Tommaso d’Aquino: vita, filosofia e opere

Tommaso d’Aquino: vita, filosofia e opere A cura di Chiara Colangelo.

Vita, opere e pensiero di San Tommaso d'Aquino, il frate domenicano teologo esponente della Scolastica e autore della Somma Teologica

1Tommaso D'Aquino: biografia

Tommaso d'Aquino
Tommaso d'Aquino — Fonte: getty-images

Nato nel 1225 a Roccasecca, piccolo paesino nel Lazio meridionale, Tommaso d'Aquino divenne l’esponente più noto della Scolastica e il filosofo che portò a compimento l’adattamento del pensiero aristotelico in ottica cristiana. Figlio di Landolfo conte d’Aquino, Tommaso venne educato in un primo momento nell’abbazia di Montecassino e successivamente si trasferì a Napoli per frequentare l’Università fondata pochi anni prima da Federico II

Nel 1247 entrò nell’ordine dei domenicani e divenne allievo di Alberto Magno, seguendolo nella sua docenza prima a Parigi e poi a Colonia. Tornato a Parigi nel 1252 iniziò il suo magistero all’Università dove ottenne un notevole successo, venendo nominato magister, maestro, nel 1257. Negli anni successivi alternò periodi di permanenza in Italia, dove tra l’altro si occupò di riorganizzare gli studi dell’ordine domenicano, a soggiorni parigini dove insegnava teologia. Nel 1272 rientrò definitivamente in Italia assumendo la docenza all’Università di Napoli. Inviato da Papa Gregorio X al concilio di Lione nel 1274, si ammalò durante il viaggio e morì nel convento di Fossombrone.

Nonostante una vita non particolarmente longeva - morì infatti a 49 anni - Tommaso produsse una mole considerevole di scritti. A lui sono attribuite 36 opere e 25 opuscoli. Il periodo più prolifico e fecondo della sua produzione va dal 1259 al 1272, tra il suo ritorno in Italia e il secondo soggiorno parigino. Le sue opere maggiori son la Somma della verità della fede cattolica contro i Gentili, il Secondo commentario delle Sentenza e il suo capolavoro: la Somma teologica. Altra opera importante sono le Questioni, in cui Tommaso argomenta teologicamente le posizioni degli averroisti e degli agostiniani. 

2Pensiero di San Tommaso d'Aquino: i fondamenti

I santi Tommaso d'Aquino e Apollonia
I santi Tommaso d'Aquino e Apollonia — Fonte: ansa

Se Agostino aveva declinato la filosofia platonica in chiave cristiana, Tommaso compie un’operazione simile con Aristotele. La filosofia tomistica si basa sulla non contraddizione di fede e ragione. L’uomo conosce il mondo attraverso la ricerca filosofica, fondata sulla ragione. Tale conoscenza, però, può essere priva di errori solo se supportata dalla rivelazione divina. La fede non si sostituisce alla ragione ma eleva quest’ultima alla certezza e alla perfezione. La ragione, inoltre, può svolgere un ruolo utile alla fede in tre modi: dimostrando i «preamboli della fede», spiegando e rendendo accessibili le verità della fede, difendendo la fede dalle critiche e dalle obiezioni. 

Ente ed essenza sono le prime cose che l’intelletto concepisce. L’ente può essere reale, ovvero presente nella realtà secondo le dieci categorie elaborate da Aristotele, o logico, ovvero espresso in proposizione affermativa che non necessariamente deve corrispondere a qualcosa che esiste veramente. Riguardo l’ente reale Tommaso parla di essenza, ovvero di ciò che risponde alla domanda «che cosa è?». Questa essenza (quidditas), che coincide con la natura, contiene sia la forma che la materia di cui è composto l’ente. L’atto di essere dell’ente reale viene invece identificato con l’esistenza

Negli esseri finiti, come l’uomo, essenza ed esistenza sono scissi in un rapporto di potenza e atto, nell’essere infinito, Dio, invece essenza ed esistenza coincidono. Grazie a questa distinzione Tommaso riesce a portare il pensiero aristotelico nella filosofia cristiana: Dio è l’essere, è la vita, mentre le creature hanno l’essere, hanno la vita, proprio perché, grazie a Dio, partecipano all’esistenza.

L’ontologia tomistica assegna all’esistenza un primato rispetto all’essenza, che da sola è puro nulla. Inoltre Tommaso individua tre categorie, chiamate trascendentali, che qualificano l’essere: unum, verum, bonum. Ogni ente è infatti unico e indiviso, è vero, ed è buono in quanto frutto di una precisa volontà divina.  

