Traduzione Ai Familiari, Cicerone, Versione di Latino, Cicerone a Terenzia e Tullia, Libro 14; 05

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in latino del Libro 14; parte 05, Cicerone a Terenzia e Tullia, dell'opera Ai familiari di Cicerone

AI FAMILIARI: TRADUZIONE DEL LIBRO 14; PARTE 05, CICERONE A TERENZIA E TULLIA

Se tu e Tullia, luce mia, siete in buona salute, altrettanto può dirsi di me e del nostro carissimo Cicerone. Il 14 ottobre siamo arrivati ad Atene, dopo avere avuto venti sfavorevoli e un viaggio per mare lento e scomodo. Mentre stavamo sbarcando ci si è presentato Acasto con le vostre lettere di venti giorni prima: un'impresa davvero notevole! Dalla tua lettera, Terenzia, ho appreso del tuo timore che quelle precedenti non mi fossero state recapitate. Mi sono state recapitate tutte e le tue informazioni erano minuziose e precise, cosa che mi ha fatto molto piacere. Né mi sono meravigliato che quest'ultima tua, portatami da Acasto, fosse breve. Oramai mi aspetti di persona, anzi ci aspetti tutti e due, che siamo veramente ansiosi di rivedervi quanto prima: anche se mi rendo conto della situazione politica in cui mi accingo a ritornare. Ho saputo infatti dalle lettere di molti amici, ugualmente consegnatemi da Acasto, che lo scontro armato sembra una prospettiva inevitabile, al punto che una volta arrivato non mi sarà più concesso dissimulare i miei veri sentimenti. Ma dal momento che è necessario affrontare il destino, tanto più affretterò i tempi di questo mio ritorno, in maniera da poter prendere una decisione definitiva con maggiore facilità. Nei limiti in cui potranno concedertelo le tue condizioni di salute, avrei caro che ti affrettassi a venirci incontro più avanti che potrai. Circa l'eredità di Precio, la cui morte mi ha peraltro veramente colpito, perché gli volevo molto bene, la cosa essenziale che dovresti fare mi sembra questa: se la vendita all'asta avrà luogo prima del mio arrivo, che Pomponio Attico o, se lui non potesse, Camillo si prendano cura dei nostri interessi. Arrivati noi sani e salvi, mi occuperò da solo del resto; se poi tu fossi già partita da Roma, provvederei lo stesso a far fare in questo modo. Con l'aiuto del cielo, dovremmo essere in Italia secondo i nostri calcoli intorno al 13 novembre. Voi due intanto, carissime e dolcissime mie Terenzia e Tulliola, per il bene che ci volete, procurate di star bene in salute. Atene, 16 ottobre.