Traduzione Ad Brutum, Cicerone, Versione di Latino, Libro 01; 11-12

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in Latino del Libro 01; paragrafi 11-12 dell'opera Epistulae ad Brutum di Cicerone

AD BRUTUM: TRADUZIONE DEL LIBRO 01; PARAGRAFI 11-12

11. Lanimo di Antistio Vetere verso lo stato è tale che non dubito che si sarebbe costituito acerrimo vendicatore della libertà comune, contro Cesare e Antonio, se avesse potuto averne loccasione. Infatti, mentre Publio Dolabella aveva soldati e cavalli, lui, che stava in Acaia, preferì correre qualsiasi pericolo dalle insidie di quel delinquente prontissimo a tutte le cose piuttosto che sembrare o che fosse stato costretto a dare denaro o che volentieri lo abbia dato a quelluomo correttissimo e crudelissimo, ci promise ancora di più e ci diede ventimila sesterzi dal suo patrimonio e , cosa che è molto più cara, offrì ed uno se stesso. [2] Desideriamo convincerlo a restare generale negli accampamenti e a difendere la repubblica. Stabilì infatti che doveva andare poiché aveva dimesso lesercito. Subito però ci confermò che sarebbe tornato, radunata una legione, se i consoli non avessero avuto i comizi dei pretori. Infatti ad uno che con grande impegno nutriva questi sentimenti verso lo stato, fui consigliere di non procrastinare il momento della sua candidatura. E la sua azione deve essere gradita a tutti quelli che ritennero che questo esercito fosse utile alla repubblica e ancor più gradito a te che difendi la nostra libertà con così grande tormento e coraggio e gloria e che godrai di dignità se toccherà ai nostri progetti la sorte che speriamo. Io dunque, Cicerone mio, ti prego personalmente e amichevolmente di voler bene a Vetere e di volere essere il più possibile favorevole a lui; anche se lui non può essere trattenuto in nessun modo dal suo obiettivo, tuttavia può essere eccitato dalle tue lodi e dalla tua benevolenza al punto da abbracciare e proteggere ancor più il suo progetto. Questa cosa mi sarà graditissima.

12. Anche se stavo per dare a Messala Corvino or ora una lettera non vorrei tuttavia che il nostro Vetere giunga a te senza mie lettere. O Bruto, lo stato versa nel massimo caos e, vincitori, siamo costretti di nuovo a combattere. Ciò accade per la scelleratezza e la pochezza di Marco Lepido. In questo tempo, pur sopportando a stento molte cose per quellambascia che sostenni a vantaggio dello stato, niente sopportai più a stento di non potere acconsentire alle preghiere di tua madre né a quelle di tua sorella; infatti crederò che sia facile spiegarlo a te, che sei così importante per me. In nessun modo la causa di Lepido poteva essere distinta da Antonio e, a giudizio di tutti, era anche più grave perché Lepido, pur essendo stato ornato da grandissimi onori e avendo mandato belle lettere al senato pochi giorni prima, improvvisamente non solo riaccolse i resti dei nemici, ma fece aspramente una guerra per guerra e per mare; quale sarà la conclusione è incerto. Così, quando siamo pregati di mostrare misericordia ai suoi figli, niente è aggiunto riguardo ai sommi guai che dovranno cascarci addosso se il padre dei fanciulli vincerà (Giove disperda questa previsione). Non mi sfugge di certo quanto sia ingiusto far scontare i delitti dei padri con le pene dei figli; ma alle leggi si sottintende chiaramente questo, che lamore dei figli renda i genitori più amici allo stato. Così è Lepido crudele verso i suoi figli, non quello che considera nemico Lepido. E quello se, deposte le armi, dovesse essere condannato per violenza, dal cui giudizio certo non avrebbe difesa, i figli subirebbero, confiscati i beni, la stessa disgrazia. Perciò Lepido, Antonio e gli altri nemici promettono a noi quella stessa cosa che tua madre e tua sorella vorrebbero stornare per i bambini, e molte altre cose più crudeli. Così in questo momento abbiamo la massima speranza in te e nel tuo esercito. Conviene tanto al bene dello stato quanto alla tua gloria e dignità che tu, come ti scrissi prima, venga in Italia quanto prima. La repubblica è davvero priva tanto delle tue forze quanto anche della tua opinione. [3] Ho trattato benissimo Vetere per la sua benevolenza nei tuoi confronti e per la sua singolare onestà e lo conobbi come affezionatissimo e attentissimo tanto a te quanto allo stato. Vedrò Cicerone mio quanto prima, come spero. Confido che lui e anche tu stiate per venire in Italia velocemente.