Thomas Jefferson: vita, pensiero e la Dichiarazione di indipendenza americana

Thomas Jefferson: vita, pensiero e la Dichiarazione di indipendenza americana A cura di Laura Morazzini.

Vita e pensiero politico di Thomas Jefferson, 3° presidente degli Stati Uniti d'America, uno dei padri fondatori del Paese e promotore della Dichiarazione di indipendenza americana.

1Le origini di Thomas Jefferson

Thomas Jefferson, 1802: 3° Presidente degli Stati Uniti d'America
Thomas Jefferson, 1802: 3° Presidente degli Stati Uniti d'America — Fonte: getty-images

Thomas Jefferson nasce in una famiglia di proprietari terrieri della Virginia; il padre Peter è un apprezzato cartografo e proprietario di una piantagione, la madre Jane discende dai Randolph, una delle famiglie più importanti dello Stato. Degli 10 figli sopravvivono solo due maschi, Thomas e il fratello Randolph, più piccolo di 12 anni.

Il giovane Jefferson può disporre di un’ottima preparazione scolastica, dedicandosi sin da piccolo allo studio del latino, del greco e del francese.

A 17 anni inizia il College of William & Mary a Williamsburg e segue le lezioni di George Wythe e William Small, per poi passare a studiare legge; dopo un primo anno passato alla scoperta di amicizie e passatempi, porta la sua dedizione allo studio ai limiti dell’eccesso (si narra che passasse sui libri quasi 15 ore al giorno), ma questo sforzo lo prepara alla meticolosità e precisione che metterà successivamente nel lavoro.

Monticello, casa di Thomas Jefferson a Charlottesville, Virginia
Monticello, casa di Thomas Jefferson a Charlottesville, Virginia — Fonte:

Nel 1767 inizia a lavorare in uno studio legale ma sembra sia troppo timido per pensare di tenere un’oratoria davanti a un pubblico, e non lavora mai in tribunale a diretto contatto con la clientela; nello studio legale è però molto apprezzato per la minuziosa preparazione degli incartamenti.

Nel 1768 inizia a costruire la propria casa sui terreni ereditati dal padre, in cima a una collina dalla quale poi deriva il nome di tutta la proprietà: Monticello.

2Thomas Jefferson e la Dichiarazione di indipendenza americana

Nel 1769 si candida per la House of Burgesses, la camera bassa della Virginia, dove inizia a definire la sua linea politica, con proposte di riforma della schiavitù e accanite proteste contro la sempre più pressante tassazione da parte della Gran Bretagna. 

Nel 1772 sposa una giovane vedova nonché lontana parente, Martha Wayles Skelton; in dieci anni di matrimonio hanno 6 figlie ed ereditano la proprietà alla morte del suocero, con schiavi e debiti annessi. 

Nel 1774 viene pubblicato (senza permesso) A summary view of the rights of British America, un breve scritto contenente le colpe del re inglese che ribadisce il diritto naturale del popolo di governarsi.

Illustrazione dei padri fondatori degli Stati Uniti, da sinistra: John Adams, Robert Morris, Alexander Hamilton e Thomas Jefferson, 1774
Illustrazione dei padri fondatori degli Stati Uniti, da sinistra: John Adams, Robert Morris, Alexander Hamilton e Thomas Jefferson, 1774 — Fonte: getty-images

La Virginia lo sceglie come delegato nel 1775 per il Secondo congresso continentale, la riunione dei rappresentanti di tutte le colonie che avvia la ribellione contro la Gran Bretagna. 

L’11 giugno 1776 viene assegnato al comitato dei cinque (tra cui Benjamin Franklin) che devono mettere per iscritto le ragioni della rottura con la Gran Bretagna ma è condizionato dall’incapacità di parlare in pubblico e comunica con i colleghi prevalentemente per iscritto. 

A bozza finita il Congresso taglia via circa un quinto del testo originario e il testo conosciuto come Dichiarazione di indipendenza viene pubblicato il 4 luglio 1776

3Note sullo stato della Virginia

Torna in Virginia come delegato dal 1776 al 1779 e lavora come governatore nel biennio 1779-80; in questi anni promuove la colonizzazione delle terre verso ovest e organizza importanti riforme:

  • l’abolizione della primogenitura, in modo da favorire la distribuzione della proprietà fra gli eredi;
  • la riorganizzazione del sistema educativo, per garantire la scolarizzazione di base a più persone possibile, oltre a prevedere un finanziamento pubblico degli studi superiori per le persone di maggior talento;
  • la separazione netta tra chiesa e stato (provvedimento che non viene accolto fino al 1786).
Stesura della Dichiarazione d'Indipendenza americana, 1776. Da sinistra a destra: Benjamin Franklin, Thomas Jefferson, John Adams, Robert Livingston e Roger Sherman
Stesura della Dichiarazione d'Indipendenza americana, 1776. Da sinistra a destra: Benjamin Franklin, Thomas Jefferson, John Adams, Robert Livingston e Roger Sherman — Fonte: getty-images

La fama come politico è brevemente oscurata dalla palese incapacità militare: non è in grado di reagire adeguatamente all'invasione inglese nel 1780, dimostrandosi incerto e incompetente.

Nel 1781 scrive il libro Note sullo stato della Virginia, nato dall’esigenza di fornire informazioni sul territorio alla legazione francese (accorsa a fornire aiuto militare contro gli inglesi) e pubblicato anonimo a Parigi con una tiratura di 200 esemplari nel 1785. 

Jefferson compone una vera e propria guida dello Stato, arricchita da osservazioni scientifiche e filosofiche, contenente anche una serie di riflessioni che suscitano polemiche nei contemporanei e perplessità al giorno d’oggi: 

  • viene descritta dettagliatamente la gestione degli schiavi, con una riflessione sull’impossibilità di convivenza di bianchi e neri in una società libera,
  • descrive il progetto utopico di affrancare gli schiavi e riportarli in Africa con una graduale schema di emancipazione e risarcimento degli ex proprietari.

