Maturità 2016, traccia del tema storico su suffragio universale e voto alle donne

Di Maddalena Balacco.

Sul sito del Miur la traccia del tema sul voto alle donne del 1946 e sul suffragio universale, ecco il testo integrale

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Maturità 2016, traccia del tema storico su suffragio universale e voto alle donne

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Dopo la pubblicazione da parte del Miur delle tracce maturità 2016, abbiamo finalmente tutti scoperto anche l'argomento del tema storico presente fra gli altri scelti dagli esperti del ministero. Per questo 2016, in onore forse dell'anniversario svoltosi qualche giorno fa, il tema della traccia storica della maturità 2016 è stato sul tema del suffragio universale seguito alla storica apertura del voto alle donne del 1945. Qui i nostri tutor hanno svolto il tema storico 2016. Ma vediamo di cosa si trattava. ù

Maturità 2016 traccia tema storico sul voto alle donne, il testo Miur

Sul pdf ufficiale pubblicato dal Miur si legge la seguente consegna

Settant’anni fa, nel marzo del 1946 in occasione delle elezioni amministrative e il 2 giugno 1946 in occasione del referendum tra monarchia e repubblica, in Italia le donne votavano per la prima volta. Dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, il suffragio universale perfetto portava a compimento una battaglia cominciata in Italia all’indomani dell’Unità, passata attraverso le petizioni delle prime femministe all’inizio del Novecento e corroborata dalla partecipazione delle donne alla guerra di Resistenza. Dalle testimonianze di due scrittrici, riportate di seguito, si coglie la coscienza e l’emozione per il progetto di società democratica e partecipativa che si stava delineando, in cui le donne avrebbero continuato a lottare per affermare la parità dei loro diritti in ogni campo della vita privata e pubblica, dall’economia alla politica e alla cultura. Il 1946 nei ricordi di:

Alba De Céspedesp (1911-1997). «Né posso passare sotto silenzio il giorno che chiuse una lunga e difficile avventura, e cioè il giorno delle elezioni. Era quella un’avventura cominciata molti anni fa, prima dell’armistizio, del 25 luglio, il giorno – avevo poco più di vent’anni – in cui vennero a prendermi per condurmi in prigione. Ero accusata di aver detto liberamente quel che pensavo. Da allora fu come se un’altra persona abitasse in me, segreta, muta, nascosta, alla quale non era neppure permesso di respirare. È stata sì, un’avventura umiliante e penosa. Ma con quel segno in croce sulla scheda mi pareva di aver disegnato uno di quei fregi che sostituiscono la parola fine. Uscii, poi, liberata e giovane, come quando ci si sente i capelli ben ravviati sulla fronte.»

Anna Banti (1895-1985). «Quanto al ’46 […] e a quel che di “importante” per me, ci ho visto e ci ho sentito, dove mai ravvisarlo se non in quel due giugno che, nella cabina di votazione, avevo il cuore in gola e avevo paura di sbagliarmi fra il segno della repubblica e quello della monarchia? Forse solo le donne possono capirmi e gli analfabeti.» Patrizia GABRIELLI, “2 giugno 1946: una giornata memorabile” saggio contenuto nel quadrimestrale Storia e problemi contemporanei, N. 41, anno XIX gen/apr 2006; CUEB ;