Traduzione Ad Attico, Cicerone, Versione di Latino, Libro 03; 01-04

Di Redazione Studenti.

Traduzione in italiano del testo originale in Latino del Libro 03; paragrafi 01-04 dell'opera Epistulae ad Atticum di Cicerone

AD ATTICO: TRADUZIONE DEL LIBRO 03; PARAGRAFI 01-04

01. Se prima ero dell'avviso che l'averti al mio fianco era della massima importanza per me, quando poi ho letto la proposta finale ho capito che per il viaggio la cosa più auspicabile era che tu mi raggiungessi il più presto possibile: così, una volta partito dall'Italia, se mi toccasse traversare l'Epiro, potrei giovarmi della protezione tua e dei tuoi; e se bisognasse decidere altrimenti, sceglierei il da farsi migliore in base ai tuoi consigli. Per questi motivi ti prego di impegnarti a raggiungermi subito; lo potrai piu facilmente, da che e passata la legge sulla provincia di Macedonia. Ti fornirei altri argomenti se la situazione stessa non perorasse in mio favore presso di te. 02. II motivo del mio spostamento e che non avevo luogo dove, a termini di legge, potevo restare più a lungo al di fuori della proprietà di Sicca, specialmente se la mozione non e state ancora emendata, e al tempo stesso mi rendevo conto che da questo posto, con te vicino, potevo trasferirmi a Brindisi, mentre senza di te dovevo evitare quelle parti a causa di Autronio. Ora, come ti ho scritto in precedenza, se vieni da me potremo decidere su tutta la faccenda. So che il viaggio e fastidioso; ma e la mia sventura tutta quanta a essere piena di fastidi. Non posso scrivere di più, tanto mi sento affranto e abbattuto. Mantieniti sano. Da Nares di Lucania, 1'8 aprile. 03. Prego il cielo di poter vedere il giorno in cui ti ringrazierò per avermi costretto a vivere! Per il momento ho ancora a pentirmene amaramente. Ma ti prego di raggiungermi subito a Vibo, verso cui per molti motivi ho rivolto il mio cammino. Ma se ci verrai, potrò ragionare con calma sull'intero itinerario del mio esilio.

Mi meraviglierei se non lo facessi; ma confido che lo farai. 04. Attribuisci, ti prego, alle mie infelici condizioni e non alla mia incostanza il fatto di essermi mosso improvvisamente da Vibo, dove ti avevo chiesto di raggiungermi. Mi e stato fatto pervenire il testo definitivo della legge che decide la mia rovina: l'emendamento di cui avevo sentito parlare era in questi termini, che mi era concesso di risiedere oltre le quattrocento miglia dall'Italia, e che per conseguenza non mi era concesso di arrivare laggiù in Sicilia. Mi sono diretto immediatamente verso Brindisi prima della data prevista per la votazione, sia per non coinvolgere nel disastro il mio ospite Sicca, sia perché oramai non mi era permesso restare neanche a Malta. Ora affrettati a venirmi dietro, se pure troverò riparo da qualche parte. Ho ancora delle offerte cortesi, ma ho un gran timore per il tempo a venire. Caro Pomponio, il vivere mi pesa assai; e sei stato tu il fattore determinante di questa mia scelta. Ma ne diremo a voce, purché tu procuri di venire.