Laurea in Medicina Veterinaria 1997 - 1998

Domanda 49 di 90

Tra le novelle di Verga 'La chiave d'oro' e' una delle piu' belle e delle meno conosciute. Ecco il racconto di Verga riassunto da Sciascia: un povero ladro di olive viene ammazzato da un campiere, nella proprieta' di un canonico; il campiere, una specie di mafioso, scappa: e il canonico resta a far fronte alla 'giustizia', cioe' a un giudice che arriva minaccioso accompagnato da medico, cancelliere e sbirri. Fatto il sopralluogo, il Giudice accetta 'un boccone': vale a dire un pranzo abbondante e accurato, che finisce col caffe' 'fatto con la macchina' e un moscadello vecchio 'che avrebbe resuscitato un morto' (ma non quel povero morto rimasto sotto l'olivo). Il giorno dopo, un messo viene a dire al canonico che il Sig. Giudice aveva perso nel frutteto la chiave dell'orologio: ' e che la cercassero bene che doveva esserci di certo'. Il canonico capisce, compra una bella chiave d'oro da due onze, la manda al Giudice: 'e il processo ando' liscio per la sua strada', il canonico indenne, il campiere indultato poi da Garibaldi. E il canonico usava poi dire al Giudice: 'Fu un galantuomo! Perche' invece di perdere la sola chiave, avrebbe potuto farmi cercare anche l'orologio e la catena'. ...... E alla non fatta giustizia del Giudice borbonico, succede l'indulto di Garibaldi. La parabola si compie spietatamente, tremendamente, con questa frase: 'nel frutteto sotto l'albero vecchio dove e' sepolto il ladro delle ulive, vengono cavoli grossi come teste di bambini'. (da L. Sciascia 'Cruciverba'). UNA sola delle seguenti affermazioni e' deducibile dal testo: