Traccia scientifica: "siamo soli?"

Di Marta Ferrucci.

Il tema svolto sui forum di Studenti.it

SPECIALE MATURITA' 2018

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Houston, abbiamo un problema! Questa frase l’abbiamo sentita spesso nei film americani di fantascienza oppure in qualche serie tv catastrofista e alcuni di noi l’hanno pure ripetuta scherzosamente, per impressionare e divertire gli amici. Non è soltanto una frase da film. Questa frase viene detta continuamente, è stata detta alla NASA tante volte.

E probabilmente ci sono volte che non sapremo mai. Come quella volta nel 1947 a Roswell, nel New Mexico, dove una navicella aliena, per una sospetta avaria meccanica, si schiantò nel deserto, custodendo dentro di sé i cadaveri di alcuni extraterrestri, poi studiati per anni in gran segreto da una equipe medica nella fantomatica Area 51. Almeno questo è quello che alcuni video ci hanno fatto credere per tutto questo tempo, in quanto né la comunità scientifica americana né tantomeno il governo americano hanno mai avvalorato questa ipotesi, al contrario l’hanno fermamente negata. Perché negare in maniera così forte un’assurdità giornalistica, una battuta ridicola? Alcuni ci hanno letto un tentativo duro di nascondere invece la verità, cioè che veramente quegli alieni ci sono, sono morti, e sono nelle nostre mani. E’ la domanda dell’uomo per eccellenza. Chi siamo? Da dove veniamo? Siamo soli nell’Universo? Esiste un divino disegno biblico che pone l’uomo e solo l’uomo al centro del mondo, creato a immagine e somiglianza da Dio oppure c’è qualcun altro, anch’esso creato da Dio oppure da qualcos’altro, che abita vicino o lontano da noi, che pensa come noi, che agisce come noi, che soffre come noi? Oppure c’è ma è completamente diverso?

Gli antichi pensavano che la Terra fosse piatta e che tutti gli altri astri, compreso il Sole, ruotassero attorno al nostro Pianeta, ponendo implicitamente l’essere umano al centro del Mondo. Non c’era motivo di non credere a questa teoria. All’epoca non c’erano strumentazioni scientifiche e studi adeguati e l’unica cosa che si poteva fare era osservare con i propri occhi. E l’occhio diceva che la Terra non era altro che una distesa infinita e che il Sole nasceva a Est e tramontava a Ovest nel suo incessante cammino giornaliero, funzionale alla vita dell’uomo. Nel Medioevo qualcuno cominciò a credere che per arrivare a Est era necessario navigare verso Ovest per poi ricongiungersi al punto di partenza, aprendo una teoria circa la sfericità del nostro Pianeta. E chi come Galileo dimostrò scientificamente che questa teoria era corretta, che cioè la Terra era rotonda come tutti gli altri corpi celesti e che era lei a girare intorno al Sole e non viceversa, veniva considerato un eretico perché negava la supremazia dell’uomo nell’Universo.

Quando poi, con gli strumenti moderni, si è venuti a conoscenza che la Terra era semplicemente un ridicolo puntino nell’Universo e che noi umani non eravamo che un minuscolo insignificante granello di sabbia, qualcuno ha cominciato a pensare che tutta questa sterminata vastità non era solo per noi, ma che c’era sicuramente anche qualcun altro che noi probabilmente non conoscevamo. Negli ultimi due secoli gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati, i cosiddetti UFO, si sono moltiplicati a dismisura. C’è chi ha visto la navicella sfrecciare nel cielo, chi li ha visti posarsi al suolo, c’è chi addirittura li ha incontrati (il famoso incontro ravvicinato), chi ci ha parlato, chi è stato rapito subendo fantomatici esperimenti scientifici perché, a suo dire, gli extraterrestri ci stavano studiando. Perché devono studiarci? Nel loro linguaggio, ammesso che esista come lo intendiamo noi, cosa vuol dire studiare un essere umano? Quindi studiano anche loro, quindi pensano come noi, quindi vivono come noi? Comunicano con le parole o hanno altri strumenti di comunicazione, per esempio telepatia o gestualità a noi sconosciute? Sono domande probabilmente senza senso, in quanto non solo non sappiamo se questi incontri o questi avvistamenti possono essere veritieri (non c’è nessun riscontro scientifico, ma solo testimonianze più o meno attendibili), ma anche se fossero, risulta difficile immaginare così tante somiglianze tra extraterrestri e esseri umani.

I video di Roswell mostrano un alieno piuttosto “umanoide”, con testa grande e sproporzionata, ma con orecchie, bocca, occhi, collo e corpo simili al nostro. Gli alieni schiantatisi sul suolo americano sono morti nell’incidente. Questo implica che anche il loro corpo è fragile, esattamente come il nostro, che possono ammalarsi e morire. Hanno anche loro una spiritualità, un culto dei morti e dei vivi? Risulta molto difficile crederlo. Forse umanizzare gli extraterrestri trasforma la loro immagine di cattivi invasori in creature simili a noi in modo che la nostra immaginazione ce li faccia credere buoni e inoffensivi, ma difficilmente le cose stanno così.

Gli scettici invece pensano che tutti gli avvistamenti siano stati creati ad hoc da alcune persone per avere un quarto d’ora di popolarità o meglio ancora per farsi un po’ di soldi senza faticare, oppure, molto più semplicemente, sono stati solo dei grossi abbagli, degli scherzi della natura. Ed è proprio in questa colossale ambiguità (ci sono non ci sono, esistono non esistono) è nato il mito dell’alieno. Invincibili, avanzati tecnologicamente, incredibilmente intelligenti, gli extraterrestri ci stanno studiando e spiando per poi sferrare l’attacco decisivo per impossessarsi del nostro Pianeta, sterminando la razza umana. Oppure verranno in pace, come il mitico e tenero E.T., conviveranno con noi per creare un mondo migliore e per regalare le loro straordinarie conoscenze scientifiche all’umanità. Alcuni vedono addirittura i segnali preliminari del loro arrivo, come i misteriosi cerchi nel grano, fenomeni naturali senza spiegazioni e apparizioni sorprendenti.

Anche in televisione parlare degli UFO cattura l’immaginazione e la curiosità di molti spettatori. In alcuni programmi come “Voyager” o “Mistero”, per rimanere solo in Italia, ci sono spesso dossier, testimonianze e documenti multimediali ad avvalorare la loro esistenza. Esiste addirittura un esperto cui poter inviare il proprio documento che ci spiega se il nostro video testimonia l’avvistamento di un veicolo spaziale oppure se è semplicemente un refuso. La televisione è maestra a creare miti e leggende e quello degli UFO è un campo facile su cui lavorare in questo senso. Ciò che sfugge veramente però è capire se la ricerca mitizzata della verità sia funzionale agli ascolti oppure sia veramente bontà scientifica. La risposta appare piuttosto scontata, in quanto fa leva sulla suscettibilità e sulla fragilità delle persone che in un mondo sempre più difficile e frenetico non aspettano altro che trovare qualcuno che soffra come loro, che pensi come loro, che parli come loro ma che sia evoluto, perfetto, intelligente, in modo che prima o poi questo si faccia vivo e con un colpo di spugna o di scienza distrugga i mali e le sofferenze dell’uomo e riporti sulla Terra un nuovo, perenne Paradiso Terrestre.

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