Traccia svolta Tipologia A, analisi del testo La via ferrata di Pascoli prima prova maturità 2022

Di Redazione Studenti.

Traccia svolta La via ferrata di Pascoli prima prova maturità 2022: scopri lo svolgimento dell'analisi del testo, fatto un nostro tutor, del componimento di Pascoli

LA VIA FERRATA DI PASCOLI: TRACCIA SVOLTA

Traccia svolta Tipologia A, analisi del testo La via ferrata di Pascoli prima prova maturità 2022
Traccia svolta Tipologia A, analisi del testo La via ferrata di Pascoli prima prova maturità 2022 — Fonte: ansa

Tra le tracce della prima prova maturità 2022 è uscita l'analisi di un testo poetico di Pascolida Myricae. La traccia del Ministero dell'Istruzione chiedeva agli studenti di rispondere a 5 domande sulla poesia e di fare un commento. Di seguito trovi un possibile svolgimento fatto da un nostro tutor della tipologia A delle tracce della maturità 2022.

Qui le altre tracce svolte:

LA VIA FERRATA DI PASCOLI, COMMENTO

La poesia La via ferrata, scritta nel 1886 in occasione delle nozze di un amico, viene inserita daPascoli nella seconda edizione della raccolta poetica Myricae, una delle sue opere maggiori. Protagonista di una storia editoriale complicata, questa raccolta viene composta negli anni a cavallotra l’Ottocento e il Novecento, vede la prima edizione nel 1892 e l’ultima, la sesta, nel 1903; senella prima edizione la raccolta contava solo 22 poesie, nell’ultima, quella definitiva, arriva acontenerne ben 156. Un aumento enorme, che si comprende bene se si considera che questi annisono proprio quelli in cui l’attività del poeta è più febbrile e in cui, raggiunta la maturità artistica,prendono corpo e forma quelle che sono le sue idee letterarie. In particolare in Myricae viene sviluppata l’idea di una poetica costruita sul racconto della quotidianità, in cui un forte peso hanno gli aspetti propri del mondo naturale e di campagna, comel’arrivo di temporali improvvisi, il cambio delle stagioni, la presenza degli animali dei campi e degliinsetti con i loro versi e il loro vivere; un racconto che sul piano linguistico poggia su scelte lessicaliumili, quotidiane anch’esse.

Una ricerca di umiltà, sia nell’oggetto che nel modo della narrazione,che però non deve assolutamente trarre in inganno e lasciar pensare che quella prodotta da Pascoli sia una poetica semplice, piatta o banale. Sul piano contenutistico, infatti, la quotidianità ricercata descritta da Pascoli è spesso velata di unapatina d’irrequietezza, i quadretti quotidiani dal vago sapore bucolico finiscono sempre perincrinarsi, per incupirsi rivelando aspetti che si allontanano di molto dalle iniziali immagini ditranquillità. Questo perché in Myricae, come in tanta altra parte della poetica di questo autore,emergono i dolori familiari, quella serie di lutti e dolori che hanno segnato la vita del poeta fin dalla sua infanzia. La scrittura poetica diventa così un modo per rievocare un mondo famigliare irrimediabilmente perduto: la poesia, solo in apparenza bucolica, è in realtà un’elegia funebre, il triste ricordo che, nel momento di quiete e serenità finalmente raggiunto nella maturità, rievoca affetti che non ci sono più.

ANALISI LA VIA FERRATA DI PASCOLI

Questa complessità, oltre che sul piano contenutistico si rileva anche suquello formale: se è vero che il lessico pascoliano si rifà a una ricerca di pianezza, di quotidianità, è altrettanto vero che il prodotto finale è tutt’altro che semplice. È proprio la semplicità del verso che permette a Pascoli di giocare su altri aspetti della scrittura poetica, di sperimentare, creando artifici efficaci sia sul piano della sintassi quanto su quelli propri delle parole usate, di cui vengono esaltatele caratteristiche foniche. In altre parole l’estrosità della poetica pascoliana, lasciata da parte laricerca di un lessico aulico, riesce a basarsi proprio sulla valorizzazione delle caratteristichemusicali delle parole, e sull’utilizzo di figure retoriche che non fanno altro che esaltare questoaspetto, quello fonico, anche nella descrittività del verso.

