Traccia svolta tipologia B1 su Chabod e l'idea di nazione | Prima prova maturità 2023

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Traccia svolta tipologia B1 su Chabod e l'idea di nazione | Prima prova maturità 2023
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L'idea di nazione in Chabod: traccia svolta dal tutor

Il concetto di nazione è un argomento complesso e mutevole che ha subito notevoli trasformazioni nel corso dei secoli. Secondo l'interpretazione di Federico Chabod, la nascita del concetto di “nazione” è spesso associata al Romanticismo e al periodo del Risorgimento, ma le sue radici possono essere rintracciate sin dal Medioevo.

Inizialmente, il concetto di “nazione” era principalmente territoriale e si basava sulla comunità di persone legate da un'origine comune o da caratteristiche specifiche dei popoli. Con il passare dei secoli, invece, l'accento si è spostato verso l'idea di una comunità basata su valori condivisi, come la lingua, la cultura, la storia e le tradizioni.

Nel contesto italiano, l'idea di nazione è strettamente legata al processo di unificazione nazionale noto come Risorgimento, che ha portato alla formazione dello Stato italiano nel XIX secolo. Durante questo periodo, il concetto era intrinsecamente legato alla lotta per l'indipendenza politica dall'occupazione straniera e alla ricerca dell'unità nazionale.

La nazione per Cavour

Secondo lo storico Chabod, infatti, uno dei principi fondamentali strettamente legato al concetto di nazionalità, era quello della libertà politica. Un esempio è il lavoro portato avanti da Camillo Benso, conte di Cavour. Mosso inizialmente da un forte desiderio di liberalismo, aspirando a portare il suo paese allo stesso livello delle grandi nazioni libere dell'Occidente, successivamente si rese conto che era necessario non solo raggiungere l'indipendenza dall’occupazione straniera ma anche conquistare l'unità, poiché un problema non poteva essere risolto senza l'altro.

La nazione per Mazzini

Per Mazzini, invece, la nazione è strettamente legata all’umanità: “La nazione non è fine a se stessa: anzi! È mezzo altissimo, nobilissimo, necessario, ma mezzo, per il compimento del fine supremo: Umanità!”. In altre parole, il fine ultimo e più importante dell'esistenza di una nazione non è solo perseguire i propri interessi nazionali, ma è quello di contribuire al progresso e al benessere dell'intera umanità. La nazione viene vista, quindi, come uno strumento attraverso il quale si può raggiungere un obiettivo più ampio.

Ciò implica che la nazione dovrebbe essere guidata da valori di solidarietà, giustizia sociale e cooperazione internazionale, piuttosto che da una visione egoistica e isolazionista, in quanto il vero fine supremo da perseguire è il benessere e il progresso dell'umanità nel suo complesso.

La questione, tuttavia, appare agli occhi di coloro che abitano il nuovo millennio più simile ad un Giano bifronte:

  • da una parte abbiamo il volto risorgimentale e democratico di chi, come Mazzini, sostiene che, al pari dei cittadini - vale a dire gli individui che costituiscono la nazione - le nazioni siano gli individui che costituiscono l'umanità;
  • dall'altra, il volto aggressivo e razzista di chi intende sottomettere e rimuovere l'alterità, negando allo straniero il concetto stesso di umanità.

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