Traduzione De Domo sua, Cicerone, Versione di Latino, capitoli 111-120

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in latino, capitoli 111-120, dell'opera De Domo sua di Cicerone

DE DOMO SUA: TRADUZIONE DEI CAPITOLI 111-120

[111] Ma da dove è stata escogitata questa Libertà? Io infatti ho svolto delle ricerche con molta cura. Si dice che una certa Tanagrea sia stata una meretrice. Non lontano da Tanagra, sul suo sepolcro fu posta una statua di marmo. Un tale uomo nobile, non diverso da questo religioso sacerdote della Libertà, la portò via per ornare la sua carica di edile; evidentemente con la sontuosa opera aveva pensato di superare tutti coloro che lo erano stati prima di lui. Pertanto, per vera modestia, portò nella sua casa, per onorare il popolo romano, tutte le statue, le tavole dipinte degli ornamenti, che si trovavano in abbondanza nei templi e nei luoghi pubblici in tutta la Grecia e nelle isole. [112] Costui, dopo che comprese che poteva essere proclamato pretore dal console Lucio Pisone, senza passare per la carica di edile, se solo quella prima scrittura avesse avuto qualche altro competitore, depose la sua edilità in due luoghi, parte nellarca e parte nei suoi giardini: diede a costui la statua tolta dal sepolcro della meretrice, in modo che fosse più un simbolo di costoro che della libertà di tutti. Oserà qualcuno violare questa Dea, immagine della meretrice, ornamento del sepolcro, sottratta da un ladro, e deposta da un profanatore?è costei che mi scaccia dalla mia casa?questa la vincitrice che sarà ornata delle spoglie della città prostrata?sarà questa la statua su quel monumento che è posto per restare il simbolo del senato soffocato, ad eterna memoria della vergogna? [113] O Quinto Catulo! - - chiamerò prima il padre o il figlio?di fatto il ricordo più recente è del figlio ed è più collegato alle mie imprese - - tanto ti sei ingannato, quando hai creduto che mi sarebbero toccati nella repubblica ogni giorno onori più grandi? Tu non credevi che fosse possibile, in questa città, che due consoli fossero nemici della repubblica: invece se ne sono trovati ed essi hanno consegnato il senato oppresso a quel tribuno furioso, essi, con i loro editti e con il loro potere, hanno vietato che i senatori intercedessero per me e che supplicassero per il popolo, sotto i loro occhi è stata saccheggiata e distrutta la mia casa, essi, infine, hanno comandato che i resti bruciati dei miei beni fossero portati nelle loro case. [114] vengo ora al padre. Tu, Quinto Catulo, hai voluto che la casa di Marco Fulvio, essendo egli stato suocero di tuo fratello, fosse il memoriale delle tue spoglie, affinchè ogni ricordo di colui che aveva preso dannose decisioni contro la repubblica fosse completamente cancellato dagli occhi e dalla memoria degli uomini. Se qualcuno avesse detto a te, mentre costruivi quel portico, che ci sarebbe stato un tempo in cui un tribuno della plebe, il quale, avendo dimenticato lautorità del senato, il giudizio degli onesti, avesse sconvolto quel tuo memoriale, non solo sotto gli occhi dei consoli, ma anche con il loro aiuto, e lo avesse congiunto con la casa di quel cittadino che, da console, con lautorità del senato, aveva difeso la repubblica, non avresti forse risposto che ciò non poteva avvenire, se non fosse stata prima distrutta la città? [115] Ma constatate linsopportabile temerarietà di questuomo unita ad una smoderata e scatenata cupidigia. Costui immaginò maiun memoriale o alcun rito sacro? Egli volle avere una casa spaziosa e sontuosa e congiungere due grandi e splendide case. In quello stesso momento in cui la mia partenza gli tolse il motivo per uccidermi, domandò a Quinto Seio di vendegli la casa: poichè quello glielo negò, innanzi tutto minacciò di togliergli la luce con una costruzione. Postumo affermava che, essendo lui vivo, quella casa non sarebbe stata mai di costui. Il giovane perspicace, da quelle parole, capì cosa bisognava che si facesse; molto palesemente lo tolse di mezzo con il veleno; comprò la casa, essendo ormai stanchi gli offerenti, un popiù cara della metà del prezzo di quanto veniva stimata. A che scopo dunque mira questo ragionamento? [116] Quella mia casa è quasi