Traccia svolta Tipologia B1, testo argomentativo su Liliana Segre, prima prova maturità 2022

Di Redazione Studenti.

Traccia svolta del testo argomentativo su Liliana Segre prima prova maturità 2022, dal titolo La sola colpa di essere nati. Scopri lo svolgimento del nostro tutor

LA SOLA COLPA DI ESSERE NATI, LILIANA SEGRE E GHERARDO COLOMBO: TRACCIA SVOLTA

Traccia svolta tipologia B testo argomentativo La sola colpa di essere nati, prima prova maturità 2022
Traccia svolta tipologia B testo argomentativo La sola colpa di essere nati, prima prova maturità 2022 — Fonte: getty-images

Tra le tracce della prima prova maturità 2022 scelte dal MI c'è anche un tema che ci aspettavamo per questo esame: il razzismo, raccontato attraverso le parole di Liliana segre e Gherardo Colombo, autori di La sola colpa di essere nati. La prova chiedeva di argomentare il proprio punto di vista a partire dalla lettura del brano, che parlava del momento in cui, dopo le leggi razziali, Liliana Segre fu espulsa dalla scuola, e per tutti iniziò ad essere invisibile.

Leggi le altre tracce svolte:

Leggi di seguito le risposte alle domande e la parte della produzione.

Traccia svolta Tipologia B1: comprensione e analisi

1 - Nel 1938 Liliana Segre venne espulsa dalla scuola statale che frequentava in seguito all’emanazioned delle leggi razziali. La sua famiglia fu costretta a mandarla in una scuola cattolica e, successivamente, trovò una signora disponibile a darle lezioni private a casa.

L’espulsione destò una particolare impressione nella bambina di soli otto anni che la percepì come un qualcosa di assurdo ed enorme. Nel testo Liliana Segre riesce a riportare in maniera autentica le emozioni di una giovane che viene allontanata dalla scuola e dai compagni per la sola colpa di essere nata. Quando chiedeva il perché di quell’allontanamento nessuno riusciva a risponderle e i suoi familiari spesso scoppiavano a piangere, era quindi inevitabile caricarsi di domande e sensi di colpa.

Oltre all’espulsione dalla scuola a turbare la bambina contribuiscono anche le visite sempre più pressanti dei poliziotti a casa sua e l’improvviso silenzio del telefono. Per lei che correva a rispondere con entusiasmo al primo squillo quella quiete apparente era spaventosa. Quando invece il telefono tornava a suonare la situazione era anche peggiore perché, spesso, dall’altro capo del filo le venivano indirizzate anonime minacce di morte. Dopo aver raccontato al padre quanto le era successo le venne proibito di rispondere. In quel periodo le persone che rimasero vicine a lei e alla sua famiglia furono poche e, da allora, Liliana Segre ha sempre tenuto in grande considerazione gli amici veri che in disgrazia non ti abbandonano. Se infatti fa male ricevere gravi minacce da uno sconosciuto ancora più doloroso è constatare che chi si professava tuo amico è pronto a considerarti invisibile non appena gli eventi iniziano a prendere la piega sbagliata.

Perché Liliana Segre considera assurda e grave la sua espulsione dalla scuola?

2 - Liliana Segre considera grave ed assurda l’espulsione dalla scuola perché era stata inflitta a bambini che non avevano alcuna colpa e non possedevano nemmeno gli strumenti per comprendere l’odio che soggiaceva dietro quella decisione discriminatoria. L’espulsione era stata quindi un forte trauma e l’aveva spinta a caricarsi di sensi di colpa e domande alle quali era impossibile rispondere.

Liliana Segre paragona l’esperienza determinata dalle leggi razziali con il gioco infantile del “bambino invisibile”: per quale motivo utilizza tale similitudine?

3 - L’autrice paragona l’esperienza delle leggi razziali al gioco del bambino invisibile in quanto in entrambi i casi il soggetto preso di mira viene considerato invisibile dalle persone che lo circondano. Proprio come nel gioco infantile anche a lei era capitato di essere ignorata da chi, fino a poco tempo prima, si professava suo amico e la riempiva di complimenti. Ogni bambino colpito dalle leggi razziali era diventato un bambino invisibile.

