Tracce prima prova: una donna (finalmente) nell'analisi del testo della maturità 2024

Perché scrittrici e poetesse donne, nelle tracce del primo scritto, sono state latitanti e decisamente assenti nell'analisi del testo? In un anno in cui si parla tanto di donne, diritti e uguaglianza, ci piacerebbe un'autrice donna nell'analisi del testo della prima prova di maturità 2024

Tracce prima prova: una donna (finalmente) nell'analisi del testo della maturità 2024
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Analisi del testo 2024: sarà l'anno delle donne?

Fonte: ansa

Nella prima prova di maturità le scrittrici italiane - al pari dei colleghi uomini -  intellettuali autorevoli e vincitrici di premi come il Nobel per la letteratura o il premio Strega, brillano – a differenza però dei colleghi uomini- per la loro assenza. Scorrendo l’indice di un qualsiasi libro di Italiano dell’ultimo anno delle superiori è lunghissima la lista di scrittori, ma le scrittrici si fa fatica ad individuarle. Però ci sono. Nella narrativa del primo Novecento Grazia Deledda e Sibilla Aleramo compaiono come rappresentanti del realismo autobiografico e sociale mentre Elsa Morante, pur definita tra le più importanti narratrici del secondo dopoguerra (oltre che saggista, poetessa e traduttrice) viene sì citata ma in quanto moglie di Alberto Moravia.

Elsa Morante nella simulazione del 2019

Fonte: ansa

Non si discute del fatto che in quegli anni gli uomini scrittori, studiosi, intellettuali – per tanti e diversi motivi – fossero molti di più delle donne ma ci si chiede perché, quelle poche che ci sono state, non siano mai state valorizzate all’esame di maturità (se non ci credi guarda qui). Una poesia di Giorgio Caproni nel 2017 sì, una di Sibilla Aleramo no. Un brano di Magris nel 2013 sì, uno di Elsa Morante no. Un suo brano da La storia venne usato per la simulazione della prima prova nel 2019 che il Miur propose ad aprile di quell’anno ma una simulazione, sarete d’accordo, non ha la dignità della prova vera e propria. 

Donne, vita e libertà: le vedremo anche alla maturità?

Ma siccome quest’anno si parla tanto di donne e di diritti, di uguaglianza e parità (famoso lo slogan uguali e insieme) a noi di Studenti.it ci piace pensare che il 2024 possa essere l’anno delle donne anche alla prima prova della maturità e visto che le analisi del testo sono due, una in versi e una in prosa, quest’ultima potrebbe essere proprio un brano di Canne al vento o di altra opera di Grazia Deledda che, lo ricordiamo, ha vinto il premio Nobel (1926) per la letteratura come Pirandello (1934) che però di maturità a differenza di lei ne ha fatte…

Analisi del testo: brano da "Canne al vento" di Grazia Deledda

La luna saliva davanti a lui, e le voci della sera avvertivano l’uomo che la sua giornata era finita. Era il grido cadenzato del cuculo, il zirlio dei grilli precoci, qualche gemito d’uccello; era il sospiro delle canne e la voce sempre più chiara del fiume: ma era sopratutto un soffio, un ansito misterioso che pareva uscire dalla terra stessa: sì, la giornata dell’uomo lavoratore era finita, ma cominciava la vita fantastica dei folletti, delle fate, degli spiriti erranti. I fantasmi degli antichi Baroni scendevano dalle rovine del castello sopra il paese di Galte, su, all’orizzonte a sinistra di Efix, e percorrevano le sponde del fiume alla caccia dei cinghiali e delle volpi: le loro armi scintillavano in mezzo ai bassi ontani della riva, e l’abbaiar fioco dei cani in lontananza indicava il loro passaggio.

Efix sentiva il rumore che le panas (donne morte di parto) facevano nel lavar i loro panni giù al fiume, battendoli con uno stinco di morto, e credeva di intraveder l’ammattadore, folletto con sette berretti entro i quali conserva un tesoro, balzar di qua e di là sotto il bosco di mandorli, inseguito dai vampiri con la coda di acciaio.

Era il suo passaggio che destava lo scintillio dei rami e delle pietre sotto la luna: e agli spiriti maligni si univano quelli dei bambini non battezzati, spiriti bianchi che volavano per aria tramutandosi nelle nuvolette argentee dietro la luna: e i nani e le janas, piccole fate che durante la giornata stanno nelle loro case di roccia a tesser stoffe d’oro in telai d’oro, ballavano all’ombra delle grandi macchie di filirèa, mentre i giganti s’affacciavano fra le roccie dei monti battuti dalla luna, tenendo per la briglia gli enormi cavalli verdi che essi soltanto sanno montare, spiando se laggiù fra le distese d’euforbia malefica si nascondeva qualche drago o se il leggendario serpente cananèa, vivente fin dai tempi di Cristo, strisciava sulle sabbie intorno alla palude.

Domande

Comprensione del testo

Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo in non più di dieci righe.

Analisi del testo

  • Posizionamento dell'opera nel contesto del realismo autobiografico e sociale.
  • Riflessioni sulle caratteristiche del verismo e del regionalismo sardo.
  • Sviluppa i temi principali del brano e analizza i simboli presenti: significato e rilevanza nel contesto dell'opera (es. canne al vento come metafora della fragilità umana).
  • Analisi del contesto sociale sardo e riflessione sulle problematiche sociali affrontate: povertà, emigrazione, ruolo della donna nella società sarda dell'epoca.
  • Come si può interpretare oggi il messaggio sulla fragilità umana che trasmette "Canne al vento"?
  • Quali aspetti del romanzo di Grazia Deledda possono essere considerati ancora attuali?

Interpretazione complessiva ed approfondimenti

Proponi una tua interpretazione complessiva del brano e approfondiscila con opportuni collegamenti ad altri romanzi della Deledda o di altre opere che hai letto.

La maturità 2024

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