Traccia svolta tipologia C2, tema di attualità sull'iperconnessione, prima prova maturità 2022

Di Redazione Studenti.

Traccia svolta tipologia C2, tema di attualità sul testo di vera Gheno e Bruno Mastroianni sull'iperconnessione. Lo svolgimento del nostro tutor

TIENILO ACCESO DI VERA GHENO E BRUNO MASTROIANNI

Traccia svolto tipologia C2 sull'iperconnessione prima prova 2022
Traccia svolto tipologia C2 sull'iperconnessione prima prova 2022 — Fonte: getty-images

Fra le tracce della prima prova maturità 2022 del MI c'è anche una riflessione su Tienilo acceso di Vera Gheno e Bruno Mastroianni, un libro che dà moltissimi spunti sul tema dell'iperconnessione nell'era contemporanea.

La traccia chiedeva di riflettere sul tema della web reputation e della cittadinanza digitale, partendo dall'immagine che diamo di noi stessi interagendo sul web con gli utenti.

Di seguito trovi la traccia svolta da uno dei nostri tutor.

Traccia svolta tipologia C2, tema di attualità sull'iperconnessione: svolgimento

L’argomento dell’iperconnessione e della web reputation è particolarmente vicino ad una delle tematiche di cui più spesso si discute a scuola. La maggior parte degli appartenenti alla Generazione Z o Digitarian sono effettivamente iperconnessi e fanno fatica ad immaginare un’ora della propria giornata senza il cellulare tra le mani.

Approcciandosi al saggio proposto viene spontaneo riflettere sul fatto che sia diventato estremamente difficile comunicare se non attraverso il dispositivo elettronico. Le ore di lezione inoltre trascorrono spesso tra giochi online, social network e chat con gli amici.

Tutto ciò la dice lunga sulla dipendenza che i mezzi tecnologici hanno creato in ognuno di noi. Spesso è la paura della solitudine uno dei principali motivi che spingono alla dipendenza dallo smartphone, ma al tempo stesso una relazione costante col mondo virtuale può tagliarci fuori dai rapporti reali e aumentare quella solitudine dalla quale si cercava di scappare.

Alcuni studi hanno dimostrato che la dipendenza e l’alienazione causata dal phubbing - l'azione di trascurare il proprio interlocutore fisico per consultare spesso il cellulare o un altro dispositivo interattivo - ha serie conseguenze sulla salute mentale, fisica e sociale degli adolescenti e può portare più facilmente a insorgenza di stress e depressione.

All’inizio sembrava che la tecnologia ci aiutasse in tutto, le ricerche da fare risultavano veloci, le tesine si componevano in un attimo e risultavano più accattivanti grazie ad un corredo di immagini mai banali. Quasi subito però ci si è resi conto che passare del tempo in classi dove, nella maggior parte dei casi, non esistevano dispositivi elettronici e nelle quasi si doveva tornare ad usare un libro cartaceo non era altrettanto interessante.

La nostra attenzione infatti viene sempre più spesso catturata dalle immagini digitali e dalla velocità delle stesse. Le notizie più disparate, tra le quali guerre, omicidi e cambiamenti climatici passano senza lasciare traccia, lambiscono al massimo la superficie della nostra mente senza mai arrivare in profondità.

Accade così di vedere e pensare anche noi stessi inseriti in questo magma che non si solidifica mai e di rappresentarsi costantemente sullo schermo virtuale senza riflettere sulle conseguenze del nostro apparire in quella vetrina globale. Ci svegliamo già con l’idea di mostrare agli altri la nostra vita che spesso non è reale, ma soltanto virtuale e dopo aver pubblicato siamo attanagliati dall’ansia e vogliamo capire chi ha visto le nostre storie, che reazioni ha avuto, se ci ha concesso la sua approvazione sotto forma di like.

Se giungono conferme che ci soddisfano siamo contenti, ma nel momento in cui cominciano a comparire commenti negativi ci lasciamo prendere dall’angoscia e facciamo di tutto per farci apprezzare arrivando anche a pubblicare foto sempre meno edificanti o rispondendo in maniera aggressiva alle critiche.

Come ricorda il saggio proposto però non è necessario condividere tutto e non occorre condividere troppo. Spesso infatti non ci si rende conto che quel materiale digitale sarà a disposizione di tutti e servirà agli altri per farsi un’idea di noi anche in contesti diversi da quelli immaginati originariamente, come ad esempio un colloquio di lavoro formale. Il rischio è di lasciarsi trascinare in una spirale che mostra poco di ciò che siamo davvero.

Forse la pandemia e i due anni di didattica a distanza sono stati un’occasione per riflettere su quanto siano essenziali il confronto diretto, gli sguardi, i sorrisi e le cose non dette e nemmeno sussurrate. In molti casi però questo tempo sospeso ci ha resi ancora più dipendenti dalla tecnologia e ci ha fatto dimenticare quanto possa essere affascinante prestare attenzione ad un prof che parla sforzandosi di trasmetterci qualcosa. Sul web spesso si perdono i freni inibitori e i toni che si usano sono esagerati, ci si sente protetti dall’ambiente asettico dei commenti e si esagera coperti dalla logica del branco. Anche per questo appare importante imparare nuovamente a commentare ciò che ascoltiamo o leggiamo in un ambiente reale che favorisca il confronto e lo sviluppo di una coscienza critica. Spesso inoltre l’iperconnessione non si accompagna allo sviluppo di reali competenze informatiche e questo è dannoso soprattutto in relazione alla cittadinanza digitale che rappresenta la capacità di un individuo di partecipare alla società online nella quale, come in quella reale, ci sono diritti e doveri fondamentali per una convivenza civile.

Traccia ufficiale del MI, tipologia C2, tema di attualità sull'iperconnessione

Fonte: ufficio-stampa