Traduzione Ai Familiari, Cicerone, Versione di Latino, Cicerone a Terenzia e Tullia, Libro 14; 07-12

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in latino del Libro 14; parte 07-12, Cicerone a Terenzia e Tullia, dell'opera Ai familiari di Cicerone

AI FAMILIARI: TRADUZIONE DEL LIBRO 14; PARTE 07-12, CICERONE A TERENZIA E TULLIA

07. Tutte le ansie e i fastidi che per colpa mia avevano gettato in preda alla disperazione sia te (e questa è la cosa che più mi angoscia) sia Tulliola, che mi è più dolce della stessa mia vita, sono svanite ed eliminate. Quale ne fosse il motivo l'ho capito il giorno dopo che vi avevo lasciate: durante la notte ho eliminato bile allo stato puro. Mi sono sentito immediatamente così sollevato da credere veramente a un intervento risanatore di qualche divinità; a queste potenze celesti Apollo ed Esculapio rivolgi le tue preghiere di ringraziamento, con la pietà e la devozione che ti distinguono. Spero di avere una nave eccellente: ho scritto queste cose subito dopo essere salito a bordo. Poi provvederò a un gran numero di altre lettere per i miei amici più intimi allo scopo di raccomandare loro, con tutta la premura che potrò, te e la Tulliola nostra. Vi spronerei ad avere più coraggio, se non avessi fatto esperienza che siete più coraggiose di qualunque uomo. E tuttavia spero che le cose si mettano in modo tale da farmi augurare per voi, là dove siete, un periodo di calma e per me una buona volta la possibilità di difendere la repubblica insieme con gente del mio stesso stampo. Ti scongiuro innanzi tutto di badare alla tua salute; poi, se lo crederai opportuno, di utilizzare fra le ville a disposizione quelle che si trovino ad essere più lontane da mo vimenti di truppe. La campagna di Arpino potrà tornarti utilissima (anche portandoti appresso i servi di città) se ci dovesse essere un rincaro dei prezzi dei prodotti alimentari. Il nostro giovane Cicerone, che è sempre più bello, ti manda tantissimi saluti. Vi abbraccio ancora una volta. 11 giugno. 08. Io sto bene e cosi spero di te. Ma vorrei che tu non trascurassi minimamente la tua salute: sono stato informato contemporaneamente per lettera e a voce che ti è venuta una febbre improvvisa. Mi hai fatto un grande piacere a informarmi con tanta rapidità della lettera di Cesare. Allo stesso modo, se ce ne sarà necessità, mi farai sapere se saranno accadute delle novità. Stai bene, addio. 2 giugno. 09. A tutti gli altri miei guai si è aggiunto il dolore per le cattive notizie sulla salute di Dolabella e di Tullia. Non so nella maniera più assoluta e sotto ogni aspetto né che partito prendere né che cosa fare riguardo alla situazione. Prego te e Tullia di curarvi bene. Addio. 10. Ho scritto a Pomponio più tardi di quanto sarebbe stato opportuno del mio punto di vista sul prossimo futuro; se avrai occasione di parlargli, capirai il senso di queste mie aspirazioni: non mi è parso necessario scrivere in maniera più esplicita, dal momento che ho già comunicato a lui tutto. Vorrei che mi rispondessi al più presto a proposito di questa faccenda e del resto. Mi raccomando la tua salute. Addio. 9 1uglio. 11. La nostra Tullia mi ha raggiunto il 12 giugno. Le sue grandi virtù e la sua eccezionale sensibilità mi hanno fatto provare un rimorso anche più grande che per la mia imprudenza si trovi ora in una condizione ben diversa da quella che pretenderebbero il suo affetto e il suo stato. Ho l'intenzione di mandare da Cesare Cicerone insieme con Cneo Sallustio. Se dovesse partire te ne informerò subito. Non trascurare la salute. Addio. 15 giugno. 12. Ti vedo felice che io sia arrivato in Italia sano e salvo e vorrei che questa tua felicità potesse durare; ma sconvolto come sono dal dolore che mi affligge e dai gravi affronti subiti, temo di aver preso una decisione da non poter districare facilmente. Dunque, per quanto puoi, dammi una mano; che cosa però tu possa fare proprio non mi viene in mente. Che ti metta per strada in circostanze come queste non è assolutamente il caso: il viaggio è lungo e poco sicuro; e non vedo che cosa possa giovarmi la tua venuta qui. Addio. Brindisi, 4 novembre.