Traccia svolta tipologia C1, tema di attualità su Luigi Ferrajoli, prima prova maturità 2022

Di Redazione Studenti.

Traccia svolta tipologia C1, tema di attualità su Luigi Ferrajoli, Perché una Costituzione della Terra? Ecco lo svolgimento del nostro tutor

PERCHÉ UNA COSTITUZIONE DELLA TERRA? DI LUIGI FERRAJOLI

Traccia svolto tipologia C1 su Luigi Ferrajoli prima prova 2022
Traccia svolto tipologia C1 su Luigi Ferrajoli prima prova 2022 — Fonte: getty-images

Fra le tracce della prima prova maturità 2022 proposte dal MI c'è anche Luigi Ferrajoli, autore di Perché una Costituzione della Terra?. Una scelta che sorprende, perché nonostante in molti si aspettassero una traccia sulla pandemia, probabilmente nessuno pensava di doverla affrontare a partire da un testo simile.

Il tema richiedeva di riflettere sulle conseguenze socioeconomiche della pandemia e di come questo evento abbia messo tutti di fronte a un destino comune, e chieda di agire in modo unito per fronteggiare le prossime crisi.

Tutte le tracce svolte:

Di seguito trovi la traccia svolta da un nostro tutor.

Tipologia C. Proposta C1 | Il problema della normalità

La pandemia che ha colpito l’intero pianeta agli inizi del 2020 è stata sicuramente un’emergenza globale. Essa infatti ha rappresentato e continua a rappresentare un rischio per la salute pubblica degli Stati e richiede una risposta coordinata a livello internazionale. Con questa definizione si è voluto sottolineare anche il carattere improvviso e inatteso dell’epidemia.

La dichiarazione di emergenza globale è stata inoltre un invito alla trasparenza, l'OMS ha chiesto infatti di isolare prontamente le persone infette in qualunque parte del mondo e di riportare tutte le informazioni necessarie all'organizzazione. Questo invito però non è stato raccolto da alcuni Paesi che hanno continuato a mantenere uno stretto riserbo rispetto alle infezioni da coronavirus all’interno dei loro confini rifiutandosi di contribuire alla risoluzione del problema.

Tale aspetto è risultato particolarmente critico a causa dell’altissimo grado di integrazione e interdipendenza del mondo contemporaneo. Come ricorda Luigi Ferrajoli infatti il contagio, pur in paesi lontanissimi tra loro, non può lasciare indifferenti vista l’altissima capacità del virus di diffondersi rapidamente in tutto il globo.

Tale emergenza ha messo in ginocchio l’economia alterando la vita di tutti i popoli della terra e ha mostrato l’interazione tra emergenza sanitaria ed emergenza ecologica. La prima si è rivelata un effetto collaterale delle deforestazioni, dell'inquinamento, del riscaldamento climatico, delle coltivazioni e degli allevamenti intensivi ed ha quindi svelato i nessi che legano la salute delle persone alla salute del pianeta.

Spesso nei primi periodi della pandemia si è sentito dire che la speranza era quella di tornare presto alla normalità, ma una riflessione più accurata porterebbe a capire che proprio in quella normalità risiedeva il problema. Non c’è infatti alcuna normalità alla quale ritornare quando quello che abbiamo reso normale ieri ci ha condotto a quel che abbiamo oggi.

In molti hanno sorriso nel leggere dell’aquila reale che solcava il cielo di Milano o nel guardare le immagini del golfo di Napoli che mostravano un’acqua pulitissima e anche per questo si dovrebbe abbandonare l’interpretazione dell’economia come scienza basata sulla crescita continua, sull’uso smodato delle risorse naturali, sul consumismo, sullo spreco fatto sistema per massimizzare i profitti di pochi. I modelli alternativi esistono e andrebbero adottati se non vogliamo che quelle immagini capaci di suscitare la nostra tenerezza e la nostra simpatia non restino soltanto un ricordo che si allontana inesorabilmente.

Il problema da affrontare non è solo il capitalismo in sé, ma anche il capitalismo in noi stessi.

Nel corso della pandemia, le autorità politiche e scientifiche hanno più volte affermato che sono le persone gli agenti più decisivi per arginare il contagio e proprio le persone sono i soggetti più importanti questa situazione.

Non si può permettere che, per mezzo del pressante linguaggio della crisi, venga imposta la restaurazione della struttura stessa della catastrofe. Benché il confinamento ci abbia isolato gli uni dagli altri, tutto quello che abbiamo vissuto lo abbiamo vissuto insieme. In questo il virus appare paradossale perché ci pone in una condizione di relativa eguaglianza e riscatta il concetto di genere umano. La pandemia ha colpito tutto il genere umano senza distinzioni di nazionalità e di ricchezze e proprio questo dovrebbe spingerci a considerare maggiormente la nozione di bene comune, forse la più efficace per iniziare a tessere un modo di vita diverso e un’altra sensibilità che non si limiti all’osservazione di qualche foto su uno schermo.

Traccia ufficiale tipologia C1 su Luigi Ferrajoli

Fonte: ufficio-stampa