Traduzione De Domo sua, Cicerone, Versione di Latino, capitoli 11-15

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in latino, capitoli 11-15, dell'opera De Domo sua di Cicerone

DE DOMO SUA: TRADUZIONE DEI CAPITOLI 11-15

[11] In parte le province frumentarie non avevano grano; in parte, credo, a causa della deifferenza dei prezzi, lavevano mandato in altre terre ; in parte, affinchè fosse più gradito, allor quando lavessero dato in periodo di fame, lo tenevano chiuso e custodito, per mandarlo allimprovviso come nuovo. La cosa non era in dubbio nellopinione, ma davanti agli occhi e in imminente pericolo : nè vedevamo ciò come una congettura, ma lo vedevamo chiaro. Infatti, poichè sempre più mancava lapprovvigionamento, in modo che si temeva ormai di più la fame e la mancanza di grano che la carestia, si accorse in massa al tempio della Concordia, mentre il console Metello convocava lì il senato. Fu vero che si mosse per il dolore e per la fame degli uomini, ma certamente i consoli poterono così assumere le loro responsabilità e il senato prendere qualche decisione. Ma se fu causa la carestia, tu certo fosti listigatore e lincitatore della rivolta : non dovemmo noi tutti fare in modo di sottrarre occasioni al tuo furore? [12] Che cosa dirai ? se fu luna e laltra la causa, cioè che la fame incitò gli uomini, e che tu ti sia mostrato come un artiglio in questa ferita ; non si dovè tanto più procurare un medicamento, che potesse risanare sia il danno iniziale sia quello che si era aggiunto ? Cera dunque sia la carestia nel presente, sia la fame nel futuro. Poi si venne al lancio dei sassi. Se ciò derivò dal dolore della plebe, senza che nessuno lavesse incitata; fu un grave danno. Se (avvenne ) per incitazione di Publio clodio, fu una solita scellerataggine di questuomo facinoroso. Se (avvenne ) per luno e laltro, poichè la cosa era tale da incitare gli animi della folla di sua spontanea volontà, e i capi della rivolta preparati ed armati, non ti sembra che la stessa repubblica abbia implorato laiuto del console e la fedeltà del senato ? Ma fu chiaro che sitrattò delluna e laltra cosa: la difficoltà dellapprovvigionamento, e la gravissima mancanza di grano, in modo che gli uomini temvano non solo la prolungata carestia, ma proprio la fame; nessuno lo nega. Non voglio, o pontefici, che lo sospettiate se non lo avrete visto, che costui, nemico del riposo e della pace abbia colto loccasione per incendi, strage, rapine. [13] Quali sono gli uomini, nominati apertamente in senato, dal console quinto Metello, tuo fratello, dai quali egli disse di essere stato assalito a sassate e anche percosso? Nominò Lucio Sergio e Marco Lollio. Chi è questo Lollio ? costui senza la spada ora neppure è con te; costui, mentre tu eri tribuno della plebe, e non dirò niente di me, reclamò che si doveva uccidere Gneo Pompeo. Chi è Sergio ? larmigero di Catilina, guardiano del tuo corpo, vessillo della rivolta, agitatore dei bottegai, il colpevole delle offese, il sicario, il lanciatore di sassi, il devastatore del foro, lassediatore della curia. Con questi e di tale specie condottieri, poichè tu, nelle carestie di approvvigionamenti, procurasti immediatamente di scagliarsi contro i consoli, contro il senato, contro i patrimoni e i beni dei ricchi, a causa dei deboli e degli sprovveduti: poichè per te nella tranquillità non cera nessuna salvezza; poichè, sotto la guida di condottieri disperati, avevi manipoli di uomini corrotti imposti ed arruolati per decurie: non dovè il senato fare in modo che questa funesta fiaccola non facesse presa in una così grande materia di rivolta ? [14] Ci fu dunque la necessità di prendere nuove decisioni. Vedete ora, se le mie parti furono quasi principali. Chi è allora quel tuo Sergio, quel Lollio, chi le altre pesti che nominavano in quella lapidazione ? chi dicevano che dovesse provvedere al grano ? non dicevano che ero io ? Che cosa? fu quel correre di notte di qua e di là? non chiedevano insistentemente proprio a te che io regolassi la distribuzione del grano? come se io fossi stato davvero a capo delle derrate alimentari, o tenessi qualche quantità di frumento nascosta o io avessi avuto qualche incarico o potere in questo affare. Ma questuomo, incline allassassinio, aveva fatto il mio nome ai servi e agli sprovveduti. Poichè il senato, molto numeroso, nel tempio di giove Ottimo Massimo aveva deliberato sulla mia carica, pur essendo contrario solo costui, subito, in quello stesso giorno, un incredibile ribasso del prezzo fece seguito ai carissimi approgionamenti. [15] Cerano alcuni che dicevano che gli Dei immortali, e questo è ciò che io ora sento, avevano approvato il mio ritorno con la loro potenza; altri poi davano a questo avvenimento altra interpretazione e congettura, essi dicevano che, poichè nel mio ritorno sembrava riposta la speranza di pace e di concordia, invece nella mia lontananza una quotidiana paura di rivolta, ormai quasi allontanato il timore di una guerra, si era anche cambiato il prezzo; il quale, poichè al mio ritorno era di nuovo aumentato, si chiedevano con insistenza gli approvvigionamenti a me, la cui venuta dicevano gli uomini onesti, avrebbe portato labbassamento del prezzo. Infine io non solo ero nominato alla carica dai tuoi servi per tuo incitamento, ma anche, dopo che il tuo manipolo era stato cacciato e disperso, ero chiamato per nome in senatoda tutto il popolo romano, che allora si era radunato in Campidoglio, pur non stando, quel giorno, bene in salute.