Sul piano compositivo La via ferrata è un madrigale composto da due terzine e da una quartina finale, mentre lo schema metrico complessivo è ABB, CDD e EFEF. La prima terzina offre un esempio concreto delle caratteristiche compositive di Pascoli, della suaricerca sulla musicalità del verso e della parola. Al v. 1 le parole argini e mucche aprono a unamusicalità lenta che trova il suo normale compimento nel semplicemente finale, lunghissimo avverbio che rende ancora di più in maniera plastica la sensazione del dilatarsi del tempo delladescrizione e della narrazione, anche perché sul piano sintattico si lega in enjambement al pasconodel verso successivo: un’estensione del significato del primo verso che dà ulteriore consistenza aquella sensazione di calma, quiete, rilassatezza che queste prime parole vogliono trasmettere.

Un quadro che viene spezzato, anche in maniera visiva attraverso l’uso della virgola, a metà del secondo verso e, quindi, a metà della terzina, quando entra nella narrazione poetica, e nel campovisivo del lettore, quella via ferrata (v. 3) che è oggetto del componimento. Anche qui si possononotare delle caratteristiche sul piano fonico, giacché le parole che introducono e descrivono laferrovia sono caratterizzate principalmente dall’uso della lettera r, che viene raddoppiata in ferrata(v. 3) e accompagnata dalla b in bruna (v. 2), ma anche dalla lettera l, presente in doppia nella parola brilla (v. 3) che chiude la prima strofa.

L’uso di queste parole segnala un cambio sonoro evidente che spezza la placidità iniziale spezzando la musicalità iniziale e dandole ritmo. Va notatoinfine che i vv. 2 e 3 non vanno in rima baciata ma lo sono comunque per assonanza, altradimostrazione della priorità che Pascoli assegna all’aspetto musicale dei propri componimenti.

La seconda strofa ripropone il contrasto presente nella prima tra la natura e l’artificio umano, ma lorende in forma più sincopata, senza la netta divisione della strofa precedente.

Qui il piano naturale equello umano si mischiano tanto nella descrizione poetica quanto nella musicalità che Pascoliattribuisce a ciascuno dei due piani. Il cielo di perla che apre il v. 4 si contrappone all’ordine di palidel v. 6 che chiude la terzina, in mezzo c’è la descrizione dei pali dell’elettricità che si innalzano incielo. Anche qui la contrapposizione si gioca su piani sonori, capaci di creare immagini e solleticaresensazioni contrapposte, ma come già detto qui la contrapposizione non è netta come nella primastrofa ma sfalsata, e i piani si mischiano.

La descrizione dell’oggetto naturale, il cielo, ècaratterizzato dall’uso di vocali, anche in dittongo, che creano suoni ampi e ne trasmettono il sensodell’ampiezza: sono le vocali a dare l’impressione della profondità e grandezza quando Pascoliscrive del cielo di perla (v. 4) e, ancor di più, delle aeree fila (v. 5).

Al contrario la descrizione dell’elemento umano sembra poggiare sull’uso di consonanti, spesso usati in coppia, come dimostral’uso degli aggettivi dritti, uguali (v. 4) o l’uso della parola trama (v. 5) per descriverel’intersezione tra la verticalità dei pali e l’orizzontalità dei fili che si tendono tra di loro e licollegano, e quello delle parole digradano e fuggente (v. 6) per descrivere la progressiva scomparsadei pali all’orizzonte. A differenza che nella prima strofa, qui la rima tra gli ultimi due versi dellaterzina è baciata, e non data per assonanza. Il madrigale si chiude con una quartina, che è di difficile comprensione e apre a più chiavi di lettura. Data la sua struttura si può suddividere in due parti che corrispondono ai due versi iniziali e a quelliconclusivi. Il primo distico sembra alludere al passaggio della locomotiva, il cui passaggio si accompagna ai suoi suoni tipici.

I gemiti e gli ululi (v. 7) hanno un che di femminile, mentre ilrombo richiama in maniera esplicita a qualcosa di meccanico e artificiale; questi suoni, checomunque richiamano a un che di terribile e inumano, rompono la dimensione della tranquillitàdella vita di campagna: il passaggio del treno con tutti i suoi suoni, che crescono e poi si dileguano(come indicato al v. 8), è segnato da un forte gioco consonantico basato sull’uso di doppie e dicoppie, come quella mb di rombando (v. 7), che danno al verso una musicalità sincopata.

Gli ultimi due versi sono invece dedicati alla descrizione dei pali dell’elettricità che di tanto in tantosquillano (v. 10) e tremano al vento e producono un suono flebile quasi fossero una gigantesca arpa. Sebbene si tratti sempre di artifici umani, la descrizione dei pali della luce risulta, in questi ultimidue versi, connotata da una musicalità più dilatata che si distacca da quella violenta e sincopata deldistico precedente. Una volta passato il treno, il quadro di campagna ritorna alla sua normalità, unanormalità che però ora prevede anche la presenza dei pali elettrici.