4Jefferson Ambasciatore in Francia

Come delegato, nel 1782 afferma il principio per cui i territori dell’ovest possono entrare nell’Unione come stati e non come colonie.

Subentra a Benjamin Franklin come ambasciatore in Francia dal 1784 al 1789, e in Francia cerca di ampliare il mercato del tabacco americano, proponendo la costruzione di un mercato libero dai dazi per favorirne la crescita, oltre a cercare possibili alleanze contro i pirati che infestano il Pacifico. Purtroppo ottiene pochi risultati significativi, perché la Gran Bretagna detiene ancora l’80% del mercato estero delle ex colonie e gli stati europei tengono in scarsa considerazione un governo giovane e potenzialmente debole come quello dell’Unione.

Comunque gli americani ottengono un prestito di 400.000 dollari dalle banche olandesi, anche se per merito soprattutto dell’ambasciatore a Londra John Adams.

Nel 1788 inizia una relazione con una delle schiave delle figlie, una mulatta minorenne di nome Sally Hemings che si ritiene fosse sorellastra di sua moglie; la relazione è segreta per diverso tempo ma negli ultimi anni di attività la notizia trapela, provocando non poche polemiche, anche in considerazione del fatto che Jefferson esterna in varie occasioni la sua opinione che le persone di colore siano biologicamente inferiori e che le unioni miste debbano essere severamente proibite.

5Jefferson segretario di stato

Dal 1789 al 1794 diventa il primo segretario di Stato, sotto la presidenza di George Washington, occupandosi soprattutto di: 

  • federazione decentrata,
  • economia agricola (insegue il mito della democrazia rurale),
  • allontanamento politico e sociale dall’Europa (sarà la base del partito repubblicano).
Rotonda dell'Università della Virginia e statua di Thomas Jefferson
Rotonda dell'Università della Virginia e statua di Thomas Jefferson — Fonte: getty-images

Favorisce la fine del commercio degli schiavi: il mercato americano è ormai saturo e questa manovra avrebbe alzato il valore di quelli già in mano ai proprietari terrieri, tra cui lo stesso Jefferson.

Contrario alla politica del collega-rivale Adams e sostenitore del modello francese, nonostante le peggiori derive della Rivoluzione, alla fine torna in Virginia perché fortemente contrario al modello federalista che l’Unione sta perseguendo, nel quale vede un progetto a favore delle banche e contro gli interessi dei piccoli proprietari terrieri.

Dal 1797 al 1801 è il secondo vicepresidente della Confederazione; nel frattempo viene creata una banca centrale, viene repressa Whisky Rebellion ed emergono con chiarezza due schieramenti politici contrapposti: i federalisti e i repubblicani.

6Jefferson terzo presidente degli Stati Uniti

Martha Wayles Skelton e Thomas Jefferson
Martha Wayles Skelton e Thomas Jefferson — Fonte: getty-images

Durante la campagna elettorale del 1800, Jefferson fa una propaganda spietata e arriva a pagare dei giornalisti per  screditare il suo diretto concorrente, John Adams; quando vince le elezioni terrà un discorso d'insediamento con la famosa frase “We are all republicans, we are all federalists”.

Dal 1801 al 1809 in qualità di presidente tenta la carta agraria cercando di svincolare il paese dai mercati europei, ma l’impresa si rivela infattibile  e allora chiede misure anti inglesi per continuare a svincolarsi dall’ex madrepatria.

Thomas Jefferson firma i documenti per l'acquisto della Louisiana
Thomas Jefferson firma i documenti per l'acquisto della Louisiana — Fonte: getty-images

Quando Napoleone mette in vendita l’enorme territorio della Louisiana per finanziare le battaglie su suolo europeo, Jefferson riesce a veicolare la volontà del congresso e a trovare i fondi per l’acquisto: la Louisiana entra a far parte degli Stati Uniti nel 1803, a un prezzo equivalente a più di 20 milioni di dollari attuali.

Nel 1804 viene eletto per il secondo mandato e continua a lavorare per estinguere il debito nazionale e smantellare il sistema federale.

Nel 1807 promulga l’Embargo Act per costringere Gran Bretagna e Francia a rivedere le loro politiche commerciali, ma l’atto si rivela dannoso e viene ritirato nel 1809 con la fine del suo incarico.

7Jefferson e l’Università della Virginia

Jefferson si ritira dalla vita politica definitivamente e si rifugia in Virginia; nel 1812 si riconcilia con John Adams, come testimoniato dall’epistolario tra i due. Da questo momento:

  • lavora alla sua autobiografia, costruendo un’immagine di sé edulcorata e paternalistica: anche se in buona fede, la sua prospettiva rimane quella di un uomo del sud educato a ritenere la schiavitù normale e necessaria: in vita libera solo 5 dei suoi schiavi, tutti parenti di Sally Hemings (e molto probabilmente figli dello stesso Jefferson);
  • si dedica al rifacimento architettonico della proprietà di Monticello;
  • si dedica alla costruzione dell’università a Charlottesville, che poi diventa l’Università della Virginia: sceglie personalmente i libri della biblioteca, non impone criteri religiosi per la selezione degli studenti e crea norme che favoriscano una sorta di auto gestione.

Quando muore nel 1826 lascia debiti superiori ai 100.000 $ di allora (l’equivalente di alcuni milioni con la valuta di oggi): proprietà e schiavi vengono venduti per saldare i debiti e Martha Jefferson, l’unica figlia sopravvissuta, è costretta a ricorrere all’aiuto caritatevole per mantenere i numerosi figli.