Nell’evocare i propri ricordi la senatrice allude anche ai sensi di colpa da lei provati rispetto alla situazione che stava vivendo: a tuo parere, qual era la loro origine?

4 - All’epoca dell’espulsione Liliana Segre iniziò a provare dei sensi di colpa perché non riusciva a trovare una spiegazione a quel provvedimento illogico e nessuno dei suoi familiari, troppo affranti dalla situazione, era in grado di fornirgliene una plausibile. Non trovando motivazioni valide la bambina era portata a colpevolizzarsi e ad immaginare una colpa inesistente pur di darsi delle risposte.

Produzione

La senatrice Segre mette in luce il doppio aspetto della discriminazione legata all’emanazione delle leggi razziali del 1938. Essa infatti fu sia istituzionale che relazionale e portò spesso le vittime di tali provvedimenti a perdere, oltre ai diritti civili, anche i legami personali più stretti.

Questi provvedimenti rappresentarono la definitiva sepoltura dello Stato nato dal processo risorgimentale e l’introduzione, per la prima volta nella sua storia, di una discriminazione tra cittadini che segnava la fine dei principi base dello stesso. Le leggi razziste realizzarono irrevocabilmente quello che non aveva portato a compimento la svolta del 1925, con l’abolizione della democrazia parlamentare.

Innanzitutto i provvedimenti del settembre 1938 imposero l’allontanamento dei bambini e dei docenti ebrei dalle scuole e l’espulsione degli ebrei stranieri arrivati in Italia dopo il 1919. Ad essi seguì il varo delle vere e proprie leggi razziali nel febbraio dello stesso anno.

Queste costrinsero i cittadini ebrei a registrarsi in elenchi speciali e li esclusero dal servizio militare.

Vennero vietati inoltre i matrimoni misti, tra soggetti appartenenti a razze diverse. In aggiunta agli ebrei fu drasticamente limitato l’accesso a numerosi ambiti della società civile e delle istituzioni pubbliche e quelli già presenti in quei settori vennero espulsi. Per quanto riguarda l’ambito economico agli ebrei veniva vietato di possedere o dirigere aziende di qualsiasi natura che impiegassero cento o più persone, nonché di possedere terreni di superficie superiore ai cinquanta ettari.

Questi provvedimenti “per la difesa della razza italiana” non erano dipesi soltanto dal consolidamento dell’alleanza con la Germania nazista. L’idea di fomentare l’odio delle masse contro un nemico, dipingendolo come un essere radicalmente “diverso” dalla comunità nazionale, faceva infatti già parte del pensiero del regime. Da tempo esso si serviva del razzismo sia per sostenere l’espansione coloniale, sia per scaricare le responsabilità dei fallimenti su alcuni capri espiatori. Col progressivo avvicinamento alla Germania nazista, che già nel 1935 aveva varato le leggi di Norimberga per discriminare gli ebrei, ci fu poi un’intensificazione della politica razziale. L’ideologia fascista arrivò dunque a includere pienamente l’antisemitismo e il manifesto degli scienziati razzisti diffuse le nuove parole d’ordine in tutto il Paese.

Come ricorda la senatrice Segre tali provvedimenti ebbero un effetto devastante su migliaia di ebrei che vennero trasformati in cittadini di seconda classe e rappresentarono un trauma quasi impossibile da superare. Sentir dichiarare dal capo del governo che ogni italiano si sarebbe dovuto proclamare “francamente razzista” rappresentava una ferita particolarmente dolorosa per tutti coloro che si vedevano ingiustamente discriminati, era inoltre un atto gravissimo che andava a ledere ogni principio dello Stato Unitario. Per evitare il ripetersi di tali macchie andrebbero lette con attenzione le parole di Liliana Segre che ci rammenta costantemente, con chiarezza e acume, l’importanza del dialogo e del rispetto.

La traccia del MI su Liliana Segre

Fonte: ufficio-stampa
Fonte: ufficio-stampa