Laurea in Lingue e letterature straniere 2003 - 2004 (generale)

Quiz per accedere alla Laurea in Lingue e letterature straniere 2003 - 2004 (generale)

Domanda 7 di 41

Leggi e analizza i seguenti testi e poi rispondi alle domande 8 - 9 - 10 - 11 - 12
SCHEDA La Rai Radiotelevisione Italiana presenta LA MEGLIO GIOVENTÙ
Prodotto da Angelo Barbagallo
Una produzione Rai Fiction
Realizzata da Bìbì Film Tv
Distribuzione internazionale Rai Trade

Il film di Marco Tullio Giordana ‘La meglio gioventù’ ha vinto il primo premio alla sezione 'Un Certain Regard' del 56° Festival di Cannes. Il premio è stato consegnato alla presenza del direttore del festival Gilles Jacob. La giuria, presieduta dal cineasta Maliano Abderramane Sissako e composta da critici, direttori di Festival e dalla grande attrice Carole Laure ha premiato anche la coproduzione italiana 'Sangue e oro' dell'iraniano Jafar Panahi. Il lungometraggio di Giordana, girato per la tv e originariamente pensato in quattro puntate, racconta, in sei ore, quarant'anni di storia italiana attraverso le vicende personali di due fratelli. "Abbiamo discusso fino a notte alta - ha confidato Carole Laure - ma tutti i premi sono stati dati all'unanimità e fin dal primo momento il lavoro italiano ha commosso e impressionato tutti". "Sono entrato in sala preoccupato all'idea di 6 ore di cinema continuato - ha dichiarato il giurato inglese Geoff Andrew, critico di 'Time out' - ma dopo 10 minuti ero talmente avvinto dalle storie che vedevo scorrere sullo schermo che mi sono trovato come d'incanto trasportato fino alla fine ed ho dovuto far finta di niente mentre avevo le lacrime agli occhi per la commozione". Dopo la proiezione, il film aveva ottenuto otto minuti di applausi e una standing ovation.

TRAMA

La Meglio gioventù racconta la storia di una famiglia italiana dalla fine degli anni Sessanta a oggi. Al centro della vicenda due fratelli: Nicola e Matteo che all'inizio condividono stessi sogni, stesse speranze, stesse letture e amicizie, finché l'incontro con una ragazza psichicamente disturbata non determinerà il destino di entrambi: Nicola deciderà di diventare psichiatra, Matteo di abbandonare gli studi ed entrare in polizia. Angelo il padre è genitore e marito affettuoso, anche se la sua esuberanza viene vissuta dalla famiglia con una certa tolleranza, Adriana la madre è insegnante moderna e irreprensibile, innamorata dei suoi studenti come dei propri figli. C'è poi Giovanna, la figlia maggiore, entrata giovanissima in magistratura, e Francesca, la più piccola, che sposerà Carlo, il migliore amico di Nicola, destinato a un importante ruolo alla Banca d'Italia e per questa ragione nel mirino del terrorismo durante gli anni di piombo. Resta da dire di Giulia, la storia d'amore centrale nella vita di Nicola, da cui nascerà Sara, e di Mirella che, in tempi e modi diversi, incrocerà i destini sia di Matteo che di Nicola. Attraverso questo piccolo nucleo di personaggi rivivono ne La meglio gioventù avvenimenti e luoghi cruciali della storia del nostro paese: dalla Firenze dell'alluvione alla Sicilia della lotta contro la mafia, dalle grandi partite della Nazionale contro Corea e Germania alle canzoni che hanno fatto epoca, dalla Torino operaia degli anni Settanta alla Milano degli anni Ottanta, dai movimenti giovanili al terrorismo, dalla crisi degli anni Novanta al tentativo di inventarsi e costruire un paese moderno. Senza volerlo i nostri personaggi inseguiranno le loro passioni inciampando nella storia, cresceranno, si faranno male, torneranno a illudersi e a risollevarsi di nuovo. La meglio gioventù – titolo di una raccolta di poesie friulane di Pasolini ma anche di una vecchia canzone degli alpini - è l'affresco di una generazione che nelle sue contraddizioni, nelle furie ora ingenue ora violente, nella voce grossa e qualche volte stonata ' ha cercato di non rassegnarsi al mondo così com'è ma di lasciarlo un poco migliore di come l'ha trovato.

La filmografia di M. T. Giordana
1980 Maledetti vi amerò; 1981 La caduta degli angeli ribelli; 1983 Notti e nebbie (TV); 1988 Appuntamento a Liverpool; 1991 La Domenica specialmente (episodio La neve sul fuoco); 1994 L’unico paese al mondo; 1995 Pasolini, un delitto italiano; 2000 I cento passi; 2001 Un altro mondo è possibile; 2003 La meglio gioventù

RECENSIONE DEL FILM LA MEGLIO GIOVENTÙ DI P. D’AGOSTINI DA LA REPUBBLICA DEL 21/6/2003

Siamo di fronte all'anomalia di un'opera che è sicuramente un film, ma un film di sei ore e concepito per la fruizione televisiva (in 4 parti). In un certo senso bisogna essere grati ai ritardi e alle prudenze della Rai che dall'inverno scorso ne ha rimandato la trasmissione all'autunno prossimo, perché intanto La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana - e viale Mazzini deve ringraziare il prestigio personale del regista di Cento passi - ha avuto il raro onore toccato soltanto a pochi big come Bergman, Fassbinder e Kieslowski di essere selezionato da un grande festival cinematografico, e da Cannes è uscito carico di elogi. Tanto da convincere produttore e distributore a tentare la sortita in sala (in 2 parti) dopo alcune anteprime pubbliche che ne hanno accresciuto l'aura di "evento speciale". Come fu per Heimat, la saga tedesca di Edgar Reitz. Quello che fecero per il nostro cinema gli sceneggiatori Rodolfo Sonego con Una vita difficile di Dino Risi e Age e Scarpelli con C'eravamo tanto amati di Ettore Scola, hanno fatto per la nostra migliore televisione Stefano Rulli e Sandro Petraglia già una prima volta con La vita che verrà (1999, regia di Pasquale Pozzessere) proseguendo oggi, cronologicamente a partire proprio da lì dove quel racconto si fermava. Cioè ideare e scrivere un romanzo popolare della vita collettiva di una generazione italiana. Quella, in La meglio gioventù, di chi aveva vent'anni nel '68. Con il decisivo tocco di un regista eclettico e sensibile, intelligente e appassionato. Nell'arco degli oltre 35 anni che dall'estate del 1966 giungono a noi, si snoda l'avventura esistenziale di due fratelli, Nicola (Luigi Lo Cascio, superlativo) e Matteo (Alessio Boni, il suo era il ruolo più difficile). Un "bravi" generale a tutti gli interpreti con una menzione speciale per Andrea Tidona (il padre dei ragazzi), Maya Sansa e Claudio Gioè. E la più grande soddisfazione per il respiro di un disegno che dimostra la vitalità del cinema quando sa dirci (e scommettiamo che altrettanto saprà fare Marco Bellocchio con Buongiorno notte sull'assassinio di Moro?) che "la storia siamo noi".

Il film La meglio gioventù