tutta vuota; appena la decima parte delle mie stanze si aggiunge al portico di Catulo. La causa fu lo spazio per la passeggiata e il monumento a questa Tanagrea Libertà, dopo aver tolto la libertà. Egli aveva desiderato ardentemente, sul Palatino, con splendida veduta, un portico di trecento piedi, pavimentato, con delle stanze, e un peristilio molto ampio, e così, con comodità, le altre sue parti , per poter superare tutte le altre case per estensione e imponenza. E questuomo religioso, avendo lui stesso comprato e venduto la mia villa, tuttavia non osò, pur nella sua cecità, apporre il suo nome sotto quella vendita. Appose quello di Scatone, uomo povero, per sua virtù, affinchè colui che tra i Marsi, dove è nato, in passato non aveva alcun tetto sotto cui ripararsi per difendersi dalle intemperie, potesse dire di aver comprato una nobilissima vila sul Palatino. La parte inferiore della villa lassegnò non alla sua famiglia Fonteia, ma alla famiglia Clodia, che aveva abbandonato, nel qual numero dei tanti Clodii nessuno lascià fama, se non perchè era uno sciagurato o per miseria o per crimine. Voi, o pontefici, approverete questa così svariata, così singolare, in ogni specie, volontà, sfrontatezza, temerarietà, cupidigia? [117] Il pontefice, dice fu presente. Non ti vergogni, dal momento che la causa è discussa davanti ai pontefici, di affermare che sia stato presente il pontefice e non il collegio dei pontefici, e soprattutto, come tribuno della plebe, avresti potuto convocarli e anche obbligarli? E sia, non invitasti il collegio: cosa ?infine chi fu presente del collegio? Cera infatti bisogno dellautorità, che è in loro tutti, ma tuttavia sia letà, sia il rispetto ne accrescono la dignità; cera anche bisogno della loro sapienza, che sebbene tutti conseguono, tuttavia lesperienza degli anni sicuramente rende più esperti. [118] Chi dunque fu presente? Il fratello, dice, di mia moglie. Se richiediamo lautorità, sebbene egli sia in età da non poterla avere ancora conseguita, tuttavia ne ha tanta quanta può averne un giovane, questa è cosa da considerarsi minore rispetto allo stretto legame di parentela; se poi si richiede la sapienza, chi era meno esperto di lui che era nel collegio da pochi giorni?il quale inoltre ti era maggiormente obbligato per il recente favore, dato che vedeva che lui, fratello di tua moglie, era stato anteposto a tuo fratello germano. Sebbene in questo, hai provveduto, affinchè tuo fratello non ti potesse accusare. Tu, dunque, dai il nome di consacrazione a questo affare, al quale non hai potuto far intervenire nè il collegio, nè il pontefice adornato degli onori del popolo romano, nè infine un giovanetto, sebbene nel collegio tu avessi persone molto amiche? Ci fu colui che, se in qualche modo fu presente, tu hai spinto, tua sorella ha richiesto e la madre ha imposto. [119] Considerate, dunque, o pontefici, quale decisione prendere nella mia causa riguardo alla sorte di tutti: voi pontefici pensate forse che se egli abbia tenuto la mano sullo stipite della porta,[del tempio, quando lo si consacra] e abbia pronunziato alcune parole, la casa di ciascuno possa essere consacrata, o queste consacrazioni dei templi e le cerimonie dei santuari, ad onore degli Dei immortali, siano state regolate dai nostri antenati senza che vi sia alcun danno per i cittadini? Si è trovato un tribuno della plebe, armato di tuppe consolari, che con tutto limpeto del suo furore si è gettato su quel cittadino che, dopo che era stato abbattuto, proprio lo Stato ha risollevato con le sue mani. [120] Cosa?se qualcuno somigliante a costui -- infatti ormai non mancheranno quelli che vorrebbero imitarlo abbatterà con forza qualcuno diverso da me, a cui la repubblica non debba tanto, consacrerà la sua casa per mezzo di un pontefice, stabilirete voi, con la vostra autorità, che ciò debba essere considerato valido? Voi dite:quale pontefice troverà? Cosa?non può essere lo stesso sia tribuno della plebe, sia pontefice?Marco Druso, fu tribuno della plebe e pontefice. Perciò, se egli avesse tenuto la mano sullo stipite della porta di Quinto Cepione, suo nemico personale, ed avesse pronunziato alcune parole, la casa di Cepione sarebbe stata consacrata