Prima prova maturità 2020: tema sui 120 anni dalla nascita della FIAT

Di Ilaria Giudice.

Maturità 2020: i 120 anni della Fiat, l’azienda cambiata insieme all’Italia e agli italiani e che potrebbe diventare traccia nel primo scritto

TEMA PER LA MATURITÀ: LA FIAT E L'ITALIA

All'interno della prima prova maturità 2020 gli studenti, il 17 giugno, troveranno precisamente sette diverse tracce - di cui una sarà obbligatoriamente di storia. Ogni anno si cercano le possibili tracce del MIUR a partire da anniversari importanti o eventi particolarsi dell'anno scolastico e quest'anno, precisamente a luglio, si sono festeggiati 20 anni dalla nascita della FIAT. Di seguito trovi una traccia ideale svolta sull'argomento. 

La FIAT Seicento
La FIAT Seicento — Fonte: ansa

È il 1899, il Novecento è alle porte e nessuno immagina cosa porterà l’ultimo secolo del Millennio. È l’anno in cui nascono Hitchcock ed Hemingway, è l’anno in cui viene lanciata la prima comunicazione radiotelegrafica internazionale, è l’anno in cui viene fondato il Milan e il Futbol Club Barcellona. Mentre tutte queste cose accadono nel mondo, a Torino, invece, sta nascendo la prima e più importante casa automobilistica italiana. L'11 luglio viene firmato l'atto notarile di Costituzione della Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili, con un capitale iniziale di 800.000 lire, che corrispondono circa a 10 milioni attuali. Era nata la FIAT.

PRIMA PROVA MATURITÀ 2020, FIAT

Il contesto in cui sorge questa casa automobilistica, che oramai si trascina dietro il nome degli Agnelli e di Marchionne, è un contesto completamente differente rispetto a quello attuale. Intanto, era un contesto che ancora non era stato attraversato da due guerre mondiali, guerre che cambiarono per sempre, negli uomini, la percezione delle cose.

Era un contesto in cui l’Italia era diventata uno stato unitario da appena trentotto anni ed era un paese in cui si sommavano problemi sociali e politici, in cui la povertà era diffusa e l’agricoltura era in crisi. L’Italia era appena stata sconfitta ad Adua, Crispi si era dimesso e l’umiliazione inflitta alla nazione dal tentativo fallito di una politica coloniale era enorme.

A inizio Novecento un italiano su due era analfabeta, il 62% della popolazione era contadina e tre famiglie su dieci erano composte da sei o più persone. L’Italia, oggi, si ritrova in una situazione completamente differente.

L’ITALIA DI OGGI E L’ANALFABETISMO FUNZIONALE

Ciò che è certo è che grandi passi in avanti sono stati fatti e che l’analfabetismo è un problema, se non completamente risolto, per lo meno arginato. È anche vero che, come ha scritto Mimmo Candito, in un articolo uscito su La Stampa, oggi potremmo indicare una percentuale vicino all’80% quando si parla di analfabetismo. Non si tratta, è ovvio, di analfabetismo strumentale - quasi tutti sanno leggere e contare - si tratta, invece, di analfabetismo funzionale, ovvero l’incapacità della maggior parte delle persone di comprendere un testo medio-alto e di riuscire a rielaborare le informazioni che riceve. Colpa della tecnologia? Colpa dei nuovi strumenti scientifici?

LA FIAT E L’ITALIA

Ritornando al punto di partenza, ovvero la FIAT, è giusto chiedersi in che modo l’azienda si sia trasformata in questi centoventi anni di vita. Si è dovuta adattare al progresso, si è dovuta adattare alle novità? Intanto, dopo la nascita, è diventato il più importante gruppo finanziario e industriale privato italiano del XX secolo. Strettamente al settore automobilistico, va detto che, nel tempo, è diventata la maggior casa produttrice del continente europeo e terza a livello mondiale, dopo le statunitensi General Motors Co. Ford Motor Co.

Uno dei primi cambiamenti che la Fiat dovette fare per stare al passo con i tempi, avvenne nel 1903 quando il senatore Agnelli, dopo essere stato in visita agli stabilimenti della Ford, capisce che operare in serie è l’unica via percorribile.

PRIMA PROVA 2020: TRACCIA SUI 120 ANNI DELLA FIAT

Stabilimento FIAT negli anni '70
Stabilimento FIAT negli anni '70 — Fonte: ansa

Adattarsi o morire: è questo il destino di tutte le aziende, di tutti i lavoratori, di tutti i manager, imprenditori, eccetera. Il mondo cambia in fretta, basta un secolo per ritrovarsi fuori dagli schemi, bastano dieci anni, oggi anche meno. Perché lo sviluppo corre, bisogna aggiornarsi, studiare, stare al passo con i tempi. Probabilmente, centoventi anni fa, il nome FIAT inorgogliva gli italiani, tutti volevano possedere uno dei modelli in vendita. Oggi più che gli italiani, forse, la FIAT inorgoglisce chi l’Italia la rappresenta, come ad esempio il senatore Ricardo Merlo che, in visita allo stabilimento di Goiana disse: “è un esempio di orgoglio italiano nel mondo. Qui vengono investiti soldi nell’economia reale, risorse che producono posti di lavoro e danno valore aggiunto all’economia. L’Italia nel mondo non è soltanto arte, cultura, enogastronomia, è anche eccellenza nella tecnologia”.

MATURITÀ 2020, PRIMA PROVA

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