Traduzione De Domo sua, Cicerone, Versione di Latino, capitoli 101-110

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in latino, capitoli 101-110, dell'opera De Domo sua di Cicerone

DE DOMO SUA: TRADUZIONE DEI CAPITOLI 101-110

[101] Potrei avere forse io una tale insensibilità o sguardo involontario, in questa città, di cui il senato, col consenso di tutti, ritenne che io sia stato il salvatore diverse volte, da poter vedere la mia casa rovinata, non da un nemico personale, ma da un nemico di tutti, e da quello stesso riedificata ben esposta allo sguardo della cittadinanaza, così che non possa cessare il cordoglio degli onesti? La casa di Spurio Melio, il quale aspirava al potere assoluto, fu rasa al suolo, e il popolo romano ritenne equo che ciò accadesse a Melio, con lo stesso nome di Equimelio, la giustizia fu commisurata alla pena. La casa di Spurio Cassio fu distrutta per lo stesso motivo e, al suo posto, fu eretto il tempio della Dea Tellura. Nei prati di Vacco ci fu la casa di Marco Vacco, che fu confiscata e demolita affinchè si rimarcasse il suo delitto con la memoria e il nome della località. Marco Manlio, avendo respinto lattacco dei Galli dalla scalata del Campidoglio, non fu contento della gloria per la sua opera meritevole; si pensò che aspirasse al potere assoluto; perciò ora vedete la sua casa distrutta e ricoperta da due boschi. Dunque la pena più grande che i nostri antenati riutennero che si potesse comminare agli scellerati e ai cittadini infami, quella io subirò e dovrò sopportare, così che ai nostri posteri non sembri che io sia stato il demolitore della congiura e del delitto, ma lautore e il capo? [102] In verità, o pontefici, la dignità del popolo romano potrà tollerare questa macchia di vergogna e di incoerenza, finchè sarà vivo il senato, e voi signori del pubblico giudizio, cioè che la casa di Marco Tullio Cicerone sembri essere congiunta alla casa di Fulvio Flacco, a memoria della pena stabilita pubblicamente? Marco Flacco, poichè aveva operato contro la salvezza della repubblica con Caio Gracco, per ordine del senato, fu ucciso; la sua casa fu distrutta e divenne suolo pubblico; nel quale, dopo qualche tempo, Quinto Catulo fece un porticato con le spoglie dei Cimbri. Ma questa rovina e calamità della patria, avendo presa la città, con a capo Pisone e Gambino, avendola occupata e governandola nello stesso tempo, sia cancellava il ricordo di quelluomo molto nobile, sia congiungeva la mia casa con la casa di Flacco, per colpire, dopo aver soffocato il senato, colui che i senatori avevano ritenuto custode della città, con la stessa pena con cui il senato aveva colpito il distruttore della città. [103] Sopporterete davvero che questo portico resti sul Palatino e nel luogo più bello della città, come immobile testimonianaza della follia dei tribuni, della scelleratezza dei consoli, della malvagità dei congiurati, di quella calamità della repubblica, ad eterna memoria di tutti i popoli? il quale portico, per lamore che portate allo Stato e che sempre porterete, non solo desiderereste distruggere con la sentenza, ma, se fosse possibile, anche con le vostre mani, se per caso la superstiziosa iscrizione con dedica di quel sacerdote del tutto innocente non distogliesse qualcuno dal farlo. [104] O racconto che uomini smoderati non cessano di deridere, mentre uomini più accorti non possono ascoltare senza grandissimo dolore! Forse Publiuo Clodio, che sottrasse il culto dalla casa del Pontefice Massimo, lo portò nella mia? Voi, che presiedete alle cerimonie e ai riti sacri, considerate un tale uomo come modello e maestro del culto pubblico? O Dei immortali! di fatto questo vorrei che voi ascoltiate Publio Clodio si cura delle vostre sacre cerimonie, trema allidea della vostra maestà divina, crede che tutte le vicende umane siano compendiate nella vostra religione? Costui non si beffa dellautorità di tutti questi uomini, gli uomini più eccelsi, che sono qui, non abusa, o pontefici, della vostra maestà? Da questa bocca può venir fuori o sfuggire per caso qualche parola di sacro?sacro che tu con la stessa bocca, accusando il senato, poichè deliberava con severità sulle cose sacre, hai violato in modo ignobile e vergognoso. [105] Ammirate, o pontefici, questuomo religioso e, se visembra opportuno, cosa che è dovere dei buoni pontefici, ammonitelo che la religione ha le sue regole:non bisogna essere troppo super stiziosi. Che necessità avesti di vedere, tu, uomo esaltato, con la superstizione di una vecchietta, il sacrificio che si faceva della casa altrui?e poi quale enorme incapacità di giudizio ti prese da non pensare che gli Dei si possono sufficientemente placare anche senza che tu ti intromettessi nei riti sacri delle donne? Quale dei tuoi antenati hai mai sentito, sia che frequentassero i sacri riti privati, sia che presidessero pubblici sacerdozi, che si intromettesse mentre si faceva il sacrificio alla Dea