzo, chi è più empio di te, che hai violato tutti iriti sacri o mentendo o stuprando? [126] Ormai lo confesso, dice, di essere stato empio nel caso di Gabinio. Infatti puoi constatare come quella pena da te stabilita contro qualcuno si è rivoltata contro di te. Ma, dimmi, uomo modello di tutte le scellerataggini ed infamie, ciò che confessi riguardo a Gabinio, di cui conosciamo la spudorata adolescenza, la lussuriosa gioventù, il disonore e la miseria del resto della vita, la prepotenza del consolato, al quale codesta stessa sciagura non potè capitargli come una offesa, puoi affermare lo stesso di me, e puoi affermare che sia più grave quello che tu hai fatto con la testimonianza di un giovenetto rispetto a ciò che hai fatto con la testimonianza di tutta lassemblea? [127] Una importante consacrazione, dice, ha un suo rito sacro. Non vi sembra che stia parlando Numa Pompilio? Imparate il suo discorso, o pontefici, e anche voi flamini,; anche tu ,maestro del rito sacro, imparalo dal tuo gentile parente, sebbene egli abbia lasciato questa famiglia, ma tuttavia apprendilo da un uomo interamente dedito alle religioni e al diritto di tutte le cose sacre. Che cosa dici?nella consacrazione non viene chiesto chi è colui che consacra e per quale motivo e in quale modo? Forse tu confondi queste cose e le scompigli affinchè chiunque lo voglia, possa consacrare ciò che vuole e in qual modo voglia? Chi eri tu che consacravi? Con quale diritto?con quale legge?con quale esempio? Con quale potere? Quando il popolo romano ti aveva messo a capo ditutto ciò? Posso constatare, infatti, che è antichissima la legge dei tribuni, che vieta che, senza lapprovazione della plebe, si possano consacrare case, terre, altari; nè si accorse di ciò quel Quinto Papirio che presentò questa legge, nè sospettò che ci sarebbe stato il pericolo che fossero consacrati case o possedimenti di cittadini non colpevoli. Nè infatti ciò era lecito che accadesse, nè mai nessuno laveva fatto, nè ce ne era motivo, per cui il vietarlo non sembrasse tanto di dissuasione quanto di ammonimento. [128] Ma poichè si consacravano le case, non le abitazioni di privati cittadini, ma quelle che sono chiamate sacre, e i campi, non come i nostri poderi, se qualcuno lo desideri, ma come un vincitore che consacrasse i campi dei nemici, si innalzavano altari che portassero i riti sacri in quegli stessi luoghi in cui erano stati consacrati; tutte queste cose, la plebe vietò che si facessero, se non le avesse prima approvate. Se tu ritieni che queste cose siano state scritte riguardo alle nostre case e ai nostri possedimenti agricoli, io non mi oppongo; ma chiedo quale legge sia stata proposta perchè tu consacri la mia casa, quando mai ti è stato concesso un tale potere, secondo quale diritto tu labbia fatto. Nè io ora sto qui a discutere di religione, ma dei possedimenti dei cittadini onesti, nè di diritto pontificio, ma di diritto pubblico. La legge Papiria vieta che si consacrino delle case, senza lapprovazione della plebe. Sia pure, che ciò riguardi le nostre case e non i templi pubblici: segnalami una sola parola di consacrazione in questa tua legge, se quella è legge, e non il linguaggio della tua scellerataggine e della tua malvagità. [129] Che se allora, in quel naufragio dello Stato, ti fossero potute venire in mente tutte queste cose, o se il tuo legislatore in quellincendio della città non avesse firmato delle cambiali con gli esuli di Bisanzio e con i delegati di Brogitaro, ma con animo sereno ti avesse scritto questi che non sono decreti, ma invenzioni, avresti conseguito ogni cosa, se non altro, con frasi legittime. Ma nello stesso tempo venivano stipulate obbligazioni scritte di danaro, si stringevano patti tra le province, i titoli di re erano in vendita, in tutta la città veniva praticata la ripartizione di tutti i cittadini di quartiere in quartiere, nemici personali si riconciliavano, si scrivevano nuovi ordini per la gioventù, al povero Quinto Seio veniva offerto il veleno, si prendevano decisioni riguardo alluccisione di Gneo Pompeo, difensore e custode dello Stato, affinchè non ci fosse più alcun senato, affinchè gli onesti fossero sempre in lacrime, affinchè la repubblica occupata per il tradimento dei consoli, fosse in mano ai tribuni. Poichè accadevano tanti sconvolgimenti e tanto gravi, non cè da meravigliarsi, soprattutto nella follia della mente e nelloscurità, che molte cose ingannassero te e lui. [130] Ma constatate quanto sia grande la forza di questa legge Papiria in tale situazione, non quale tu riferisci piena di scellerataggine e follia. Il censore Quinto Marcio aveva fatto la statua della Concordia e laveva collocata in un luogo pubblico. Il censore Caio Cassio, poichè laveva trasferita nella curia, consultò il vostro collegio, se a loro sembrasse che fosse qualche ragione per dedicare quella statua e la curia alla Concordia. Vi prego, pontefici, confrontate un uomo con un altro uomo, un tempo con un altro tempo, una situazione con unaltra situazione. Quel censore era di grandissima modestia: questo tribuno della plebe è di empietà e temerarietà singolari. Quel tempo era tranquillo e basato sulla libertà del popolo e il governo del senato: ma il tuo invece è il tempo delloppressione della libertà del popolo romano, e dellannientamento dellautorità del senato