Traccia svolta tema di ordine generale prima prova Maturità 2017

Di Francesca Ferrandi.

Traccia svolta tema di attualità prima prova di italiano Maturità 2017: lo svolgimento del tema sul progresso materiale e sul progresso morale e civile

Tema di attualità svolto, prima prova Maturità 2017

Il tema di attualità o di ordine generale è uno dei più gettonati tra le tracce della Maturità: gli studenti che lo scelgono reputano forse di poter avere più spazio per la loro espressività. Allo stesso tempo è però necessario, per svolgerlo al meglio, tenersi aggiornati sui temi caldi dell'attualità e seguire una certa struttura. Se intendi scegliere la tipologia D all'esame di Stato, ti consigliamo di esercitarti con questa traccia dell'anno scorso e controllare di seguito lo svolgimento dei nostri tutor.

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Tra le tracce della prima prova di Maturità 2017, quella del tema di ordine generale – anche chiamato tema di attualità e facente parte della tipologia D – è stata una di quelle che gli studenti hanno preferito svolgere. L’argomento era quest’anno quello del progresso, o meglio della distinzione tra progresso materiale e progresso morale e civile. Basandosi su un articolo di Edoardo Bonincelli, gli studenti alle prese con la prima prova 2017 hanno dovuto scrivere un tema di ordine generale che rispondesse alle diverse consegne del Miur (sfoglia le tracce ufficiali pubblicate dal Miur). Come si poteva fare? I tutor di Studenti.it hanno svolto la traccia del tema di attualità della prima prova di Maturità 2017 per voi: ecco la soluzione.

Per saperne di più, leggi le tracce ufficiali del Miur della prima prova 2017!

Tracce svolte

Maturità 2017: la traccia svolta del tema di ordine generale per la prima prova

Non c’è progresso senza struggimento. Ma che cosa è il progresso?
Progresso significa cammino, passo in avanti in direzione di un miglioramento, di un incremento.
Esso può essere di due tipi: materiale e morale.
Il progresso materiale è fatto di realizzazioni e conoscenze, corre veloce e raramente mostra cedimenti. Il progresso morale invece coinvolge i comportamenti e gli atteggiamenti mentali e a volte sembra retrocedere.
Questi tipi di progresso hanno tempi di sviluppo piuttosto differenti eppure spesso nessuno se lo ricorda. Il progresso materiale può essere velocissimo, infatti apprendere nuove conoscenze o tecniche si può fare anche insieme ad altre persone. Ma il progresso morale richiede più tempo.
È un percorso lento che riguarda i comportamenti individuali e il modo di agire di ognuno di noi. Non sempre risulta facile mettere in pratica virtuosi precetti. Perché le nostre paure, le incertezze e le debolezze ci condizionano tanto da confonderci. Da qui quel senso di paralisi che fa sembrare tutto difficile. Se poi le figure che dovrebbero farci da guida non sanno comportarsi e non offrono nessun appiglio, anche la semplice emulazione diventa uno strazio.
Forse però è soltanto con lo sforzo di applicare questi precetti virtuosi a ciò che ci circonda che ci si può avvicinare al senso della civiltà.
Essa infatti è la capacità dell’uomo di esprimersi, di tirare fuori le sue sensazioni ed i suoi pensieri più contorti. L’arte, la musica, i diritti, la letteratura arricchiscono il nostro essere e il nostro modo di essere cittadini nel mondo.  Civiltà è dunque lo sviluppo di quel senso civico che alla fine ci porta a saper abitare il mondo in una convivenza armoniosa.
Se il progresso morale e la civiltà vanno di pari passo, non si può dire lo stesso riguardo quest’ultima e il progresso materiale. Spesso si usa il termine civiltà come maschera per nascondere in realtà quel progresso che punta all’affermazione di un potere politico o alla circolazione deregolamentata di capitali illegali. Ma così facendo l’uomo non fa altro che ingannare se stesso e allontanarsi dalla felicità. Quest’ultima infatti è un qualcosa di transitorio, di non stabile, che con una vita dedita solo alla produzione e al profitto non è facile da raggiungere. La società moderna ha anestetizzato le passioni dell’uomo con la scusa del progresso materiale, tanto che non si sa più come essere felici e si privilegia l’avere a scapito dell’essere.
Il consumismo ha preso il sopravvento, facendo perdere la bussola del vero senso del vivere. Ormai non si produce più per consumare, ma si consuma per produrre sempre qualcosa di nuovo.
Tutto non può che diventare niente in questa continua corsa.
Così facendo ci si dimentica della filosofia, del teatro, delle scienze umane che sono forse le uniche davvero in grado di offrire una possibilità all’uomo di trascendere la sua natura tecnica per arrivare un po' più vicini all’essenza del vivere.
C’è un bisogno disperato di imparare a godere del singolo giorno, di apprezzare quello che si ha e di rispettare l’altro. Tutto ciò per provare a limitare la violenza verso il prossimo, che poi nasce dalla violenza che noi ci autoinfliggiamo rimanendo inconsapevoli della truffa del nostro tempo.
Bisogna che il mondo impari a portare avanti in egual modo il progresso materiale e la civiltà, per poter risplendere.