3La Teologia in San Tommaso d'Aquino

San Bonaventura riceve la visita di San Tommaso d'Aquino. Dipinto di Francisco Zurbaran, XVII secolo
San Bonaventura riceve la visita di San Tommaso d'Aquino. Dipinto di Francisco Zurbaran, XVII secolo — Fonte: getty-images

Cercando di coniugare fede e ragione, Tommaso d'Aquino fornisce cinque vie per dimostrare l’esistenza di Dio su una base razionale.

La prima via è la prova cosmologica, che prende le mosse dal principio aristotelico secondo cui tutto ciò che si muove è mosso da altro. Affermando l’impossibilità di procedere all’infinito, però, diviene necessario individuare un primo motore immobile, che non può che essere Dio.

La seconda via è la prova causale: se ogni fenomeno ha una causa efficiente, allora deve esistere una causa efficiente prima, identificata con Dio.

Poi c’è la prova del possibile e del necessario, che individua in Dio, quel qualcosa di necessario di per sé dal quale tutte le cose possibili discendono.

La quarta via è quella dei gradi di perfezione: essendoci negli enti un grado minore o maggiore di perfezione, bisogna anche presuppore un grado massimo di perfezione, che è Dio.    

La quinta e ultima via è la prova della finalità delle cose. Dal momento che la natura manifesta un ordine finalistico è necessario che ci sia un’intelligenza che ordina il tutto.    

Attraverso la ragione l’uomo può arrivare a cogliere altri aspetti della natura di Dio, sia per via negativa sia per via positiva, pur nella consapevolezza del mistero irriducibile di Dio. Tuttavia la conoscenza di Dio non può essere condotta interamente grazie alla ragione, ma deve necessariamente ricorrere alla dottrina rivelata, che attraverso la fede ci fa cogliere ciò che altrimenti non possiamo capire. In questo percorso di conoscenza Tommaso distingue due teologie: 

  • la teologia naturale, che cerca di arrivare a Dio attraverso l’utilizzo della ragione nell’osservazione e nella comprensione delle creature;
  • la teologia rivelata, che si rivolge direttamente a Dio attraverso la fede.

4La teoria della conoscenza

Aristotele. È da lui che prende le mosse gran parte della filosofia tomistica
Aristotele. È da lui che prende le mosse gran parte della filosofia tomistica — Fonte: ansa

Anche par quanto riguarda la gnoseologia Tommaso prende le mosse da Aristotele. Come quest’ultimo, egli attribuisce un ruolo primario all’esperienza, origine della conoscenza umana. Su ciò che noi esperiamo agisce poi l’intelletto, ovvero la facoltà che ha l’uomo di cogliere le forme e di risalire attraverso un processo di astrazione dal particolare all’universale.  

Per Tommaso l’intelletto separa la forma dalla materia individuale, materia signata, che rappresenta ciò che determina il carattere peculiare di ogni soggetto, ovvero il principium individuationis. Se il processo di astrazione è condotto correttamente la conoscenza che si raggiunge è una conoscenza vera, ovvero una conoscenza in cui l’intelletto si adegua alle cose esterne. 

Infine, Tommaso si sofferma sulla differenza tra l’intelletto umano e quello divino. Dio conosce attraverso un atto unitario in cui l’intelletto non deve risalire alle forme dalle cose, ma è esso stesso causa e origine di esse; mentre l’intelletto umano conosce per atti successivi, apprendendo mano a mano che separa e astrae le essenze dagli accidenti, le forme dalle cose.

5L'antropologia in Tommaso

Declinando nuovamente il pensiero aristotelico in un’ottica cristiana, Tommaso ritiene che la natura umana sia l’unione tra anima e corpo, dove l’anima è forma e principio vitale del corpo. A differenza di Aristotele, però, Tommaso ritiene che l’anima abbia un suo essere proprio, indipendente dal corpo, che deriva direttamente da Dio. Questa natura autonoma dell’anima è dimostrabile facendo riferimento alle sue capacità intellettive, ovvero alla capacità di conoscere tutti i corpi, di pensare realtà immateriali e concetti universali, e di costituirsi come autocoscienza. L’anima inoltre essendo pura forma immateriale non può corrompersi ed è quindi immortale.

Siccome di Dio non possiamo sapere che cosa è, ma piuttosto che cosa non è, non possiamo indagare come egli sia, ma piuttosto come non sia.

San Tommaso d'Aquino