Traduzione Ai Familiari, Cicerone, Versione di Latino, Cicerone a Lucceio

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in Latino del Libro 05; parte 12, Cicerone a Lucceio, dell'opera Ai Familiari di Cicerone

AI FAMILIARI: TRADUZIONE DEL LIBRO 05; PARTE 12, CICERONE A LUCCEIO

Ho tentato spesso di affrontare con te a viva voce l' argomento che ora ti dirò, ma me ne ha distolto un certo ritegno alquanto rusticano: adesso che ti sono lontano, cercherò di tirar fuori quello che ho dentro con un po' più di ardire; le lettere non sanno arrossire. Ho l'ambizione vivissima, che non mi pare riprovevole, di vedere illustrato e celebrato il mio nome per opera della tua penna; benché tu, in più d'una occasione, mi faccia capire di essere disponibile, io ardo di impazienza: della qual cosa spero che vorrai scusarmi; infatti la tua maniera di scrivere, per quanto io sempre ne abbia concepito grandi speranze, che ha superato ogni mia aspettativa e mi ha talmente preso, o diciamo pure esaltato, che il mio più grande desiderio è quello di vedere affidata nel più breve tempo possibile alle tue pagine la memoria delle mie vicende; e non è solo quella specifica consapevolezza che solo al ricordo dei posteri è affidata la speranza dell'immortalità a lusingarmi, ma anche la natura la ambizione di poter godere da vivo sia dell'autorevolezza della tua testimonianza, sia della prova di stima che mi offriresti, sia del fascino del tuo genio di scrittore. So bene, nell'esprimerti questi pensieri, quanto tu sia oberato da gravosissimi impegni e da imprese già avviate; ma siccome vedo che la tua storia della guerra italica e delle guerre civili è quasi alle ultime battute e sei stato tu a parlarmi del tuo progetto di estendere il lavoro, non ho voluto mancare di invitarti a riflettere se sia preferibile inserire direttamente nel periodo successivo anche quello che mi riguarda, o se come è consolidata tradizione della storiografia greca (penso a Callistene per la sua ‘Guerra della Focile’, a Timeo per le ‘Guerre di Pirro’; a Polibio per la ‘Guerra di Numanzia’, tutte sezioni staccate, come dicevo, dal contesto complessivo delle loro storie) anche tu non intenda analogamente separare la narrazione di una congiura intestina dal resoconto di guerre contro nemici esterni. Certo, per quanto attiene alle mie personali benemerenze non fa molta differenza; ma conviene in qualche modo alla mia premura che tu non aspetti di arrivare al punto e che invece colga subito motivazioni e circostanze dell'intero episodio; al tempo stesso, se oggetto esclusivo delle tue attenzioni saranno un solo argomento e un solo protagonista, già mi figuro tutta la ricchezza e il valore artistico del risultato. Mi rendo tuttavia conto di quanto sfacciato io sia, innanzi tutto ad accollarti un peso non indifferente (le tue molteplici occupazioni giustificherebbero benissimo un tuo rifiuto) e poi a pretendere da te addirittura una resa artistica delle mie faccende. E se non ti sembrassero affatto meritevoli di una resa artistica? Però, chi ha varcato una volta i limiti della convenienza può ben essere sfacciato fino in fondo. Perciò in tutta semplicità ti chiedo espressamente di abbellire il racconto addirittura con più colore di quanto forse tu non senta e di accantonare in ciò le leggi della storia e di non sdegnare quel decoro formale, di cui una volta hai scritto con estrema eleganza in un proemio del quale dimostri di non aver saputo fare a meno non più che il famoso Ercole di Senofonte del piacere quand'anche ciò dovesse favorirmi ai tuoi occhi con troppa evidenza. E concedi alla simpatia personale un pochino di più di quel che possa offrirle la verità; se finalmente ti indurrò ad accettare l'incarico, sono convinto che la materia sarà degna del tuo talento e della tua vena d'artista; dal principio infatti della congiura fino al mio ritorno dall'esilio penso che possa uscirne un'opera di mole non eccessiva, in cui potrai giovarti della tua ben nota conoscenza dei mutamenti storici, sia nella spiegazione delle cause dei rivolgimenti rivoluzionari sia nel suggerire i rimedi a tali guasti, e insieme sottoporre a critica quel che giudicherai riprovevole e ancora sostenere con argomentazioni serrate i punti di vista corretti; e se crederai di dover procedere con maggiore franchezza, come è sempre stato tuo costume, bolle rai la mala fede, gli intrighi, il tradimento di molti nei miei confronti. inoltre le mie alterne vicende ti forniranno molte occasioni di variare stile, tutte ricche come sono di quel certo fascino capace di incatenare l'attenzione di chi legga le tue pagine; niente infatti è più idoneo a interessare il lettore che il variare delle circostanze e le vicissitudini della fortuna: tutte cose niente affatto augurabili per chi le stava sperimentando, ma sicuramente gradevoli alla lettura: giacché quando si è al sicuro il ricordo del dolore passato procura piacere; e agli altri, non provati mai da nessuna personale afflizione, e perciò messi di fionte alle sventure altrui senza alcuna esperienza di dolore, gli stessi moti della compassione sono capaci di suscitare diletto. Chi di noi non ne ha sentito misto a pietà davanti alla scena di Epaminonda morente a Mantinea? Epaminonda, che solo allora dà ordine di svellergli il dardo, dopo che alle sue ansiose domande è stato risposto che lo scudo è salvo: così da morire gloriosamente, con l'animo sereno pur nel dolore della piaga. Chi nel leggere dell'esilio e del ritorno di Temistocle non si è sentito fortificato nella propria passione? In effetti, la secca successione degli eventi in ordine di tempo di per sé ci attrae pochissimo, come in una registrazione destinata agli archivi; ma spesso l'alterna incertezza delle sorti cui è soggetto un personaggio eminente provocano meraviglia, tengono l'animo sospeso, suscitano gioia, sofferenza, speranza, timore; se poi si concludono con una fine degna, 1'animo si appaga nella perfetta distensione della lettura. Sarà dunque più conforme ai miei desideri se ti dovessi convincere a isolare dall'ambito del tuo lavoro, in cui comprendi una narrazione continua dei fatti, questa che può considerarsi come l'interpretazione drammatica degli avvenimenti di cui sono stato attore: ha infatti quadri distinti e una notevole molteplic ità di atteggiamenti e di circostanze. Né temo di sembrare come un cacciatore che tende un laccio ai tuoi favori con qualche piccolo complimento di maniera, se ti dichiaro che terrei più che da ogni altro a essere celebrato ed esaltato da te; tu non sei tale da non sapere chi tu sia e da non ritenere piuttosto invidiosi quanti non ti ammirano che adulatori quanti ti lodano; né io sono tanto folle da voler essere consegnato alla gloria eterna per opera di chi non potesse egli stesso acquistarsi nel glorificare me un riconoscimento del proprio genio. Né Alessandro Magno pretendeva di essere dipinto esclusivamente da Apelle e scolpito da Lisippo come atto di favore; ma perché era convinto che l'arte loro avrebbe arrecato gloria non solo a quelli, ma anche a lui stesso. E quegli artisti divulgavano presso un pubblico sconosciuto l'immagine fisica; ma quand'anche questa riproduzione non esistesse, non per questo un personaggio famoso piomberebbe nell'oscurità; così il nobile Agesilao re di Sparta, che non tollerò l'esistenza di ritratti propri, né per opera di pittori né per opera di scultori, è da citare quanto chi invece a tale attività dette il massimo impulso; infatti il solo esile panegirico di quel re composto da Senofonte ha facilmente sopravanzato tutti i ritratti e le statue di qualsivoglia altro. Pertanto mi sarà di maggior prestigio e per la soddisfazione intima che ne proverei e per la dignità che ne acquisterebbe il mio ricordo, se avrò un posto fra i tuoi scritti a preferenza che fra quelli di altri: perché non soltanto avrò avuto il conforto del tuo talento, come Timo leonte quello di Timeo o Temistocle quello di Erodoto, ma anche dell'autorevolezza di un uomo di specchiata rinomanza, apprezzato e rispettato fra i primi per il comportamento tenuto in circostanze fra le più importanti e gravi della vita pubblica; così che io sembrerò avere ottenuto non soltanto l'elogio di un chiaro cantore, come definì Alessandro in visita al promontorio Sigeo l'omaggio reso da Omero ad Achille, ma ancora la solenne testimonianza di una autentica figura di galantuomo; in effetti ho una predilezione particolare per la figura di Ettore come descritta da Nevio: Ettore, che non si rallegra tanto ‘di essere lodato’, ma aggiunge: ‘da un eroe degno di lode. Ma se non potrò vedere accolta da te la mia richiesta, cioè se qualche cosa dovesse impedirtelo (perché non mi sembre rebbe giustificato un tuo rifiuto di accogliere una mia richiesta), sarò costretto forse a fare quello che molti spesso hanno riprovato: a scrivere cioè io di me stesso anche se sull'esempio di molti illustri personaggi; ma tu sai perfettamente quali siano gli inconvenienti di questo genere di letteratura; chi scrive di se stesso deve di necessità attenuare i meriti e passare oltre gli eventuali demeriti; si aggiunga inoltre una minore credibilità, una minore autorevolezza; molti insomma avrebbero a che ridire e sosterrebbero che hanno assai più ritegno i pubblici annunciatori delle gare di atletica, i quali almeno quando consegnano le medaglie ai vincitori ne proclamano i nomi a voce alta, ma quando essi stessi ricevono un riconoscimento prima della chiusura dei giochi, ricorrono ad un loro collega per non essere dichiarati vincitori dalla propria stessa voce! Io questo preferirei evitarlo e se tu ti fai carico della causa mia, lo eviterò: e insisto perché tu lo faccia. Potresti magari domandarti meravigliato perché io, di fronte alle frequenti assicurazioni che mi hai già dato di voler descrivere con la massima precisione la politica e gli eventi che mi hanno avuto per protagonista, lo pretenda ora da te con tanta insistenza e con tante parole: il fatto è come ho scritto all'inizio che il mio desiderio è vivissimo e la mia premura grande (il mio carattere è vivace, del resto); ma mi piacerebbe che la gente sapesse di me dai tuoi libri mentre sono ancora in vita e che io stesso godessi da vivo della mia piccola porzione di gloria. Quali che debbano essere le tue intenzioni in merito a tutto ciò, se non ti reca disturbo gradirei che me ne scrivessi a tua volta; se infatti accetti la mia causa, comincerò a redigere un memoriale comple to; se invece mi rinvierai ad altro tempo, ne parlerò direttamente con te. Nel frattempo prosegui pure il tuo lavoro e dà l'ultima mano a quanto hai già allestito, e ricordami con affetto.