Traduzione Ad Brutum, Cicerone, Versione di Latino, Libro 02; 01-02

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in Latino del Libro 02; paragrafi 01-02 dell'opera Epistulae ad Brutum di Cicerone

AD BRUTUM: TRADUZIONE DEL LIBRO 02; PARAGRAFI 01-02

01. Mentre ti scrivevo queste cose, la situazione era considerata giunta al punto estremo. Erano portati messaggeri e lettere sconfortanti dal nostro Bruto. Ma certo non mi turbavano moltissimo. Non potevo diffidare degli eserciti e dei comandati che abbiamo né avevo comunanza di opinione con la maggior parte degli uomini. Non nutrivo dubbi sulla fedeltà dei consoli, che era stata molto sospettata; desideravo sagacia e tempestività in tutte le cose, e se lavessero già usata, avremmo recuperato già prima la repubblica. Non ignori infatti quanto importanti siano le scelte dei tempi nello stato e in che cosa diverga una stessa identica cosa se è decisa, voluta, fatta prima o poi. Se tutte le cose che furono decretate con severità in questo tumulto fossero state perfezionato o il giorno in cui dissi la mia opinione e non procrastinate di giorno in giorno, oppure se non fossero state ritardate e rimandate dal tempo in cui furono approvate perché fossero applicate, ora non avremmo nessuna guerra. [2] Bruto, io proposi per la repubblica tutte le cose che dovettero proporre uno che fosse stato collocato nella posizione in cui mi trovo dalla volontà del senato e del popolo e non solo quelle che, sole, debbano essere chieste ad un uomo, la fedeltà, lattenzione, la carità di patria. Quelle sono infatti cose tali che non esiste nessuno che non le debba garantire. Ma tuttavia io ritengo che deve essere garantita anche prudenza da chi esponga un decreto sui principi della repubblica e avrei creduto, essendomi spinto a tal punto da prendere il timone dello stato, di non dover essere meno biasimato se avessi suggerito qualche cosa al senato inutilmente piuttosto che in mala fede. [3] So che ti è stato scritto diligentemente quali cose siano successe e quali siano fatte adesso, dal canto mio questo è ciò che vorrei che tu sapessi, che il mio animo mira alla battaglia e non cerca nessuna ulteriore conferma se la convenienza della città non mi farà per caso cambiare idea; inoltre gli animi del partito più grande guardano te e Cassio. Perciò, Bruto preparati a capire che o, se le cose sono state gestite bene in questo periodo, la repubblica deve essere resa migliore da te, o, se si è sbagliato qualcosa, essa tramite te deve essere recuperata.

02. Hai potuto guardare lanimo di Planco, onesto verso la repubblica, le legioni, gli aiuti, le truppe dalle sue lettere di cui credo che ti sia stato mandato un esemplare. Ormai credo che sia stata mostrata dalle lettere dei tuoi la leggerezza e lincostanza di Lepido, tuo cognato, che, dopo il fratello ha parenti stretti che odia, e il suo animo sempre nemico dello stato. [2] Ci stressa lattesa che è stata tutta omrai portata al punto estremo. Ogni speranza è nel liberare Bruto, per il quale avevamo davvero paura. [3] Io ho abbastanza da fare con quelluomo pazzo, Servilio, che ho sopportato anche più a lungo, a causa della repubblica, per non dare un uomo poco svelto sicuramente, ma comunque nobile ai cittadini crudeli, a cui far capo, cosa che non di meno fanno; ma non ritenevo che lui dovesse essere allontanato dallo stato. Misi fine al sopportarlo oltre. Aveva cominciato ad esserci tanta insolenza da non considerare libero nessuno. Certamente nella questione di Planco si infiammò con incredibile dolore e per due giorni litigò con me e fu da me così maltrattato che spero che sarà per sempre più modesto. E in questa stessa contesa, la situazione svolgendosi nella maniera più netta, il nove aprile mi furono portare al senato lettere del nostro Lentulo su Cassio, sulle legioni, sulla Siria. E avendo subito letto quelle, cadde Servilio e altri ancora; ci sono infatti alcune persone insigni che hanno pensieri davvero indegni. Ma Servilio sopportò di mal grado che mi fosse stato concesso qualcosa su Planco. Quella è una grande novità nello stato, ma* * *