Testo argomentativo su Giacomo Leopardi

Di Redazione Studenti.

Testo argomentativo su Giacomo Leopardi che espone i tratti più significati della vita e della poetica dell’autore recanatese.

TESTO ARGOMENTATIVO SU GIACOMO LEOPARDI

Giacomo Leopardi
Giacomo Leopardi — Fonte: getty-images

Esponi i tratti più significativi della vita e della poetica di Giacomo Leopardi, facendo riferimento ai brani studiati. Tema svolto da uno studente: Giacomo Leopardi è il maggior lirico del Romanticismo, un complesso movimento culturale che si diffonde in Europa tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento e che rivaluta la fantasia, il sentimento, il pensiero del singolo individuo e l’ardore patriottico.

Giacomo Leopardi nacque a Recanati nel 1798 da una famiglia nobile. Crebbe in un ambiente di provincia molto oppressivo, aggravato dall’indifferenza del padre e dall’eccessiva severità della madre.

Molto precoce per interessi e capacità intellettuali, trascorse l’età tra i dieci e i diciassette anni chiuso nella biblioteca paterna dove imparò l’uso di tutte le lingue moderne, dell’ebraico, del latino e del greco. Questo studio così esagerato gli causò molti danni al sistema nervoso e alla vista. Insofferente dell’arretratezza culturale di Recanti chiese il permesso di trasferirsi a Roma e l’ottenne nel 1822 ma questo soggiorno non fece che acuire il suo pessimismo nei confronti del mondo, così girovagò per altri paesi italiani, come Mila-no, Bologna e Firenze, sempre però facendo ritorno al suo paese natale amato e odiato, pronto a ripartire il prima possibile. Intanto le sue condizioni di salute peggiorarono, così nel 1833 si trasferì a Napoli, dove confortato dall’amico Antonio Ranieri morì nel 1837.

Le sue opere più importanti sono:

  • Canti: una raccolta di quarantuno canzoni patriottiche, a contenuto filosofico, idilli o liriche d’amore.
  • Operette Morali: un’opera filosofica in cui Leopardi esprime la sua pessimistica concezione della vita.
  • Zibaldone: raccolta di note e appunti raccolti giornalmente tra il 1817 e il 1827.
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Dall’opera poetica di Leopardi emerge chiaramente la sua pessimistica concezione della vita: per il poeta infatti la causa di tutta la sua infelicità è la Natura in quanto durante la giovinezza illude e fa promesse che poi non mantiene nell’età adulta. Così il suo pessimismo da individuale diventa umano e poi universale, cioè la Natura non rende infelici solo gli esseri viventi, ma tutti gli esseri del creato. La vita appare a Leopardi come sofferenza e dolore. La gioia è solo momentanea, breve cessazione della sofferenza, ma aldilà del dolore c’è la noia che spegne la gioia di vivere. A salvare il poeta c’è solamente la sua fervida attività intellettuale, in particolare il conforto e la liberazione della sua poesia. Per Leopardi la poesia deve essere musica, armonia e quindi svincolata dalla rima, ma il poeta riesce ad ottenere degli effetti suggestivi solo attraverso la collocazione delle parole.

Le due poesie principali di Leopardi sono senza ombra di dubbio L’Infinito e A Silvia. L’Infinito è un idillio dove il poeta ci parla del suo immaginario viaggio nel “mare” dell’infinito. Leopardi si trovo su una collinetta vicino a Recanati e prende spunto da quel paesaggio per parlare di un’avventura dell’anima; un viaggio fantastico, accompagnato prima da una sensazione di timore, ma poi da un dolcissimo immergersi nell’infinito.

A Silvia, invece è una canzone che fu scritta nel 1828 dopo un silenzio poetico di ben sei anni, durante il quale il poeta scrive le Operette Morali. Vi è quindi un evidente rinascita della vena poetica ed è considerata da molti la più bella poesia del Leopardi.

L’autore è triste per la morte di Silvia che si pensa possa essere una certa Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, deceduta a causa della tubercolosi. Per Leopardi Silvia rappresenta la giovinezza che lui ha perduto, con tutte le speranze e le gioie che essa porta. Se la prende quindi con la Natura in quanto durante la giovinezza illude e fa delle promesse che poi, nell’età adulta non mantiene mai, perciò è molto evidente il pessimismo cosmico del Leopardi. Rispetto all’idillio L’Infinito, considerava dolce immergersi nella natura, qui è dell’idea che sia tutta colpa della natura se né lui né Silvia, hanno potuto godere della gioia e della spensieratezza della giovinezza. La poesia si conclude con il ritratto della morte e di una tomba disadorna della speranza perché la morte è qualcosa di certo e inevitabile, conclusione della vita dell’uomo.

Leopardi è senza dubbio uno dei più famosi poeti della poesia italiana e personalmente sono d’accordo da questo punto di vista, anche se abbiamo un modo di vedere la vita completamente diverso. Ciò non toglie che fosse capace di esprimere il suo punto di vista in un modo assolutamente perfetto e coinvolgente.