Bona?nessuno, neanche colui che divenne cieco. Da ciò si comprende che gli uomini nella loro vita giudicano molte cose in modo falso, così come quando colui che deliberatamente non aveva visto niente che non fosse lecito, perse la vista; di costui, che non solo con la sua presenza, ma anche con unazione invereconda e uno stupro profanò i riti sacri, tutta la pena della vista fu convertita nella cecità della mente. Per questo maestro così casto, così religioso, così santo, così pio, o pontefici, potete non commuovervi, quando dice che con le proprie mani ha distrutto la casa di un ottimo cittadino e con quelle stesse mani lha consacrata [106] Quale fu questa tua consacrazione? Io avevo prposto,dice, che mi fosse lecito. Che cosa? non avevi tu escluso che se qualche diritto non fosse da proporre, non sarebbe stato richiesto? Stabilite perciò che sia diritto di uno qualsiasi di voi che le case, gli altari, i focolari domestici, gli Dei Penati, siano sottoposti alla bramosia di un tribuno?cioè chiunque, contro un nemico personale, con uomini scalmanati, si introdurrà e distruggerà con furia, non solo potrà rovinare la casa di lui, cosa che è proprio dellattuale follia, come di unimprovvisda burrasca, ma anche legare per il futuro con leterno vincolo religioso? [107] Io, in verità, o pontefici, ho appreso che nellintraprendere le pratiche religiose, il principio determinante è linterpretazione di ciò che ci appare come la volontà degli Dei immortali; nè vi è dunque, alcuna vera devozione, se non ci sia sincera stima della loro divina volontà e del loro pensiero, credendo che non si desideri da loro ciò che sia ingiusto e sconvenirnte, ma ciò sia giusto ed onesto. Questuomo lurido, allor quando occupava ogni cosa, non potè trovare nessuno a cui cedere, a cui consegnare, a cui donare la mia casa. Ardendo dal desiderio di quel luogo, di quella casa, e per questunica ragione, con quella sua funesta proposta di legge, quell onesto uomo, pur volendo essere padrone dei miei beni, tuttavia nella sua follia non osò impadronirsi della mia casa, dal cui desiderio era bruciato: credete voi che gli Dei immortali abbiano voluto andare ad abitare nella casa di colui , con il cui sforzo e con la cui prudenza essi stessi poterono conservare i loro templi, casa abbattuta e rovinata per linfame violenta rapina di quelluomo scelleratissimo? [108] Non vi alcun cittadino, in un popolo tanto numeroso, fatta eccezione di quella lurida e sanguinosa marmaglia di Publio Clodio, che abbia toccato alcunchè dei miei beni, che, secondo le proprie forze, non mi abbia difeso in quel tempo burrascoso. E quelli che si macchiarono, per linflusso negativo, della rapina, della complicità, dellacquisto, non poterono sfuggire alla pena di nessun tribunale, nè pubblico, nè privato. Di questi beni, dunque, dei quali non toccò nulla nessuno che non fosse considerato molto empio a giudizio di tutti, gli Dei immortali desiderarono ardentemente la mia casa? Questa tua bella Libertà cacciò via gli Dei Penati e i miei Lari familiari, per collocarsi essa stessa, come nelle carceri? [109] cosa cè di più sacro, di più difeso, in ogni religione, della casa di ciascun cittadino? Qui ci sono gli altari,qui sono racchiusi i focolari domestici, gli Dei Penati, le cose sacre, i riti, le cerimonie; questo rifugio è tanto sacro per tutti che non è consentito che nessuno sia portato via di qui. Tanto più è da respingere dalle vostre orecchie la follia di costui il quale, quelle cose che i nostri antenati vollero che fossero per noi sacre e al sicuro, per le religioni, proprio quelle costui non solo ha smosso contro la religione, ma ha anche sconvolto, proprio in nome della religione. [110] Ma quale Dea è questa? Dovrebbe essere Bona, dal momento che in verità è stata consacrata da te. E, dice, la Libertà. Tu, dunque, hai collocato in casa mia quella libertà che hai portato via da tutta la città? Tu, poichè negavi che i tuoi seguaci, uomini di grandissimo potere, fossero liberi, poichè lingresso al tempio di Castore non era consentito a nessuno, poichè ordinavi, davanti al popolo romano, che fosse calpestato dai tuoi seguaci questuomo molto illustre, nato da nobilissima famiglia, che gode di grandissimi onori del popolo, pontefice e console dotato di singolare onestà e modestia, il quale uomo non posso meravigliarmi abbastanza con quali occhi tu ancora osi guardare, e poichè lo scacciavi dalla città, pur non essendo colpevole, con leggi tiranniche riguardanti singoli individui, e poichè trattenevi rinchiuso in casa quelluomo che è autorevole in tutta la terra, e poichè occupavi il Foro con truppe armate di uomini disonesti, collocavi la statua della Libertà in quella casa che era proprio la casa simbolo della tua crudelissima dominazione e della più miserevole servitù del popolo romano. Forse la Libertà dovea soprattutto scacciare dalla sua casa quelluomo senza del quale tutta la città sarebbe caduta in potere dei servi